Amazon Kindle Fire e Fire OS: un'esperienza utente low-cost da non sottovalutare

Amazon offre ormai da anni la sua gamma di tablet Kindle, accompagnata dal sistema operativo Fire OS basato su Android.

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Quando si parla di tablet in Italia, molto spesso si fa riferimento alle soluzioni offerte da aziende come Apple e Samsung. La maggior parte dell'utenza sembra infatti non conoscere i dispositivi Kindle di Amazon, oppure non si è mai decisa a provarli.
I motivi possono essere molteplici, poca sponsorizzazione da parte del colosso dell'e-commerce al di fuori della sua piattaforma, siti specializzati che difficilmente danno spazio a novità simili e prezzi troppo bassi rispetto alla concorrenza, che danno la sensazione di prodotti "cheap".
Nonostante tutto questo, Amazon è silenziosamente diventato il terzo produttore di tablet al mondo in quanto a vendite (dati IDC, novembre 2017), il tutto senza quell'attenzione mediatica di cui dispongono i dispositivi delle due aziende che la precedono in classifica. L'esperienza utente è dunque degna di nota? Andiamo a scoprirlo assieme.

Il "potere" di Amazon

Prima di andare a vedere quanto offerto dalla gamma Kindle, proviamo a capire i fattori che hanno portato al succitato risultato. Sicuramente un aspetto fondamentale è il "potere" che la piattaforma Amazon possiede.
Basti pensare al recente Prime Day, un giorno lungo 36 ore "inventato" dalla società statunitense per offrire sconti eccezionali ai clienti Prime.
Ebbene, quest'ultimo ha generato, per la piattaforma, più vendite di quanto non lo abbiano fatto gli ultimi Black Friday e Cyber Monday. Un risultato incredibile, se consideriamo che il venerdì nero, ossia la giornata successiva al Giorno del Ringraziamento, è una vera e propria tradizione negli Stati Uniti d'America, consolidatasi negli anni Sessanta.
Insomma, Amazon dispone di un bacino d'utenza enorme al quale vendere i propri prodotti e può fare il bello e il cattivo tempo in tal senso.
Per farvi un esempio concreto, prenderemo in analisi la modalità che ha portato all'acquisto da parte di chi vi scrive del Kindle Fire 7. Era proprio il Prime Day 2018 e, come avviene quasi sempre durante quel tipo di eventi, la home page di Amazon era piena zeppa di prodotti, ma il banner principale era destinato proprio alla gamma di tablet in questione, appositamente scontati.
Ebbene, inizialmente non avevamo alcuna intenzione di acquistare Fire 7, ma dopo una deludente ricerca sprovvista di prodotti di nostro interesse, il buono sconto da 10 euro per un prodotto venduto e spedito da Amazon era ancora lì. In una situazione del genere, capite bene che l'individuo viene quasi spronato a comprare un prodotto che all'inizio costava circa 70 euro, ma che poi, grazie all'accumularsi degli sconti, poteva essere portato a casa con 35 euro.
Ecco, questa è solo una delle molteplici modalità con cui Amazon riesce a vendere, senza clamorose campagne pubblicitarie, i suoi tablet.

