Apple Search: arriverà davvero un nuovo rivale per Google?

I piani di Apple per la nascita di un motore di ricerca proprietario sembrerebbero ormai in dirittura d'arrivo.

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C'è grande fermento in casa Apple. Si stanno facendo sempre più insistenti le voci secondo cui l'azienda americana sarebbe ormai vicina a lanciare un suo motore di ricerca proprietario, un Google della mela studiato per calzare a pennello con i suoi dispositivi e per porre fine alla mai troppo digerita egemonia della grande G.
Gli indizi sarebbero secondo alcuni numerosi ma i veri passi concreti ancora lontani da realizzarsi. Cosa si cela davvero dietro queste voci? Apple riuscirà a vincere dove tutti gli altri hanno fallito o Google vincerà anche questo scontro? Conviene davvero privarsi di un motore di ricerca affidabile per un salto nel buio di tali proporzioni?

Un accordo storico

L'insospettabile binomio Apple-Google è da anni una consolidata realtà dei dispositivi della mela morsicata. Più o meno da sempre, infatti, iPhone, iPad e Mac si affidano al motore di ricerca di Mountain View per soddisfare le richieste dei propri utenti. Safari o Siri utilizzano da sempre i server di Google per offrire risposte e risultati alle ricerche degli utenti e il motore di ricerca è da sempre quello predefinito all'interno dei dispositivi Apple.
Tutto questo è frutto di un accordo pluriennale e multimiliardario che vede Google corrispondere ad Apple ingenti somme di denaro per essere il motore di ricerca principale di tutti i suoi prodotti. Un modo per Mountain View di entrare nei prodotti di milioni di persone e per Cupertino di avere un'entrata sempre sicura e un servizio affidabile e concreto, seppur creato da un'azienda esterna. Questo delicato gioco ad incastri potrebbe però finire molto presto.

Fragile alleanza

Apple sta da tempo meditando soluzioni diverse. L'azienda ha sempre voluto costruire da se il suo impero, senza alcuna ingerenza esterna. Lo ha fatto sin dall'inizio, costruendosi praticamente da sola i suoi dispositivi e i software presenti all'interno. Tutto all'interno della galassia Apple deve avere una mela marchiata a fuoco sulla sua superficie: Cupertino vuole avere il controllo su tutto e fare in modo che l'utente utilizzi solo i suoi programmi, perché costruiti per funzionare proprio con quei dispositivi.
L'ingombrante presenza di Google stride un po' con tutto questo, con Siri che vi attinge a piene mani per dare buona parte delle sue risposte e Safari e Spotlight che lo utilizzano per molte delle loro ricerche: Apple diventa quasi una porta d'accesso per un servizio esterno, un fatto quasi inaccettabile per il circuito chiuso che Tim Cook e soci hanno da sempre tentato di costruire. A tutto questo vanno aggiunte le sempre più costanti pressioni dell'antitrust sulle posizioni delle grandi aziende tech: l'accordo in essere tra Apple e Google non è mai stato visto di buon occhio dalle autorità.

Novità imminente?

Da qui la voglia di un cambiamento epocale non ancora in dirittura d'arrivo ma, secondo gli analisti, molto più vicino di quanto si possa pensare. E' stato il Financial Times a lanciare l'esclusiva, convinto che sotto traccia Apple stia lavorando da tempo al suo motore di ricerca proprietario. Gli indizi in campo sarebbero nascosti, ma ben più numerosi e presenti di quanto si potesse inizialmente pensare.
Secondo alcuni test condotti sulla nuova release iOS 14, infatti, il traffico generato dai suggerimenti di Siri non passa più in toto sui server Google com'era accaduto fino a iOS 13, ma si appoggia per la maggior parte ai server interni dell'azienda.

