Le API Work Graph arrivano su DirectX 12, più prestazioni ma non per tutti

Le nuove API promettono di ridurre il collo di bottiglia con la CPU nei giochi, aumentando così le prestazioni delle attuali schede video.

Le API Work Graph arrivano su DirectX 12, più prestazioni ma non per tutti
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Il mondo del gaming PC ha sempre sofferto di scarsa ottimizzazione. Non è un caso che per raggiungere la qualità grafica di una PS5 bisogna avere un hardware nettamente più potente e costoso. Del resto un computer è una macchina molto più versatile, utilizzabile in tanti ambiti e con un ecosistema hardware molto diversificato e complesso.
Ottimizzare così tante componenti per spremere tutta la loro potenza in ogni ambito è molto complesso, ma le nuove API Work Graph promettono un passo in avanti in campo gaming. Queste API saranno integrate nel prossimo aggiornamento delle DirectX 12 e promettono di liberare la GPU, almeno in parte, dal collo di bottiglia causato dalla CPU, aumentando così le prestazioni a parità di hardware quando vengono utilizzate.

Stesso hardware, più efficienza

Rendere efficiente un ecosistema complesso come quello dell'hardware da gaming è un compito molto difficile, a causa soprattutto della vastità di componenti in circolazione. Basti pensare che nei PC da gioco ci sono oggi schede video GTX della serie 1000 come anche RTX 4000 o Radeon 7000.

Insomma, non è affatto semplice sfruttare al meglio queste componenti, ed è qui che entra in gioco Work Graph. Ovviamente non si tratta della soluzione definitiva al problema, ma per lo meno intende alleviarlo facendo una cosa molto semplice ma che sembrava impossibile fino a pochi anni fa, ovvero spostare alcuni compiti oggi eseguiti dalla CPU direttamente sulla GPU. Grazie a Work Graph la scheda video può svolgere ora alcuni task in totale autonomia, senza dover ricevere istruzioni dalla CPU. Con Work Graph si abbatte la latenza e si rende più efficiente il processo di rendering, una soluzione richiesta a gran voce in questi anni soprattutto dagli sviluppatori dell'Unreal Engine. In linea generale, ormai è chiaro che il collo di bottiglia creato dalla CPU sta diventando sempre di più un problema, soprattutto vista la potenza enorme sprigionata dalle schede video moderne.
Nei giorni scorsi si è parlato spesso di Work Graph alla Game Developer Conference, senza però avere dati precisi sull'impatto che questa tecnologia potrebbe avere sulle prestazioni reali dei giochi.
A fare un po' di chiarezza ci ha pensato però ora AMD, che ha diffuso un primo benchmark con dei test preliminari utilizzando le nuove API. Il test, effettuato su una Radeon 7900 XTX, ha mostrato numeri interessanti nello scenario di prova, con un incremento prestazionale del 39%.

Ovviamente si tratta di numeri ancora poco affidabili, nella valutazione va pesato anche lo scenario di prova, che probabilmente è stato scelto appositamente per trarre enorme beneficio da Work Graph. Resta il fatto che le premesse per un aumento prestazionale su tantissime GPU in commercio sembrano ottime. Tutto perfetto? Non proprio, perché purtroppo non tutte le schede video sono compatibili. Work Graph purtroppo può funzionare solo su GPU della serie RTX 3000 ed RTX 4000, e anche sulle Radeon con architettura RDNA 3.