Un'esperienza utente ad hoc

Tuttavia, una volta "acchiappato" l'utente, Amazon non deve chiaramente farlo uscire dal suo ecosistema, anche per questioni d'immagine dell'azienda. Ecco, allora, che degli sconti portentosi come quelli sopra descritti, non possono comunque andare a inficiare troppo sulla qualità finale del prodotto.
Ebbene, a nostro modo di vedere, la società statunitense ha rifilato un colpo da maestro in tal senso. Amazon ha infatti sviluppato un sistema operativo basato su Android: Fire OS. Il suo launcher è molto basilare e riprende il concetto di "ecosistema", cercando di far sentire a casa l'utente. Se un cliente ha acquistato un Kindle Fire, significa che dispone di un account Amazon e se dispone di quest'ultimo allora significa che può comprare o dispone già Libri, Video, Giochi, Applicazioni e Musica.
Ecco, sono proprio queste le schede del launcher di Fire OS, accompagnate da Home, Per te e Acquista. Esse si sviluppano in verticale e si può passare dall'una all'altra con uno swipe a destra o sinistra. Dalla Home si possono avviare tutte le app e nelle altre schede si trovano solamente i contenuti di quella categoria basati sul vostro account Amazon, con ovviamente tutti i consigli che riportano all'acquisto sulla piattaforma.
L'OS non supporta di default il Play Store di Google, ma integra nativamente lo store proprietario. Qui si trovano le app più popolari e ottimizzate ad hoc per i Kindle, tra cui troviamo Facebook, Instagram e YouTube, ma vengono a mancare software come WhatsApp e Telegram. Chiaramente, tutte le app di Amazon, come Twitch e Prime Video, sono disponibili. Interessante anche il browser proprietario Silk, molto simile alla versione mobile di Chrome. Il tutto gira che è una meraviglia e non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema in tal senso.
Oltre a questo, furbescamente, la società statunitense consente di installare tramite un qualsiasi File Manager e l'opzione "Applicazioni da fonti sconosciute" (file apk, attenzione alle fonti, consigliamo ApkMirror) tutte le app di cui avete bisogno, compreso proprio il Play Store. Il tutto senza andare a invalidare la garanzia. In realtà, dunque, la più grande critica che viene solitamente mossa alla gamma Fire, ovvero il "mancato supporto a diverse app", è tranquillamente "aggirabile" senza alcun tipo di problema. L'esperienza di default è ottimizzata per il dispositivo e non avrete mai nessun grattacapo con le app, mentre installando il Play Store qualche software particolarmente pesante potrebbe darvi del filo da torcere. Nonostante questo, vi assicuriamo che le prestazioni offerte sono di gran lunga superiori ai tablet Android low-cost, vista l'ottimizzazione effettuata da Amazon.

La società statunitense si è anche dimostrata molto attenta agli update, soprattutto in ambito di sicurezza. Basti pensare che nel 2016, dopo aver rilevato una falla, Amazon ha rilasciato in tempi relativamente brevi un fix per tutti i tablet Kindle, compresi quelli di prima generazione datati 2007. Insomma, a nostro modo di vedere non c'è davvero alcun motivo per preferire un tablet Android low-cost alle soluzioni offerte dalla società statunitense.
Ma come ha fatto Amazon a contenere i costi? Innanzitutto, come abbiamo visto, ha lavorato più sul software che sull'hardware, proponendo soluzioni che con una versione stock del robottino verde girerebbero decisamente peggio e rimarrebbero senza aggiornamenti per molto tempo. Prendendo in considerazione il Kindle Fire 7 da noi acquistato, esso monta un display da 7 pollici con risoluzione 1024 x 600 pixel, un processore quad-core operante alla frequenza massima di 1,3 GHz, 1GB di RAM e 8GB di memoria interna.
Insomma, capite bene che si tratta di una configurazione entry-level, che senza ottimizzazione non darebbe i frutti sperati. Oltre a questo, una trovata geniale è la variante "con offerte speciali", che consente al cliente di risparmiare qualche decina di euro a costo di sorbirsi delle piccole pubblicità ogni qualvolta deve sbloccare il dispositivo dalla schermata di blocco.


In particolare, qui l'utente vedrà un'immagine a tutto schermo dove si pubblicizzano, ad esempio, le cover proprio per il tablet acquistato, ma per finire nella relativa pagina l'utente dovrà effettuare un tap su un piccolo tasto "Scopri", che è praticamente impossibile premere per sbaglio. La pubblicità in questione è presente esclusivamente nella suddetta schermata, e una volta sbloccato il dispositivo non ci sarà alcun banner. Morale della favola: il tutto non è per nulla invasivo, ma consente comunque ad Amazon di monetizzare.
L'utente poi potrà sempre disattivare queste offerte speciali pagando un prezzo Una Tantum. Insomma, la società statunitense è riuscita, attraverso alcune interessanti trovate, a prendersi di diritto la fascia entry-level, sfornando dei dispositivi low-cost di qualità.