Breve storia dell'ora legale (e del perchè presto potrebbe essere abolita)

L'idea dietro all'ora legale ha radici profonde, il primo a proporla fu Benjamin Franklin. Oggi però le cose in Europa potrebbero cambiare.

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Come fare a sfruttare al meglio le ore di luce del sole? Già verso la fine del diciottesimo secolo in molti cercavano una soluzione al problema. Una delle prime testimonianze ci arriva da una lettera scritta da Benjamin Franklin in persona al Journal de Paris. Siamo nel 1784, il primissimo processo di rivoluzione industriale avviato in Inghilterra nel 1770 inizia a stravolgere i tempi scanditi dai raggi del sole di tradizione agricola, con la conseguenza di una perduta efficienza e, per giunta, di un maggiore consumo di lampade ad olio e candele - la questione ambientale si faceva sentire già all'epoca, a quanto pare.

Da Franklin ai giorni nostri

Così Franklin, rimasto impressionato dal consumo delle lampade ad olio di più moderna fattura, con una lunga e argomentata invettiva propone di buttare giù dal letto i francesi alle prime luci dell'alba e di farlo non certo a colpi di carezze e cortesie: "propongo le seguenti regolamentazioni", scrive infatti Benjamin Franklin, "Primo. Tassiamo ogni finestra provvista di persiane idonee a non far entrare la luce del sole nelle stanze. Secondo. (...) mettiamo la polizia nei negozi di candele, assicuriamoci che nessuna famiglia ne acquisti più di una libbra per settimana. Terzo. Le guardie fermino ogni carrozza che solchi le strade dopo il tramonto, fatta eccezione per quelle di medici, chirurghi e ostetriche". Ma il desiderio di instaurare una sorta di tirrannia della prima luce dell'alba non finisce qua, perchè Franklin chiede anche di imporre ai campanili di suonare nell'immediato sorgere del sole e, non fosse sufficiente, addirittura di fare sparare colpi di cannone in ogni quartiere per essere proprio certi che nessun dormiglione possa sfuggire al suplizio di alzarsi con i primi raggi di luce. Stranamente, la proposta non sarà accolta.
Bisognerà aspettare altri due secoli perchè si torni a parlare della questione; siamo nel 1916, la Prima Guerra Mondiale vede impegnate le principali potenze occidentali su tutto il continente europeo e, come spesso succede con quella brutta faccenda della guerra, la pressoché totalità degli Stati coinvolti si sta rovinando finanziariamente per mantenere la propria supremazia sul nemico. È in questo contesto, che fa del risparmio una priorità categorica, che la proposta di fissare una nuova convenzione che miri ad evitare lo spreco della luce mattutina viene accolta.
A rilanciare l'idea è l'imprenditore britannico William Willett con un opuscolo chiamato "The Waste of Daylight". Willett propone una soluzione meno drastica rispetto a quella "dittatoriale" di Franklin e addirittura più soft di quella scelta nella contemporaneità. L'imprenditore inglese propone, infatti, di dilazionare l'avanzamento delle lancette in quattro occasioni, spostando l'ora di 20 minuti in avanti ad ogni domenica di aprile; in questo modo, per maggio, i cittadini si sarebbero svegliati ben ottanta minuti prima del solito, senza tuttavia il trauma di un mutamento eccessivamente repentino.

