Apple TV+: dal prezzo ai contenuti, i punti oscuri del servizio

Apple ha presentato il suo nuovo servizio di streaming, molti dettagli però rimangono ancora celati, alcuni dei quali molto importanti.

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Apple si lancia nel mondo dei servizi. Come ampiamente anticipato da Tim Cook a gennaio, questo sarà un anno particolare per la casa della mela, in cui il business di Apple sposterà le sue attenzioni dai prodotti ai servizi. A Cupertino sono consapevoli che se vogliono mantenere questi ritmi di crescita iPhone non basta più, anzi, proprio le sempre minori vendite del melafonino hanno spinto Cook a cambiare strategia, prendendo in parte spunto da Microsoft, rinata proprio sotto il segno dei servizi.
Durante il keynote di ieri sono arrivati Apple News ed Apple Arcade, ma largo spazio è stato lasciato al nuovo servizio di streaming Apple TV+. Da Steven Spielberg a JJ Abrams sono molti i volti di Hollywood scelti per supportare il lancio, le prime informazioni sono interessanti ma mancano ancora molti dettagli importanti per capire le potenzialità del servizio.

Come sarà Apple TV+?

Dare una valutazione, anche solo sommaria, su come sarà Apple TV+ è praticamente impossibile. Partiamo dalle basi: Apple non ha dichiarato la data di arrivo del servizio, nemmeno per gli Stati Uniti, e soprattutto il suo prezzo. Il mercato dello streaming è in fermento, nel 2019 arriveranno importanti novità, prima fra tutte la discesa in campo di Disney. Disney Plus è atteso negli Stati Uniti per la seconda metà dell'anno, all'incirca lo stesso periodo in cui Apple ha previsto il lancio di TV+. Difficile competere con la casa di Topolino in questo momento, forte del successo dei suoi blockbuster globali, che hanno dominato il box office in tutto il mondo. A una data di arrivo incerta si aggiunge anche il fattore prezzo, impossibile da valutare allo stato attuale.

Ma il successo del servizio dipenderà anche, e forse più di tutto, dai contenuti. Apple ha mantenuto il più assoluto riserbo, finora sono pochi i progetti confermati, alcuni molto importanti ma comunque limitati nel numero. Steven Spielberg riporterà in vita Amazing Stories, una serie andata in onda dal 1985 al 1987 sulla NBC, Jason Momoa è coinvolto nelle riprese di See, altra serie TV di cui si sa ancora molto poco. Grande protagonista sul palco della presentazione Apple è stata Oprah Winfrey, che sta realizzando un documentario sulle molestie nei luoghi di lavoro e un altro sulle malattie mentali. Reese Whiterspoon e Jennifer Anniston, anch'esse presenti al keynote, entreranno invece in altri progetti ancora da confermare, ma le informazioni sui contenuti esclusivi disponibili sulla futura piattaforma di streaming finiscono qui: troppo poco per trarre qualsiasi valutazione.

A ben guardare, la presentazione del servizio è stata centrata più sui suoi valori fondanti che su informazioni tangibili e analizzabili, segno che il lancio non è poi così vicino e che ulteriori novità sono previste a breve. La maggior parte degli interrogativi rimane senza risposta, la cosa certa è che Apple ha dalla sua un vantaggio importante, ovvero l'enorme diffusione dei suoi dispositivi. Se la mela dovesse lanciare Apple TV+ a livello globale, in un attimo il servizio raggiungerebbe oltre 1 miliardo di device in tutto il mondo e sarebbe fruibile in ogni modo, sia direttamente sullo schermo di un iPhone sia su un televisore, grazie ad Apple TV e ai recenti accordi presi con Samsung, LG e Sony per l'integrazione di AirPlay 2 nei loro TV. Un vantaggio che tuttavia è anche un problema: sugli stessi dispositivi funzionano anche i servizi concorrenti, da Netflix ad Amazon Video, passando per il futuro Disney Plus. Riuscirà Apple a farsi strada in un mercato che entro la fine dell'anno diventerà sempre più difficile da gestire e con concorrenti tanto agguerriti?