Android N e il Multi-Window

Una delle novità più significative di Android N sarà il nuovo sistema multi-window, una funzionalità che porterà un’esperienza più vicina a quella di un PC, favorendo la produttività.

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Qualche mese prima del classico Google I/O, che ricordiamo si terrà quest'anno dal 18 al 20 maggio, l'azienda ha rilasciato una versione preview di Android N, prossima release del sistema operativo più diffuso in ambito smartphone. L'immagine pronta da flashare è stata messa a disposizione per il Nexus 6P, Nexus 5X, Nexus 6, Nexus 9 e Pixel C. Una delle novità più significative di N sarà il multi-window, che in realtà era nascosto anche nella versione preliminare e rivolta agli sviluppatori di Marshmallow. Android non ha mai supportato questa feature di serie e, anche quando il pubblico la aspettava, Google non ha mai risposto affermativamente. Fino a questo momento, gli unici dispositivi Android con il multi-windows abilitato sono i tablet della coreana Samsung, prima azienda a sfruttarlo ufficialmente.
Nella versione preliminare di Android N alcuni utenti hanno riscontrato qualche problema con la nuova funzione, che però saranno probabilmente risolti dalla società californiana col proseguio dello sviluppo.

Panoramica sul multi-window

Google ha implementato due modalità differenti per attivare il multi-window.Il primo metodo prevede di procedere direttamente da un'applicazione, tenendo premuto il pulsante Home dello smartphone/tablet. Sullo schermo vengono visualizzate due aree, nelle quali si possono inserire due applicazioni che si vogliono utilizzare contemporaneamente. Per quanto riguarda il secondo metodo invece si procede andando semplicemente sulla lista delle applicazioni aperte, si tiene premuto su quella interessata e si trascina nel relativo rettangolo del multi-window.
Con la nuova release, Google divide le applicazioni aperte in primarie e secondarie. Di default, la principale si trova sulla sinistra dello schermo ed è più in vista, in quanto occupa circa il 66% della superficie del display. L'applicazione secondaria va invece a piazzarsi sulla destra, con un'area che prende il rimanente 33%. Nel caso essa voglia essere sostituita, questa va però scelta dalla lista delle app in esecuzione in background, in quanto solo una può essere etichettata come secondaria. Tutte le altre rimangono semplicemente in sottofondo, senza che siano visualizzate a schermo.
I margini che le applicazioni si sottraggono l'un l'altra non sono bloccati e l'utente può eventualmente cambiarli. Settandoli diversamente è possibile così inserire anche una terza app sullo schermo. A differenza di iOS, il controllo sulle varie aree è più fine su Android N, e probabilmente sugli schermi più grandi - come quello di un tablet - si potranno tenere ancora più applicazioni in vista.

Nella modalità multi-window il tasto del multi-tasking cambia forma e, se viene premuto, permette di transitare dall'applicazione primaria alla secondaria - o viceversa. L'utente è anche in grado di uscire dalla modalità ripremendo lo stesso pulsante del multi-tasking. Se ciò accade, l'app in primo piano va ad occupare tutto lo schermo mentre la seconda scompare del tutto e finisce fra quelle in background. Si è in grado di chiudere il multi-tasking anche portando lo slider per dimensionare le finestre verso il bordo destro o quello sinistro, mantenendo poi in primo piano l'app che si va ad "espandere".
La nuova feature funziona meglio nella modalità panorama , soprattutto perché la status bar sottrae un po' troppo spazio quando il dispositivo è in verticale. Le applicazioni non sono state ancora progettate per lavorare con così poca superficie disponibile, e chiaramente si tratta anche di un problema di ottimizzazione, che mai era stato messo sotto esame prima d'ora.

Android N vs TouchWiz vs iOS

Come detto, in landscape mode il multi-window di Android dà il meglio di sé, soprattutto se si sta impiegando un tablet come il Nexus 9. L'implementazione sembra addirittura migliore di quella effettuata sia da Samsung che da Apple su iOS.
Mentre si sta eseguendo il resizing di una finestra, Android N mostra una chiara ed intuitiva anteprima che appare finché non si stacca il dito dallo schermo. A differenza dei tablet di Samsung, inoltre, per passare da un'applicazione all'altra non c'è bisogno di uscire dalla modalità multi-window e lo switching è piuttosto veloce e semplice da portare a termine. Altro fattore positivo ha ancora a che fare con la gestione dello spazio sottratto da ogni applicazione aperta; la società coreana permette all'utente di ridurre lo spazio ad un'app praticamente senza limiti, e questo può portare a renderla inutilizzabile in quanto l'area a disposizione può divenire così piccola che tutto risulta fuori asse, troppo minuto e quindi inutile. Ciò non accade su Android N, perché Google ha già integrato un meccanismo software che si occupa di bloccare lo slider quando il ridimensionamento sta per andare oltre e diventa eccessivo, il che migliora l'usabilità generale.
Il vantaggio di questa modalità su Android anziché su iOS è, oltre al resizing senza particolari vincoli, il fatto che essa dovrebbe funzionare ugualmente bene su ogni tipologia di dispositivo. La variante di Apple dipende invece dalla risoluzione del dispositivo in possesso dell'utente. Google ha dovuto e deve chiaramente lavorare su questo aspetto e renderlo efficiente, in quanto Android è installato su tantissimi dispositivi diversi, con altrettanti diagonali dello schermo. Il vantaggio del multi-window in salsa Apple è che è possibile tenere due istanze della stessa applicazione fianco a fianco, cosa attualmente è impossibile per gli utenti Android.

Android N Parlando del multi-windows su Android, bisogna tenere bene in mente che si tratta di una versione preview e che le cose potrebbero cambiare nella release finale, sperando anche che Google vada a risolvere gli svariati bug che alcuni utenti hanno dovuto fronteggiare. Al fine di supportare il multi-window, Google ha introdotto un nuovo livello di API con funzioni estese. Android N sarà lanciato, come da prassi, verso la fine dell’anno, solo allora si potrà vedere la versione definitiva di questa nuova funzione, molto utile in diversi casi, e in grado di aumentare la produttività dei device Android.