AMD Ryzen 3000: la sfida a Intel nel segno dei 7 nm, debutto a metà 2019

Lo sviluppo dei processori Ryzen 3000 prosegue, nel frattempo le aspettative sulle nuove CPU crescono, grazie al processo produttivo a 7 nm.

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I processori Ryzen 3000 potrebbero rappresentare uno spartiacque per il mercato dei microprocessori. Un'affermazione importante ma legata alla crescita di AMD dell'ultimo periodo, che sta continuando tutt'ora, e al processo produttivo a 7 nm, che dai primi riscontri sembra porterà un vantaggio prestazionale notevole nei confronti di Intel. I numeri dell'ultima trimestrale mostrano inoltre una AMD in netto recupero, e se pensiamo che il meglio deve ancora venire, allora le prospettive per l'azienda americana si fanno davvero buone.
Ryzen 3000 e Navi saranno i due capisaldi dell'offensiva portata avanti da AMD nei confronti di Intel ed NVIDIA, ma sono i Ryzen i prodotti che destano maggiore interesse, se non altro perché si hanno maggiori informazioni su cui fare delle considerazioni e perché il loro successo sta già intaccando il dominio di Intel.

L'anno della rivincita?

I dati relativi all'ultimo trimestre del 2018 mostrano una AMD in piena salute, grazie soprattutto ai processori Ryzen. Le difficoltà produttive di Intel e il conseguente aumento dei prezzi non ha fatto altro che spingere ancora più in alto le vendite di AMD, che nel Q4 del 2018 ha raggiunto una quota di mercato del 15.8%, un passo avanti notevole dal 12% del Q4 2017. Con l'arrivo dei processori Ryzen 3000 è molto probabile che la crescita di AMD continui e i motivi sono diversi. Rispetto a Intel, AMD ha infatti un vantaggio strategico e tecnologico importante, essendo pronta alla produzione di CPU a 7 nm. I Ryzen 3000 dovrebbero trarre un vantaggio considerevole sulle future soluzioni di Intel, che dovrebbero arrivare solo a fine 2019 con i primi processori a 10 nm.
Quanto visto finora inoltre lascia davvero ben sperare, visto che al CES AMD ha mostrato cosa sono in grado di fare le nuove CPU. Ovviamente stiamo parlando di test interni, quindi poco affidabili, ma il CEO Lisa Su, attraverso il benchmark Cinebench, ha mostrato numeri molto importanti. La CPU di prova infatti ha superato, seppur di poco, l'attuale top di gamma di Intel, il potente i9-9900K.
Interessante il dato sui consumi, anche questo tutto da verificare nella pratica, con la soluzione AMD ferma a 133W, contro i 180W dell'i9-9900K. Maggiori prestazioni e consumi inferiori, un binomio che se sarà confermato dai Ryzen 3000 sarà sicuramente vincente.
Insomma, AMD sembra avere per le mani delle ottime carte da giocare, proseguendo un percorso che dall'arrivo dei primi processori Ryzen ha portato grandi soddisfazioni, il tutto con un occhio di riguardo verso il pubblico.

Basti pensare che il socket AM4 verrà mantenuto anche con l'arrivo della nuova gamma di CPU a metà del 2019, lasciando ancora una volta gli utenti liberi di mantenere il proprio hardware, senza l'obbligo di ulteriori spese per l'aggiornamento della scheda madre. Un'attenzione verso il pubblico che piace sia al pubblico stesso che ai mercati.
Dal febbraio 2018 a oggi il valore del titolo AMD in borsa è raddoppiato, toccando vette ancora più alte a settembre del 2018, dove il valore è praticamente triplicato. Tutto questo sta portando il mercato dei processori verso una maggiore concorrenza, un bene per il settore, che sta tornando a spingere sull'innovazione, e un bene per gli appassionati, che avranno così più scelta e prezzi più competitivi.