Apple News: in arrivo un abbonamento per le notizie e gli articoli?

Il prossimo 25 marzo potrebbe fare il suo esordio un nuovo servizio in abbonamento targato Cupertino e tutto dedicato al mondo del giornalismo.

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Un nuovo servizio potrebbe presto affacciarsi nella galassia già piuttosto ricca del mondo Apple. Stando a recenti e sempre più insistenti indiscrezioni, il prossimo 25 marzo è pronto a fare il suo esordio, negli Stati Uniti, un nuovo abbonamento targato Cupertino che permetterà agli utenti di avere accesso illimitato a notizie, articoli, interi quotidiani e servizi esclusivi da alcuni dei più importanti nomi dell'informazione americana. Il prodotto, già ribattezzato il "Netflix delle Notizie", è ancora avvolto sotto una coltre di dubbi e misteri ma promette di portare a compimento uno dei grandi obiettivi di Cupertino, da anni interessata al mondo delle news e del giornalismo.

Buone nuove

Il nuovo abbonamento si preannuncia come un'evoluzione in tutto e per tutto di Apple News, un'idea che, proprio dalla popolare app di notizie, ha iniziato a svilupparsi già più di dieci anni fa. Come da tradizione sarà la stessa Apple a gestire gli abbonati, che avranno accesso illimitato a tutti i quotidiani e i siti di news che aderiranno al progetto. La data di esordio dovrebbe essere il prossimo 25 marzo, mentre è ancora poco chiaro quali saranno le realtà editoriali disponibili. Dubbi anche sul costo dell'abbonamento: si parla di circa dieci dollari al mese, cifra importante che, se confermata, dovrebbe essere accompagnata da una lista di collaborazioni di tutto rispetto, fondamentali per giustificare un costo così alto in un mondo dell'informazione che oggi più che mai sembra attrarre sempre meno utenti.
L'idea di base è quella di offrire una piattaforma in cui rendere disponibili articoli a pagamento di diverse testate senza il bisogno di abbonarsi ogni volta ad ogni singolo giornale o sito, ma sottoscrivendo un unico abbonamento. Gli editori fornirebbero così i contenuti, delegando ad Apple la gestione tecnica ed economica del servizio. Il numero delle visualizzazioni di ogni articolo sarebbe la discriminante con cui calcolare gli introiti, che poi verrebbero spartiti tra la stessa Apple e il giornale, sito o editore che ha creato il contenuto.

Monetizzazione

Proprio il guadagno sul contenuto sembra essere la discriminante principale che ha fino a oggi fermato il progetto e che anche ora ne sta rallentando il lancio ufficiale. Apple si è sempre dovuta scontrare con la ritrosia di editori e giornali, scontenti dei termini economici offerti. Secondo il Wall Street Journal, infatti, Apple vorrebbe seguire la linea già adottata con tanti altri servizi, mantenendo il 50% dei ricavi degli abbonamenti e tenendo per se tutte le informazioni e i dati raccolti sugli utenti iscritti. Il restante del guadagno verrebbe poi spartito con gli editori in base, appunto, alle visualizzazioni e al tempo trascorso dall'utente su ogni articolo, paletti che non piacciono ai creatori di contenuti, che vorrebbero per loro una fetta più grande della torta.
Sull'odierna Apple News, infatti, i quotidiani offrono i loro articoli al servizio gratuito della mela, trattenendo però il 100% delle entrate pubblicitarie proprietarie e il 70% di quelle che compaiono nei loro articoli ma che non sono loro in prima persona a vendere. Percentuali che Apple non sembra voler applicare al nuovo abbonamento, che parte da una filosofia di base e da un prodotto del tutto diverso

