Speciale Apple HomeKit

Uno sguardo approfondito sulla domotica secondo Apple.

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Apple non è solo hardware. Il successo della compagnia californiana è legato a dispositivi decisamente belli, innovativi, tecnologicamente avanzati e semplici da utilizzare. Un ruolo fondamentale nel successo degli idevice e dei prodotti con la mela morsicata in generale è svolto dal software, sviluppato dagli ingegneri di Cupertino e, per tale motivo, integrato alla perfezione con le macchine Apple. Nel corso degli ultimi anni (soprattutto nell'era Cook) la società statunitense è passata da una quasi totale chiusura a terzi del proprio ecosistema ad un'apertura "controllata", che consentisse ai possessori di Mac, iPhone, iPod e iPad di sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie di interconnessione in maniera sicura e certificata. In questo panorama rientra pienamente HomeKit, il primo, vero passo di Apple nel mondo della domotica.

Diversi prodotti, un solo sistema di gestione

Durante la WorldWide Developer Conference di San Francisco di giugno, Craig Federighi, vice presidente delle divisione sviluppo software di Apple, ha presentato la piattaforma HomeKit. Da quel momento è stato chiaro a tutti che la Mela aveva messo gli occhi sul settore della "casa intelligente", come viene definita la domotica (o smart home). HomeKit è stato rilasciato a settembre con iOS 8 su iPhone e iPad, ma l'annuncio è stato anticipato a giugno per consentire a sviluppatori e produttori di capirne il funzionamento ed essere pronti ad entrare nel circuito nel giro di pochi mesi.
Nel corso degli ultimi 12-18 mesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America, il mercato smart home è apparso fiorente come non mai. Termostati intelligenti, dispositivi d'illuminazione connessi in rete (ad es. Philips Hue), serrature telecomandate, realizzate da aziende come Yale, prese di alimentazione wireless, telecamere di sicurezza in streaming e tanti altri prodotti stanno proliferando a prezzi contenuti e con processi d'installazione alla portata di tutti. Tuttavia è stato chiaro sin da subito che la diversa natura dei vari prodotti tech utilizzati in casa può essere fonte di confusione nella gestione di una casa automatizzata. Questo a causa anche di protocolli di intercomunicazione diversi e di molteplici applicazioni per il controllo di ogni aspetto dei dispositivi. Federighi è stato molto diretto con il pubblico e ha sostenuto che Apple intende "dominare" la domotica con HomeKit, considerato un vero e proprio "collante per unire il tutto". Ciò si traduce, in termini pratici, in un'esperienza di automazione coesa, senza problemi dovuti alla comunicazione con i dispositivi utilizzati in casa. Apple non ha voluto introdurre una serie di propri componenti per l'automazione domestica. Più semplicemente, e saggiamente, ha deciso di gestire e controllare dispositivi di terze parti realizzati seguendo determinati standard (MFi licensing program).
Come funziona HomeKit? Come anticipato, tramite iPhone e iPad gli utenti potranno configurare, controllare e monitorare gli oggetti d'uso quotidiano presenti nelle case e negli uffici, sia in locale che da remoto, via app dedicate o tramite assistente vocale Siri. Il sistema di gestione Home Manager e un database memorizzato in iOS provvederanno a rendere più semplice il controllo delle informazioni sulla propria/e casa/e, sulle stanze e sugli accessori presenti in esse.
Ogni casa dell'utente (qualora ne avesse più di una) deve essere identificata con un nome univoco, in modo da risalire ad essa facilmente anche via comando vocale, e senza fraintendimenti. Ad esempio, si potrà indicare una casa come "principale" e una come "vacanze". Ogni casa è a sua volta suddivisa in stanze. Anche queste devono essere identificate con nomi univoci, almeno all'interno della stessa casa. A loro volta le stanze possono essere raggruppate in "Zone", in modo da poter distinguere il piano terra dal primo piano o la "zona notte" con la "zona giorno" e via dicendo. Le stanze contengono al loro interno gli accessori, ossia i singoli dispositivi fisici che vanno a comporre il sistema domotico casalingo. Anch'essi, come tutto il resto, necessitano di nomi univoci all'interno della stessa casa per essere identificati.
Ogni accessorio ha poi i propri servizi, che rappresentano quello che l’accessorio è in grado di fare e anche questi possono avere nomi ad-hoc. Tutti i servizi sono richiamabili tramite Siri oppure con un controllo manuale.

