Apple: i 5 prodotti peggiori della storia

Apple ha una storia costellata di successi, che l'hanno portata sull'olimpo dei produttori hardware. Non sempre però è andato tutto per il verso giusto.

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Apple, l'acclamata compagnia statunitense nata quarant'anni fa nel garage di uno Steve Jobs dai capelli lunghi e fluenti, ha dato vita ad alcuni tra i prodotti più fantasiosi, innovativi ed iconici dell'era digitale. Il colosso di Cupertino ha rivoluzionato il rapporto tra l'uomo e il computer con dispositivi pratici ed intuitivi, divenuti in breve tempo dei veri e propri oggetti di culto, come iPhone, arrivato di recente alla sua settima incarnazione.
Tuttavia, anche Apple ha i suoi scheletri nell'armadio. Non tutto quello che Steve Jobs toccava si trasformava in oro, anzi, alcuni progetti si sono rivelati dei veri e propri buchi nell'acqua. Dal Macintosh Portable fino all'inguardabile Hockey Puck Mouse, ecco una panoramica dei peggiori prodotti mai realizzati da Apple.

Apple III (1980)

Apple III è uno dei più grandi flop della compagnia statunitense. Dopo l'inaspettato successo ottenuto con Apple II, l'azienda di Cupertino decise di progettare un nuovo computer in grado di soddisfare a pieno le esigenze della fascia business, dotando il dispositivo di componenti performanti e all'avanguardia. Tuttavia, Jobs impose l'eliminazione totale delle ventole al fine di creare un computer estremamente silenzioso e, così, gli ingegneri si videro costretti a realizzare un case in alluminio.
Purtroppo, questa soluzione si rivelò tutt'altro che efficace: il cabinet non era correttamente dimensionato rispetto all'hardware interno e ciò fece sorgere importanti problemi di surriscaldamento, con tanto di saldature deformate e floppy disk bruciati. In attesa del ritiro delle unità difettose, Apple suggerì di sollevare di qualche centimetro la parte anteriore della macchina e di lasciarla poi cadere sulla scrivania, in modo da permettere ai piedini dei chip di tornare temporaneamente nelle loro posizioni e di far ripartire il computer.

Macintosh Portable (1989)

Il primo tentativo di Apple volto alla produzione di un computer portatile si rivelò un vero e proprio fallimento. A Cupertino decisero di puntare sull'autonomia, dotando il Macintosh Portable di batterie al piombo, che fornivano sì molta potenza ma che erano, al contempo, estremamente pesanti. Ciò, combinato all'utilizzo di componenti presenti nei normali computer da tavolo, portò alla realizzazione di una macchina da ben 7,2 chilogrammi, decisamente scomoda da trasportare.
Neanche a dirlo, le vendite furono talmente deludenti che Apple decise di ritirare le unità dal mercato dopo appena due anni dalla presentazione del prodotto. Fortunatamente, la compagnia di Cupertino fece tesoro dei propri errori e, poco dopo, annunciò il PowerBook 100, ovvero il primo portatile degno d'essere chiamato tale prodotto da Apple. Una storia triste con un lieto fine inaspettato.

Apple Pippin (1996)

A ridosso degli anni 2000, Apple decise di produrre una console. La leggenda narra che, nonostante una produzione in larga scala, solo pochi eletti ne entrarono in possesso. Apple Pippin, questo il nome del bizzarro dispositivo, fu infatti un vero e proprio flop commerciale: all'epoca, numerose compagnie cercarono di affermarsi nel vasto panorama videoludico, ma solo in poche ne uscirono vittoriose.

Ancora una volta, Apple combinò delle idee rivoluzionarie ad una sostanziale incapacità di definire in maniera netta il prodotto e le relative funzionalità. Pippin fu infatti tra le prime console ad offrire la possibilità di giocare in rete ma, nel '96, ben pochi utenti disponevano di una connessione adeguata. Aggiungiamoci poi un parco titoli estremamente limitato ed un prezzo a dir poco esorbitante e otteniamo così un bellissimo fermacarte targato Apple.

Apple USB Mouse (1998)

Il mouse è un accessorio piuttosto intuitivo e viene comunemente utilizzato per muovere il cursore e selezionare determinati elementi. È difficile sbagliare. Eppure, Apple ci è riuscita. L'USB Mouse, meglio conosciuto con il nomignolo di Hockey Puck Mouse, rappresenta tutto ciò che un mouse non dovrebbe essere.
Il dispositivo, dalla forma circolare, era talmente scomodo da impugnare e da utilizzare che persino l'utente più paziente del mondo lo avrebbe fatto volare fuori dalla finestra in men che non si dica. Come era lecito aspettarsi, l'USB Mouse fu ritirato dal mercato a soli due anni dalla messa in vendita.

iPod Shuffle - Terza Generazione (2009)

L'iPod Shuffle di Apple è stato, ed è tuttora, uno dei migliori lettori musicali portatili a basso costo. Il dispositivo, grande quanto una chiavetta USB, permette di archiviare migliaia di canzoni da ascoltare in movimento, offrendo un'autonomia invidiabile. Tuttavia, la terza generazione di iPod Shuffle merita una menzione d'onore in questo articolo. Apple ebbe infatti la brillante idea di eliminare qualsivoglia tasto dal lettore musicale, obbligando gli utenti ad utilizzare l'unico pulsante presente sulla cuffia destra per eseguire ogni singola azione.
Per avviare o bloccare la riproduzione musicale era necessaria una sola pressione del tasto, e fin qui nulla da obiettare. Il tutto si complicava nel momento in cui lo sfortunato utente decideva di cambiare brano o, peggio ancora, di mandare avanti la traccia. Due pressioni veloci consentivano infatti di avanzare di un brano, mentre tre pressioni veloci selezionavano la traccia precedente. Due pressioni, mantenendo poi premuto il pulsante, mandavano infine avanti-veloce il brano. Un vero e proprio incubo.