Apple: cosa sappiamo sui rivoluzionari headset AR/VR?

Dopo anni di sviluppo e voci di corridoio, Apple sarebbe pronta a fare il suo ingresso nella realtà virtuale con il tanto atteso visore proprietario.

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La realtà virtuale potrebbe non essere più un miraggio per Apple e sono sempre più insistenti le voci secondo cui il primo visore targato Cupertino sia ormai in dirittura d'arrivo. Dopo un lungo e complicato percorso e voci di corridoio più o meno veritiere, il visore di Apple sarebbe praticamente ultimato, pronto a essere lanciato già dopo l'estate o, al massimo, nei primi mesi del 2023. Con un prezzo di listino che non dovrebbe essere contenuto e specifiche di primissima fascia, Apple dovrebbe dare alla luce il suo prodotto più avanzato dai tempi di Apple Watch, portando scompiglio in un mercato, quello della realtà virtuale, da molti considerato come la vera gallina dalle uova d'oro del mondo tecnologico del futuro.

Il visore secondo Apple

Le notizie sul visore sono poche e le specifiche tecniche svelate solo marginali. La sicurezza per Apple potrebbe essere la presenza a bordo di un processore proprietario M2, tra i più avanzati e performanti della galassia di Cupertino, necessario per offrire un'esperienza performante e quanto più possibile immersiva. Il prodotto offrirebbe un misto tra realtà virtuale e una sorta di modalità trasparente, utile per vedere ciò che circonda l'utente nella realtà anche quando ha il visore sugli occhi. I test sul visore sarebbero terminati già a febbraio: ciò porterebbe ad un inizio di produzione di massa già tra agosto e settembre.

Se non sarà così, il prodotto potrebbe comunque essere lanciato nel 2023. Il design dovrebbe essere molto simile a quello dei classici visori da tempo sul mercato, ma con una maggiore attenzione alla comodità e alla leggerezza per non pesare troppo sul viso e sul collo. Al suo interno, due display micro OLED in 4K e ben 15 moduli ottici, sia interni che esterni e sensori vari per rilevare con accuratezza i movimenti degli occhi e degli oggetti intorno, ma anche per dare la possibilità di controllare il sistema con semplici gesti o movimenti delle mani. Tutto questo a un prezzo che non dovrebbe allontanarsi molto dai 3000 dollari di listino.

Progetti ambiziosi

RealityOS, questo il nome tanto vociferato per il sistema operativo, sarà il cuore pulsante di questa nuova esperienza, quello che permetterà ad Apple di lanciare ben due dispositivi differenti. Il primo è il classico visore in realtà aumentata, mentre il secondo dovrebbe essere un prodotto meno costoso e più integrato con il mondo esterno. L'identikit fa pensare a un altro oggetto tanto discusso nel corso degli anni ma mai diventato realtà, i cosiddetti Apple Glass.

A Cupertino sembrano credere davvero tanto in questa tecnologia e sarebbero già in programma delle versioni più avanzate del visore, con batteria migliorata pronte a uscire a stretto giro rispetto alla prima commercializzazione. I test sarebbero in fase avanzatissima e farebbero davvero pensare a un'uscita più che mai imminente, se gli stringenti paletti di Apple per la commercializzazione venissero tutti rispettati. Il mercato è già in fermento e l'arrivo del visore della mela potrebbe davvero portare a una netta accelerata anche nelle uscite degli altri competitor.

Un progetto di lungo corso

Apple sta lavorando a questo progetto ormai dal 2015, puntando anima e corpo su una tecnologia importantissima ma davvero difficile da trattare. I contrasti interni tra i vertici per dare concretezza a questa idea sono stati molteplici, così come le tappe intermedie per dare alla luce un prodotto soddisfacente. La vera nascita del progetto risalirebbe all'aprile del 2015, con l'arrivo in azienda di Mike Rockwell da Dolby e il successivo acquisto di Metaio, brand tedesco specializzato proprio in realtà virtuale.

I primi concept sulla realtà aumentata sarebbero stati prodotti già nel 2016 ma Jony Ive, responsabile del design di molti prodotti Apple, non era convinto né dal punto di vista hardware né da quello estetico. Da qui l'idea di creare un oggetto capace di integrarsi anche con l'ambiente esterno, con la possibilità di includere display che proiettassero alle altre persone lo sguardo dell'utente, perlomeno secondo alcuni rumor. L'uscita nel 2017 di ARkit per iPhone e iPad ha dato una spinta decisiva allo sviluppo di app e giochi in realtà virtuale ma il visore navigava ancora in alto mare per via di un design che doveva rispondere a regole ben precise ma che non soddisfaceva Ive e i designer di Cupertino.

Traguardo in vista

La fuoriuscita di Ive da Apple ha dato sostanzialmente il via libera al progetto definitivo. Tim Cook, per la prima volta, non ha partecipato in modo attivo allo sviluppo che, stando ai piani iniziali, prevedeva un primo lancio già nel 2019 ma ha subito ritardi per una tecnologia nuova e ancora tutta da testare. Il visore avrà funzionalità AR e lo schermo esterno per proiettare occhi e volto di chi lo indossa potrebbe essere la punta di diamante del prodotto, che non vuole essere fonte di isolamento totale.

Le videocamere serviranno a questo scopo, ma anche e soprattutto come tracker dell'ambiente esterno e dei movimenti dell'utente, come già visto in altri prodotti standalone come per esempio nella recensione di Oculus Quest 2.
Dalla tecnologia di proiezione esterna dovrebbe partire il progetto di Mixed Reality di Apple, mentre LG sarebbe già al lavoro per la creazione dei display per la seconda generazione di questi visori, che promettono di essere più leggeri, autonomi e con un processore migliorato, pronti ad arrivare sul mercato nella seconda metà del 2024.

La tecnologia del futuro?

Si tratta solo di voci, ma che fanno ben capire quanto Apple tenga al progetto e quanta voglia abbia di accelerare e di gettarsi nella mischia per vedere come andranno le cose. Troppo tempo è passato dall'inizio dello sviluppo alla sua uscita e tanti sono i prodotti dei competitor già disponibili sul mercato o in fase avanzata di sviluppo. Il prezzo altissimo renderà questo oggetto un prodotto per pochi, qualora confermato, ma se le sue tecnologie saranno davvero così avanzate come promettono, potrebbero davvero rappresentare uno spartiacque definitivo nel mondo della VR. Vero, si avrà a che fare con oggetti ingombranti e che distaccheranno quasi totalmente chi li indossa dal mondo esterno, ma la spinta che daranno alla realtà virtuale e ai progetti ad essa collegati (come quelli di Meta) potrebbe essere decisiva.

In un futuro ormai non troppo lontano, questi visori potrebbero rappresentare la porta di accesso casalinga al mondo virtuale che tante aziende sognano, un po' come i personal computer permettevano di entrare in internet direttamente dal soggiorno di casa. Tutto questo fino a che non arriveranno degli oggetti più piccoli, portatili e meno ingombranti, come gli smartphone, che permetteranno di accedere alla realtà virtuale anche fuori dalla propria abitazione. Il 2023 potrebbe davvero portare a un nuovo mondo tutto da esplorare: siamo pronti?

Concept Credits: Antonio De Rosa