Il sistema di gestione è certamente complesso, ma allo stesso tempo ampiamente personalizzabile, in quanto offre l'opportunità di raggruppare i servizi in gruppi. Ad esempio un gruppo di servizi potrebbe permettere di attivare le casse audio in diverse stanze o le luci notturne in alcune camere e in giardino. I gruppi possono includere tutti i servizi di qualsiasi dispositivo, senza alcun limite, inoltre uno stesso servizio può essere incluso in più gruppi, in modo tale che la stessa lampadina possa essere accesa sia attivando il gruppo "notte" che quello "cena in giardino", tanto per fare un esempio. Collegate ai singoli servizi ci sono poi le azioni, come "aprire la porta", "accendere la luce", "avviare la musica" e così via.
Un ulteriore livello di personalizzazione è rappresentato dalle "caratteristiche". Esse sono personali per ogni dispositivo, non hanno bisogno di alcun nome univoco deciso dall'utente poiché Apple ne ha previsti diversi tipi, dallo stato di alimentazione a quello di blocco fino ad arrivare alla destinazione d'uso, luminosità, numero del modello, temperatura attuale ecc. e vengono riconosciute automaticamente da Siri. Alcune caratteristiche sono di sola lettura, come la temperatura corrente, altre di lettura e modifica, come il livello di luminosità di una lampadina, altre di sola modifica, come i comandi. Infine è possibile programmare dei gruppi di azioni in determinate fasce orarie o giorni (accendere i riscaldamenti la sera). Grazie a questi "trigger" e ai gruppi di azione è possibile creare dei veri e propri script per automatizzare il controllo di tutti gli accessori compatibili con HomeKit.

Compatibilità con gli accessori

HomeKit è, in gergo informatico, un framework, ossia un ambiente di sviluppo, e ad esso non corrisponde un'applicazione di riferimento (come Health per HealthKit, Photos per PhotoKit, Passbook per PassKit e via dicendo). Per questo motivo c'è bisogno di applicazioni legate agli accessori sviluppate dalle aziende che li producono. Queste applicazioni devono essere compatibili con HomeKit e, quindi, fornire all'utente la modalità di creazione della "casa virtuale" illustrata poco sopra, con le relative stanze e zone, accessori, servizi e azioni. Inoltre le app basate su HomeKit devono essere in grado di riconoscere gli accessori presenti e capire se sono in funzione o meno. Ci sono poi particolari tipi di accessori che fungono da "ponte di collegamento". Ciò avviene quando l'accessorio stesso è formato da più parti e una di queste fa da ponte con HomeKit per tutti gli altri. Prendiamo in considerazione un amplificatore: esso verrà riconosciuto dall'app basata su HomeKit, ma sarà proprio quest'ultimo a fungere da ponte e a "tradurre" i segnali degli altoparlanti in linguaggio comprensibile all'app di gestione.
Con HomeKit Apple tiene in grande considerazione la sicurezza e la privacy dei propri utenti. L'aggiunta di ogni nuovo accessorio alla nostra casa virtuale richiede un codice di impostazione fornito dai singoli produttori. Inoltre la società di Cupertino, allo stesso modo di quanto avviene con la piattaforma Apple Pay, non registrerà alcun dato sui prodotti utilizzati o sull'organizzazione delle nostre case.

Apple HomeKit Il successo di HomeKit dipenderà dalla quantità di produttori e di sviluppatori che decideranno di supportarlo, oltre alla qualità degli accessori ideati. In questo senso, la storia di Apple lascia ben sperare. Il controllo che la compagnia di Cupertino eserciterà sulle app e sui prodotti garantirà un ottimo ecosistema software e hardware in cui l'utente potrà fare tranquillamente le proprie scelte. Quanto tempo ci vorrà affinché i produttori rilascino sul mercato i primi prodotti compatibili o aggiornino quelli esistenti? Aziende come iDevices, iHome, Sylvania, Texas Instruments, Cree, Chamberlain, Marvell, Skybell, August, Honeywell, Haier, Schlage, Philips, Kwikset, Broadcom, Netamo e Withings hanno confermato il proprio supporto ad HomeKit e dalla metà del prossimo anno potremmo iniziare a vedere qualcosa di concreto. Con HomeKit Apple affronta un problema grosso e complesso e cerca di risolverlo in modo abbastanza semplicemente e, soprattutto, alla portata di tutti. E' importante comunque ricordarsi che ci troviamo di fronte ad una versione 1.0 del framework e che ci sarà ancora molto lavoro da fare per rendere il sistema armonioso e privo di bug. Tuttavia se HomeKit si avvicinerà, anche minimamente, a quanto promesso, ci troviamo di fronte a qualcosa di davvero notevole, che permetterà un controllo totale sulle nostre abitazioni.