Apple Vision Pro è arrivato: passato, presente o futuro della tecnologia?

Apple Vision Pro è ufficialmente arrivato sul mercato, ma solo in USA: sarà rivoluzione anche stavolta? Cosa ci raccontano le prime prove sul campo.

Apple Vision Pro è arrivato: passato, presente o futuro della tecnologia?
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Il 2 febbraio 2024 è arrivato sul mercato il visore Apple Vision Pro negli Stati Uniti: il prezzo di partenza è ormai noto più o meno a tutti (3.499 dollari), così come sappiamo, purtroppo, che per ora il dispositivo non arriverà dalle nostre parti (anche se c'è già chi è pronto a scommettere in un'uscita nel 2025).
Tra mancanza di app native di servizi come Netflix e la tecnologia Persona ancora in Beta, il lancio estero non è stato del tutto esente da critiche, ma quel che sembra emergere - praticamente all'unanimità - dalle recensioni estere, è che si tratta di un primo sguardo a quello che potrebbe essere il futuro del mondo Tech.

Il primo assaggio dell'era dello Spatial Computing?

Guai a chiamare Apple Vision Pro un visore VR, visto che l'azienda di Cupertino ci tiene a precisare che si tratta del suo primo spatial computer.

D'altronde, l'esperienza offerta dal dispositivo si basa molto sul passthrough, definito da più di qualche recensione di Apple Vision Pro come semplicemente al top della categoria. C'è chi ha mostrato, per intenderci, la possibilità di giocare a ping pong guardando il mondo reale tramite il visore, cosa non propriamente semplice da garantire, se si pensa che tutto viene ricostruito mediante sensori (qualcuno tra di voi avrà ben presente le limitazioni, ad esempio, del passthrough in bianco e nero di Meta Quest 2). Insomma, se volete posizionare uno strato virtuale sopra alla realtà, Apple Vision Pro è il modo migliore per farlo, o perlomeno il più immersivo.
Non manca, d'altronde, anche la possibilità di scegliere quanto si vuole coprire il mondo reale con quello virtuale, mostrando a discrezione dell'utente delle aree in passthrough anche durante esperienze completamente virtuali. Un caso d'uso specifico di ciò è, ad esempio, quello di poter vedere apparire una persona che sta entrando nella stanza in cui stiamo utilizzando il visore in immersione totale.

La prova di Apple Vision Pro di Marques Brownlee (video nel player poco più in basso) ha messo particolarmente in luce il fatto che, diversamente da quanto si veda nei video pubblicitari, la funzione che dovrebbe consentire di mostrare gli occhi di chi indossa il visore all'esterno in realtà spesso mostra più che altro delle forme colorate e poco definite.

Sembra esserci più di qualche aspetto ancora da limare nella proposta della Mela, come risulta evidente anche dal resoconto dello youtuber sulla funzionalità Persona, pensata per mostrare in contesti virtuali, come ad esempio una chiamata su FaceTime, un proprio avatar fotorealistico ricostruito tramite scansione (che si effettua tenendo Vision Pro in mano e seguendo le indicazioni dettate dalla voce guida).
Tutto molto interessante e futuristico, ma per ora il risultato, a detta di più di qualcuno tra coloro che hanno avuto modo di mettere le mani sul dispositivo, è lontano da quello che ci si potrebbe aspettare da una funzione di questo tipo. Per intenderci, The Verge ha definito la funzionalità Persona un po' "inquietante".

C'è poi il sistema di controlli che si basa unicamente sulla vista e sulle mani, che sembra funzionare bene in determinati contesti ma che lascia a desiderare in ambiti come la digitazione su una tastiera virtuale (meglio, a quel punto, indicare un URL mediante comandi vocali).

Poco da dire sull'hardware, allo stato dell'arte i display mini-OLED 4K, ma cosa si può fare una volta collegata la batteria esterna dalla durata di circa due ore?
Il sistema operativo integrato all'interno di Vision Pro si chiama visionOS e sembra strizzare l'occhio a iPadOS, pur essendo pensato per il formato dei visori.
Tra le applicazioni preinstallate, oltre a quelle classiche di Apple, spicca Disney+, che integra anche dei contenuti in 3D e degli ambienti appositi.
Un'altra chicca riguarda il mondo della produttività: dopo aver realizzato delle presentazioni con slide all'interno del visore (mediante l'apposita app), è possibile "catapultarsi" in una sorta di Steve Jobs Theater per allenarsi alla futura esposizione.

La possibilità su cui si concentra maggiormente l'esperienza è quella di poter posizionare delle finestre flottanti all'interno del proprio ambiente reale, avendo dunque a disposizione uno scenario lavorativo praticamente senza limiti. Questo anche perché risulta possibile trasportare al volo all'interno di visionOS i propri dispositivi. Ad esempio, potete visualizzare nell'ambiente virtuale lo schermo del MacBook per continuare a svolgere le proprie operazioni ma con un display ridimensionabile. Tra l'altro, è possibile continuare a usare trackpad e tastiera del laptop per la propria comodità.

Quel che risulta chiaro è che Apple Vision Pro rappresenti solo per certi versi una "meraviglia tecnica", ma che al contempo guarda a un pubblico molto specifico (anche per via del prezzo).
Non si tratta di un visore come quelli della gamma Meta Quest, il cui obiettivo è quello di offrire un ampio numero di esperienze gaming (tra l'altro, Quest 3 ha il passthrough a colori e in generale i visori Quest ora supportano i 3D Spatial Video, quindi non si possono più definire un'esclusiva), bensì di una soluzione che mira a cambiare il modo in cui utilizziamo la tecnologia nel quotidiano. Ribadiamo che per ora possiamo basarci unicamente su quanto emerso all'estero, ma tutto fa pensare che si tratti "solamente" del primo passo verso l'era dello Spatial Computing. Staremo a vedere come verrà accolto il visore col passare del tempo: sicuramente ci sarà modo di tornare sulla questione.