Da sempre molti dei suggerimenti offerti da Spotlight e Siri si basano su un piccolo motore di ricerca interno di Apple, ma quello su cui si starebbe lavorando avrebbe una portata molto più ampia, con l'obiettivo di portare Cupertino ad essere totalmente autosufficiente. Sarebbero sempre più ingenti gli investimenti, con numerosi annunci per la ricerca di ingegneri nel settore. Si sta inoltre sempre più potenziando il famoso Apple Crawler Bot, il software made in Cupertino che analizza in maniera automatizzata e metodica le pagine web per dare risposte sempre più precise e puntuali agli utenti.

L'importanza delle ricerche

Alcuni indizi non fanno però una prova concreta e nulla farebbe pensare ad un lancio imminente di un vero e proprio Apple Search. I più ottimisti parlano della nascita del servizio già con il rilascio di iOS 15 e delle prossime release, ma niente è ancora sicuro sotti i cieli di Cupertino. Quel che è certo è che la nascita di un motore di ricerca proprietario è un pallino che in Apple coltivano da tanto tempo, più o meno da quando si è deciso di puntare tutto su Siri e su Spotlight assumendo direttamente da Google il responsabile della ricerca John Giannandrea.
Tim Cook e soci credono molto nella bontà dei loro servizi e nel veicolo che un motore di ricerca proprio potrebbe fare per promuovere le proprie app e i propri servizi a discapito di tutto il resto. Gestire gli algoritmi di ricerca permetterebbe all'azienda di chiudersi ancora di più in se stessa, spingere solo i propri prodotti e i propri software, tagliando i ponti sempre mal sopportati con la concorrenza.

Mission impossible?

Apple Search sembra insomma la naturale conclusione di un percorso ormai in piedi da anni, la ciliegina sulla torta di un processo di crescita che porterebbe Apple a controllare praticamente tutto dei suoi prodotti, senza più quasi alcuna ingerenza esterna, soprattutto in un settore vitale come quello del web. Di contro, però, si avrà a che fare con un percorso non certo privo di ostacoli: desiderare di creare un buon motore di ricerca è una cosa, farlo all'atto pratico un'altra. Apple dovrà creare un indice attivo di pagine piuttosto ampio, capace di dare risultati soddisfacenti, classificando in pochi secondi un numero sconfinato di pagine e provando a dare agli utenti risposte quanto più precise e pertinenti possibile.
Un compito difficilissimo che in pochi, nel corso degli anni, sono riusciti a portare a termine. Per contrastare Google bisogna essere come Google, azienda con anni di esperienza e sistemi avanzatissimi di ricerca che non hanno eguali nel mondo. Apple riuscirà ad avvicinarsi a tutto questo o pur di fare il grande passo sarà costretta a vagliare un motore di ricerca monco e non all'altezza delle aspettative?

Non solo, riuscirà Apple a rinunciare alle ingenti entrate economiche del suo accordo con Google e a tagliare i ponti ad una collaborazione che, in fondo, faceva comodo a entrambi? Ironico poi che la fine di questo accordo, già di per se mal visto dalle autorità antitrust, vada a creare ulteriori problemi di concorrenza e predominanza, visto che porterebbe Apple ad accrescere ulteriormente la sua già ben salda posizione dominante, ponendo di fatto fine a quel minimo di alternativa all'interno dei suoi prodotti e a qualsiasi ingerenza di terze parti nei suoi programmi e software.
Seppur naturale prosecuzione di un percorso già tracciato, il motore di ricerca della Mela è un passo ben più complicato di quanto si possa pensare, ricco di insidie e problemi che, sicuramente, stanno facendo riflettere l'azienda e i suoi vertici. Probabile che Apple Search nascerà, non imponendosi da subito come unica alternativa per gli utenti, ma portando avanti una politica di piccoli passi, affiancandosi magari inizialmente a Google senza eliminarlo definitivamente.
Una battaglia potrebbe presto nascere: la filosofia Apple vincerà anche questo scontro a sarà costretta, per una volta, a chinare la testa e guardare oltre? Tempo al tempo e lo sapremo.