L'idea piacque, così per ottimizzare la produttività della nazione (e risparmiare carbone) l'Inghilterra rese l'ora legale legge il 17 maggio del 1916, avanzando le lancette di un'ora la domenica subito dopo. Altri Paesi seguirono l'esempio, tra questi la Germania, che adottò l'ora legale addirittura prima che divenisse legge nel Regno Unito, e l'Italia. Amara ironia, Willett non vide mai il suo sogno fatto di rigore e parsimonia diventare realtà: morì, infatti, nel 1915. A lui è dedicata una meridiana situata a Petts Wood e perennemente fissata sull'ora legale.
In Italia l'ora legale resse fino al 1920, venne poi adottata e sospesa a più riprese nel corso della seconda guerra mondiale, finendo nel 1944, per essere usata in mezzo Paese: nella parte settentrionale occupata dai nazifasciti durante la RSI, ma non nell'altra metà. Sarà nel 1966 che l'ora legale entrerà definitivamente in vigore in Italia, salvo essere nuovamente revocata nel 1980.
Bisognerà aspettare ancora qualche decennio per arrivare ad un'adozione stabile e duratura. Dal 1996 la Comunità Europea l'ha adottata, con un calendario universale, a tutti gli Stati membri. Da quel momento l'ultima domenica di Marzo non ha mai mancato di generare stress e confusione nelle genti di tutto il mondo. E, a proposito di confusione, la storia recente è piena di episodi singolari scaturiti proprio dall'improvviso, e spesso dimenticato, avanzamento delle lancette. Lo sanno bene i tre terroristi giordani che, nel 1999, volendo far saltare in aria un autobus israeliano proprio nella mattina di ritorno dall'ora legale a quella solare, fecero confusione con il timer finendo per farsi esplodere da soli, fallendo miseramente l'attentato.

Ma non a tutti va a genio...

Non tutti sono entusiasti dell'ora legale che, anzi, nel corso del tempo, dinamitardi giordani a parte, si è fatta diversi nemici ottenendo accuse di vario genere, molte delle quali supportate da argomentazioni piuttosto persuasive. Ad esempio, come riporta questo articolo di Business Insider, all'avanzamento delle lancette vengono attribuiti seri rischi per la salute dell'uomo. Nel lunedì immediatamente successivo allo scatto in avanti di un'ora -quando, in altre parole, gli orologi passano dalle 2 alle 3 di mattina facendo perdere un'ora di sonno- gli ospedali statunitensi registrano un preoccupante +21% di pazienti che hanno avuto un infarto.
Ma non solo infarti: come apprendiamo sempre da Business Insider, aumenterebbe sistematicamente anche lo stress e le distrazioni mortali in macchina e sul posto di lavoro. Anche lo scrittore Michael Downing, nel suo "Spring Forward: the annual madness of daylight saving time", sostiene la pericolosità dell'ora legale, tentando di dimostrare come, dietro al tutto, ci sia la "lobby del tempo libero" che, grazie all'allungamento delle giornate, vedrebbe aumentare i profitti di settori come quelli della vendita di articoli sportivi (soprattutto tennis e golf, a quanto pare) o da barbecue.
E il risparmio di energia? Nonostante in Italia nel 2013 si parlasse di un risparmio di 102 milioni di euro, con un minore consumo di 613 milioni di kWh nel 2012, in molti sostengono l'inutilità della misura, argomentando che gli impianti di illuminazione di oggi non consumano più come quelli degli anni 90, a differenza di computer, elettrodomestici (soprattutto l'aria condizionata) e altri apparecchi che vedrebbero un aumento vertiginoso del loro utilizzo, una tesi avvalorata anche dall'Università della California.

E ora l'UE ne valuta l'abolizione

Sta di fatto che oggi i detrattori dell'ora legale potrebbero, almeno in Europa, portare a casa una decisiva vittoria. Lo scorso febbraio il Parlamento europeo aveva respinto una risoluzione firmata da due membri, uno ceco e uno francese, che chiedeva proprio l'abolizione della direttiva che impone a livello comunitario il passaggio da ora solare a legale.
All'epoca il Parlamento si era diviso in membri del parlamento appartenenti a Stati del nord, che come è ovvio non registrano alcun beneficio dall'alzarsi prima, e quelli appartenenti agli Stati meditterranei - dove, come è evidente, la misura è ben più funzionale. Oggi la Commissione europea, sollecitata dalla Finlandia, ha riaperto la questione pubblicando un vero e proprio sondaggio aperto a tutti i cittadini europei. Diverse le domande, tra cui si chiede quanto viene percepita, da 1 a 10, la questione, oltre che, in un eventuale cambio di regime, se sia preferibile adottare permanentemente l'ora solare o quella legale. Potete votare fino al 16 agosto a questo link. Preferite evitare lo stress (potenzialmente mortale) di svegliarvi una volta prima un lunedì all'anno, o risparmiare energia e ottimizzare le giornate nel periodo estivo? Voce al popolo.