Amazon Prime Video pensa ai canali TV: quale futuro per la piattaforma?

La piattaforma streaming di Amazon potrebbe presto arricchirsi con uno o più canali con palinsesto lineare tra sport e intrattenimento.

speciale Amazon Prime Video pensa ai canali TV: quale futuro per la piattaforma?
Articolo a cura di

Cambiamenti in vista per la piattaforma Amazon Prime Video. Voci di corridoio e indizi rendono sempre più plausibile un imminente cambio di strategia per il portale streaming dell'azienda di Jeff Bezos. Per diversificare la sua offerta e ampliarsi verso nuovo pubblico e nuovi contenuti, Prime Video potrebbe presto affiancare uno o più canali live tradizionali alla sua già ben fornita offerta on demand. I vertici dell'azienda sembrano in procinto di lanciare una programmazione lineare, in diretta, sette giorni su sette e 24 ore su 24, diversificata di Paese in Paese e con una serie di contenuti per tutti i gusti ancora da scoprire. Sarà una strategia vincente?

Cosa sta succedendo

Gli indizi per questo epocale cambio di strategia sono numerosi. Secondo fonti interne rilasciate da più addetti ai lavori, Amazon si starebbe da tempo muovendo sotto traccia per stringere accordi finalizzati alla creazione di una vera e propria programmazione in diretta: sarebbero partiti veri e propri dialoghi con tutti gli esperti del settore, per creare un palinsesto capace di abbracciare una buona varietà di generi dell'intrattenimento: musica, sport, notizie e, naturalmente, film, serie tv e veri e propri programmi originali. In questo senso si spiegherebbero anche alcuni annunci di lavoro che l'azienda ha pubblicato nell'ultimo periodo: uno ricerca una persona capace di studiare nuove strategie per cambiare il modo in cui gli spettatori guardano contenuti televisivi tradizionali; un altro vuole assumere un esperto nella creazione di sistemi di catalogo lineare di nuova generazione, per offrire un'esperienza di tv lineare anche su Amazon Prime Video. L'azienda sembra infatti più che mai sicura della sua nuova strategia, consapevole di come la forza dell'on demand non abbia ancora scalfito il primato di ore di visione totali della tv tradizionale.

Sentiero già tracciato

Amazon non è nuova alla messa in onda di eventi in diretta, essendosi più volte occupata della trasmissione, all'estero, di alcuni importanti eventi sportivi. Già da tempo la piattaforma si è aggiudicata i diritti di messa in onda di quattro match di Premier League in Regno Unito, mentre negli USA continua a trasmettere live alcuni match della NFL. In Paesi come gli stessi Stati Uniti e la Germania sono inoltre offerti all'interno della piattaforma anche canali terzi, separati e a pagamento, che permettono di sottoscrivere e guardare dei contenuti diversificati.
Delle prove sul campo che sfoceranno tutte in una vera e propria offerta globale, ben più varia e strutturata, magari divisa in più tipologie, con un palinsesto ben preciso e una differenziazione di contenuti che potrebbe dare il "la" a una piccola rivoluzione nel settore delle piattaforme streaming. In un mondo dove i più importanti competitor sembrano concentrarsi solo sull'on demand, Amazon cercherebbe di differenziarsi in maniera netta e tangibile.

Possibili scenari

Difficile capire in che modo possa essere gestito un canale di questo tipo, quali contenuti avrà e in che modo sarà gestita la diversificazione di genere. Innegabile comunque che nella strategia presente e futura di Amazon ci sarà sicuramente lo sport, da sempre portatore di pubblico, sottoscrizioni e abbonamenti. Se l'offerta sportiva globale della piattaforma dovesse ulteriormente ampliarsi, non è sbagliato pensare a un vero e proprio canale che raccolga tutti gli eventi sportivi, soprattutto quelli in diretta.

Possibilità che si va a intrecciare con la questione dei diritti streaming della Serie A, che dall'anno prossimo non potranno più essere affidati a Sky, e con l'asta imminente per l'assegnazione globale dei diritti di messa in onda per il prossimo triennio. Se, come la Lega di Serie A si aspetta, Amazon dovesse lanciare un'offerta e aggiudicarsi uno dei pacchetti, potrebbero nascere uno o più canali per la trasmissione del campionato in streaming con live, news e approfondimenti, una scelta quasi obbligata per gestire al meglio la possibile esclusiva. Scenari ancora piuttosto aleatori, ma non più troppo distanti da una possibile realtà dei fatti.

Diversificazione

Al di là della questione sportiva, è chiaro che questa non basterebbe per creare un canale di intrattenimento completo o, comunque, limiterebbe la questione ai soli appassionati di sport, eventualità che andrebbe a cozzare con le strategie globali della piattaforma e con le posizioni di lavoro ricercate dai vertici. Potrebbe essere creato un canale diversificato a seconda del mercato di riferimento, con una struttura comune ma adattabile ad ogni Paese, con al centro le notizie, i concerti, gli eventi sportivi ma anche talent e programmi originali, ovvero tutti quegli eventi che spingerebbero il pubblico a collegarsi live per la visione e che di riflesso permetterebbero all'azienda di affacciarsi al mercato della pubblicità, del tutto assente nel Prime Video attuale ma che sarebbe di importanza vitale nella creazione di canali di messa in onda lineare. Gli interrogativi sono ancora numerosi e le possibilità infinite. L'azienda ha già tante carte in mano, limiterà il tutto ad una semplice sperimentazione, magari solo negli USA, o inizierà sin da subito a creare qualcosa di più grande?

Non solo on demand

Quel che è certo è che lo streaming e l'on demand sembrano non bastare più nel lungo periodo. Il mercato sta diventando sempre più saturo, i servizi disponibili sempre più numerosi e il pubblico non più disposto ad abbonarsi a tutto indiscriminatamente, ma fautore di una selezione attenta delle sottoscrizioni da fare. La tv tradizionale, in un modo o nell'altro, continua a sopravvivere e ad attirare spettatori, incapaci di staccarsi da un modello di visione dei contenuti certamente più passivo e unilaterale.
Affiancare tutto questo a una proposta di contenuti on demand non pare quindi una scelta del tutto sbagliata, perché capace di abbinare la tradizione dei palinsesti con la novità dello streaming, due mondi apparentemente separati ma pronti a convivere molto più di quanto potessimo aspettarci. Gli investimenti da fare per Amazon saranno tanti, soprattutto per creare un'offerta degna di questo nome e adatta a una fetta di pubblico quanto più ampia possibile.

Le possibilità sono infinite, sia a livello di contenuti che di differenziazione. Amazon potrebbe addirittura creare più canali per gestire le sue nuove strategia, affiancando al suo catalogo e al suo abbonamento base nuove forme di sottoscrizione che includano anche questi nuovi canali lineari. Sarebbe il primo passo verso un mondo televisivo nuovo ma comunque familiare, attento alla tradizione ma capace di guardare al futuro della trasmissione dei contenuti che, seppur ancora legata a programmi originali, eventi live e palinsesti, potrebbe passare per la prima volta solo dalla rete internet, una novità già di per sé capace di solleticare la nostra curiosità e di farci guardare con sempre maggiore interesse al futuro della televisione in streaming.