AMD Ryzen 2: tutte le novità e i processori di seconda generazione in arrivo

AMD ha annunciato la lineup di seconda generazione per i processori Ryzen, non una rivoluzione rispetto al passato, ma un bel passo in avanti.

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Con l'arrivo delle CPU Ryzen lo scorso anno, AMD è riuscita a colmare il gap tecnologico con Intel. La potenza in multicore dei processori della casa di Sunnyvale ha superato quella dei rivali diretti nella stessa fascia di prezzo, andando a insinuare le soluzioni HEDT di Intel, decisamente più costose. Nel gaming la proposta di AMD si è rivelata inferiore invece, a causa di frequenze di clock più basse rispetto alle CPU Kaby Lake. Quest'anno, Intel ha risposto con l'architettura Coffee Lake, che porta il core count a un livello superiore rispetto al passato, una mossa che ha riportato la casa di Santa Clara al vertice per prestazioni. Ma AMD non si è fatta attendere, e con la nuova generazione di CPU Ryzen intende puntare su un'architettura simile alla precedente ma rinnovata, che spinge maggiormente sulle frequenze di clock, ma con un occhio di riguardo ai prezzi.

Cosa cambia

I processori di nuova generazione Pinnacle Ridge in arrivo il 19 aprile saranno in tutto quattro, tra Ryzen 7 e Ryzen 5. L'architettura rimane la Zen vista lo scorso anno, ribattezzata Zen+, ma migliorata da un processo produttivo più raffinato, realizzato da GlobalFoundries a 12 nm, contro i 14 della old gen. Interessante notare come le nuove CPU siano sempre compatibili con il socket AM4, funzioneranno quindi anche schede madri della serie 300, anche se i nuovi modelli serie 400 sembrano l'ideale per sfruttarle al meglio. Una miglior gestione energetica consente infatti overclock più spinti e maggiore stabilità durante l'uso, senza dimenticare un design rinnovato e più al passo coi tempi. Il supporto alle vecchie motherboard è comunque apprezzabile, soprattutto se si pensa che AMD intende sfruttare il socket AM4 fino al 2020, un ciclo di vita decisamente più lungo della media.
L'architettura alla base dei nuovi processori rimane la stessa vista lo scorso anno, ma con alcune migliorie che esulano dal semplice aumento delle frequenze. Precision Boost, XFR, Simultaneous Multithreading (tutte le informazioni sono disponibili nel link) sono tutti nomi che abbiamo imparato a conoscere lo scorso anno, del resto l'architettura Ryzen è stata pensata per durare a lungo da AMD. In arrivo però troviamo un rinnovato Precision Boost, in versione 2.0. Questa tecnologia permette la gestione automatica delle frequenze clock, per spingerle più in alto rispetto a quelle di fabbrica. Un overclock automatico delle frequenze in tempo reale in pratica, che funziona a step di 25 MHz per gestire al meglio ogni singolo core in base a temperatura, alimentazione e carico di lavoro, agendo fino a un massimo di 8 core.

La precedente generazione di Precision Boost poteva funzionare solo su due o su otto core, mentre invece ora la frequenza viene gestita singolarmente su ognuno di essi. Un vantaggio, anche nel gaming, visto che difficilmente vengono sfruttati 8 Core durante il gioco. Si tratta della novità più importante a livello di architettura, se si esclude ovviamente l'avanzamento del processo produttivo, che ha portato benefici alle CPU di AMD in termini di frequenze operative.

I nuovi modelli

Le nuove CPU Ryzen in arrivo sono in tutto quattro e comprendono il Ryzen 7 2700X, il Ryzen 7 2700, il Ryzen 5 2600X e il 2600 normale. La differenza tra le varianti X e quelle invece sprovviste di questo suffisso sta nella tecnologia XFR, che permette al processore, per brevi lassi di tempo, di superare le frequenze operative. XFR funziona in tandem con il Precision Boost 2.0 e con Pure Power, altra tecnologia proprietaria di AMD, che monitora la situazione energetica e termica del processore in tempo reale. Migliore sarà il dissipatore utilizzato, maggiori saranno le frequenze raggiungibili e per più tempo, tutto viene adattato al contesto di uso e alle caratteristiche della macchina utilizzata.
Tornando ai nuovi processori, impossibile non notare l'assenza di un Ryzen 2800X-2800, visto che lo scorso anno il top di gamma era il 1800X. Non sappiamo il motivo di questa scelta, magari sarà introdotto più avanti un modello ancora più performante, ma resta il fatto che il Ryzen 7 2700X è la variante di punta della nuova lineup. Questo processore ha 8 core e 16 thread, esattamente come il 1800X, ma ha una frequenza base più alta, 3.7 GHz contro 3.6 GHz, e una di boost più spinta, di 4.3 GHz contro i 4 GHz del precedente top di gamma. Con l'aumento delle frequenze sale però anche il TDP, che passa da 95W a 105W. Più basse invece le frequenze del 2700 standard, che parte da 3.2 GHz e arriva a un massimo di 4.2 GHz, un calo notevole ma che porta con sé anche un TDP nettamente più contenuto, di 65W, segno che il miglioramento del processo produttivo ha inciso pesantemente sulle richieste energetiche di questi nuovi Ryzen. Il prezzo del Ryzen 7 2700X è di 329$, venti dollari in meno del 1800X al lancio, mentre la variante 2700 costerà 299$.

Molto interessate, soprattutto per coloro che sfrutterebbero poco gli 8 core dei modelli top, il Ryzen 5 2600X. In questo caso siamo di fronte a un modello con 6 Core e 12 Thread, con frequenze che partono da 3.6 GHz, superiori quindi al 2700 liscio, fino a ben 4.2 GHz, solo 100 MHz in meno rispetto al 2700X, tranquillamente raggiungibile con un leggero overclock. Le prestazioni in ambito gaming non dovrebbero essere molto diverse dal top di gamma, al netto però di performance meno incisive con applicativi multi core e di un TDP di 95W, superiore al 2700. Il prezzo di questo modello sarà di 229$. Ultima CPU introdotta, almeno per ora, è il Ryzen 5 2600, che presenta sempre 6 Core e 12 Thread ma frequenze che partono da 3.4 GHz per raggiungere un massimo di 3.9 GHz, al prezzo di 199$. Tutti i modelli citati includono il dissipatore nella confezione di vendita: il Write Prism con illuminazione LED è in bundle con il 2700X, mentre il 2700 ne include uno Wraith Spire; i Ryzen 5 invece adottano un Wrait Spire per il 2600X e un Wrait Stealth per il 2600 liscio.

AMD Ryzen La nuova generazione di processori Ryzen consolida il lavoro fatto da AMD in questi anni, che ha portato alla rivoluzione dello 2017. Proprio in virtù dei grandi cambiamenti avvenuti solo di recente, quest’anno non assisteremo a cambiamenti netti, ma a un miglioramento dell’architettura Ryzen che porterà sicuramente benefici, soprattutto negli ambiti in cui AMD è più in sofferenza con i processori di Intel. L’aumento delle frequenze operative lascia ben sperare in ambito gaming. Il 2700X sarà certamente il protagonista delle prime recensioni, ma attenzione al 2600X: a un prezzo più contenuto, offre frequenze molto simili a quelle del top di gamma, e i due core in meno non dovrebbero compromettere più di tanto nel prestazioni durante il gioco. Nei prossimi giorni testeremo a fondo i nuovi arrivati, in modo da avere un quadro completo della situazione.