Dati e vincoli

Oltre ai termini economici, l'altro snodo di fondamentale importanza riguarda i dati di accesso degli utenti. Come da tradizione a Cupertino hanno tutta l'intenzione di tenere per se stessi le informazioni raccolte, possibilità che non piace agli editori, che ritengono i dati sui loro lettori fondamentali per pubblicità ed entrate economiche. Apple però sembra avere tutta l'intenzione di trincerarsi nella sua piattaforma, che sarà proprietaria e seguirà le regole di tutte le altre, senza troppe concessioni verso l'esterno. In questo senso non crediamo si raggiungano troppi compromessi di sorta che, al massimo, porteranno forse a una maggiore flessibilità nella distribuzione dei ricavi degli abbonamenti.
C'è poi il nodo legato alla scadenza delle collaborazioni. Apple sembra voler siglare accordi commerciali con i vari gruppi editoriali per almeno un anno. Una prudenza che non piace ad alcuni giornali, che chiederebbero accordi più lunghi e con maggiori tutele e una mancanza di flessibilità che non piace ad altre realtà, che cercherebbero invece un accordo flessibile dove le parti possano svincolarsi senza troppi problemi. Interessi diversi da gestire, ma anche qui i margini di conciliazione potrebbero essere smussati in favore di una o dell'altra sponda.

Informazione in abbonamento

Negli ultimi anni l'informazione a pagamento o in abbonamento sembra essere diventata, almeno degli Stati Uniti, la via maestra con cui combattere la perdita economica dei giornali e delle realtà editoriali in genere. Già da tempo giornali di alto livello come il New York Times o il Washington Post offrono piattaforme in abbonamento per accedere a tutte le loro pagine e i loro articoli. Sottoscrizioni tra i 10 e i 15 euro che Apple ha certamente preso come esempio per lanciare il suo servizio. Da qui le ulteriori perplessità di alcuni gruppi editoriali, che vedrebbero erosi i guadagni dei loro abbonamenti se Cupertino offrisse un servizio ben più grande e vario allo stesso prezzo.
Molto dipenderà dalla natura dell'abbonamento, dal costo, dal numero di contenuti e sottoscrizioni e dalla natura stessa della piattaforma, tutte informazioni che a oggi sono tenute sotto il più stretto riserbo. Quel che è certo è che il lancio arriverà, con l'azienda che punterà sulla varietà della sua offerta e su un servizio onnicomprensivo che porrebbe un freno alla frammentazione degli abbonamenti nel mondo del giornalismo e dell'editoria.

Più servizi per tutti

Apple News andrebbe così ad arricchire ulteriormente l'offerta di servizi dell'azienda americana, sempre più vogliosa di ampliare il suo ventaglio di prodotti esclusivi per i suoi clienti. In un periodo in cui iPhone, iPad e gli altri oggetti tecnologici della mela "non tirano" più come un tempo, è diventato fondamentale offrire qualcosa di esclusivo e importante: i servizi in genere sembrano essere sia il presente che il futuro in campo tecnologico, discriminanti che segneranno il successo o il fallimento di numerose aziende. Apple lo aveva in qualche modo capito già con iTunes, ribadendolo in tempi ben più recenti con iCloud e Apple Music; avere degli abbonati vuol dire creare degli utenti fedeli, offrirgli un servizio di qualità al quale poi difficilmente riusciranno a rinunciare.
Entro l'anno Apple vuole raggiungere i 500 milioni di abbonati e lo farà consolidando i suoi servizi in abbonamento già diffusi e lanciandone di nuovi: il primo sarà proprio il nuovo News, cui farà seguito la tanto attesa piattaforma di streaming di film e serie tv, con contenuti originali già prodotti e pronti per il lancio ufficiale.

Per risollevarsi Apple punterà tutto sui servizi, la vera discriminante per raggiungere nuovi ricavi e incrementare il proprio successo. Proprio questi servizi potrebbero rappresentare l'arma in più dell'azienda, che offrirà a tutti abbonamenti esclusivi, unici e di qualità e che, entro l'anno, potrebbero abbracciare praticamente ogni settore, da quello tecnologico a quello dell'informazione fino a quello dell'intrattenimento.
Con possibilità di creare anche sottoscrizioni uniche e diversificate, a Cupertino si garantirebbero entrate costanti e sicure, magari meno redditizie nel breve periodo ma con tassi di rendimento ben più proficui e costanti. Che stia qui lo snodo per risolvere la crisi dei ricavi di iPhone? La galassia di Apple è sempre stata piuttosto forte, ora potrebbe diventarlo ancora di più.