Canopy è l'app che vuole proteggere la privacy e cambiare per sempre il web

In arrivo un servizio che imparerà a darci consigli sulla nostra vita stando il più attento possibile alla tutela dei nostri dati personali.

speciale Canopy è l'app che vuole proteggere la privacy e cambiare per sempre il web
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Si chiama Canopy e sarà la prima app a tenere per se i nostri dati. Questa la promessa di un algoritmo che saprà consigliarci praticamente tutto e che elaborerà i nostri dati nel rispetto più totale della nostra privacy, chiudendo la nostra sfera privata in una bolla a cui lei e solo lei potrà accedere.
Un mantra che potrebbe far breccia sull'utente finale, da anni in balia di servizi che non fanno niente per tutelarci e che anzi, si imbarcano in una compravendita continua delle nostre preferenze per poi bombardarci di messaggi e pubblicità sempre più pressanti, invasive e inquietantemente pertinenti con quello che cerchiamo.

Suggerimenti per tutti

Nelle idee del suo creatore, Brian Whitman, Canopy sarà un'app di suggerimenti e consigli, che dirà all'utente cosa fare o cosa acquistare basandosi sull'analisi dei sui gusti, il tutto preservando totalmente l'aspetto più privato dei dati da elaborare. L'app si baserà su un potente algoritmo che si inserirà nel nostro telefono, elaborerà tutti i dati e, in base alle nostre preferenze, alle azioni che compiamo e ai portali che visitiamo tutti i giorni riuscirà a consigliarci, nel modo più pertinente possibile, brani musicali da ascoltare, libri o articoli da leggere, oggetti da acquistare, concerti da vedere, luoghi o città da visitare.
Questi consigli saranno di volta in volta sempre più pertinenti, con Canopy che impiegherà via via sempre meno tempo per essere il più preciso e accurato possibile. Il suo punto di forza sarà però la discrezione che, almeno nelle intenzioni dei creatori, dovrebbe fare del servizio un vero e proprio baluardo della privacy.

La bolla di Canopy

Tradotto letteralmente, Canopy indica la chioma delle piante e degli alberi nelle foreste: questa non fa altro che proteggere viandanti ed esploratori da sole e pioggia, in una sorta di tetto naturale che preserva la salute del viaggiatore di turno. Il servizio, con il suo potente algoritmo, vuole essere un perfetto punto d'equilibrio tra i bisogni da soddisfare e le esigenze di privacy sempre più pressanti degli utenti. I dati raccolti, che saranno numerosi, complessi e piuttosto ricchi, saranno tenuti in una sorta di bolla inaccessibile e inviolabile, che rimarrà racchiusa nel cuore dello smartphone e a cui avrà accesso solo la stessa Canopy e nessun altro.
La promessa dei creatori è quella di distaccarsi dagli altri colossi di internet e di non inserire mai i dati degli utenti nella giungla di compravendita delle nostre informazioni che è diventato il web. Un nuovo modo di pensare alla rete e all'utente, preservandone un aspetto che nel mondo moderno sta ormai venendo meno. Un'idea nobile che, si spera, verrà attuata senza alcun tipo di compromesso.

Buoni propositi

"Siamo arrivati ad un punto molto pericoloso nell'evoluzione del Web. Sono preoccupato per quel che potrebbe accadere: già ora le grandi piattaforme stanno cominciando a mettere le persone le une contro le altre senza nemmeno rendersi conto di quel che fanno. Tutto pur di tenere incollati gli utenti agli schermi il più a lungo possibile. Bisogna iniziare a porre dei limiti e tornare a quel che era una delle funzioni chiave del Web: la scoperta". Queste le parole di Whitman, fondatore del progetto e da anni esperto di sistemi di elaborazione dati. L'uomo è stato uno dei fondatori di Eco Nest, una piattaforma di analisi legata al mondo dell'industria musicale, utilizzata da Spotify per elaborare i suoi consigli musicali, tra i più accurati e meglio realizzati della rete.
Whitman aiutava le persone a trovare musica o artisti affini ai propri gusti, mettendo in contatto ascoltatori, artisti e industria musicale in un circolo virtuoso che ha fatto la fortuna del più grande servizio di streaming musicale al mondo. Canopy rappresenta lo step successivo, ampliando la sua rete di consigli nel rispetto totale della sfera privata di chi usufruisce del servizio.

Come funzionerà

Per poter funzionare l'app avrà accesso indiscriminato a tutto quello che facciamo con il nostro smartphone, elaborando la nostra posizione, i nostri contatti o quello che guardiamo. In base alle nostre abitudini sceglierà una rete delle cose migliori intorno a noi, tenendo però sigillato in una bolla chiusa tutto quello che registra o elabora. Sarà proprio l'app a schermare queste informazioni per renderle illeggibili all'esterno, evitando così l'arrivo di pubblicità indesiderate o la raccolta dei dati a nostra insaputa.

Gli smartphone di oggi sono abbastanza potenti per riuscire a gestire senza troppi problemi il potente algoritmo che sarà alla base di Canopy, che lavorerà in tempo reale e che ci suggerirà determinate cose spiegandoci anche i motivi delle sue scelte. La tecnologia creata da Whitman per Spotify riusciva a capire gli ascolti e i gusti di una persona tramite la scelta di quattro o cinque canzoni.
Con la nuova app servirà qualche giorno per fare in modo che aderisca con efficacia ai nostri gusti. Con il passare del tempo sarà sempre più precisa e non avrà nemmeno bisogno di controllare ciò che facciamo sui social network, diventando così ancora più accurato nel "proteggerci".

La privacy è importante

L'idea di Canopy è senza dubbio vincente, capace di inserirsi in un panorama in cui gli utenti hanno bisogno di tranquillità e garanzie. Ci troviamo di fatti sempre più inseriti in un sistema che non fa niente per nascondere la sua natura commerciale e l'importanza delle cose che facciamo. Il senso di controllo delle nostre azioni diventa sempre più opprimente così come è sempre più forte il bisogno di privacy e tutele in un web che non si pone più limiti.
I nostri dati, anche i più piccoli e insignificanti, sono diventati di importanza fondamentale, ogni nostra traccia viene monitorata e la garanzia che le informazioni vengano trattate nel modo corretto non è assicurata. Per questo diventa più che lodevole l'intento di dare all'utente un servizio in quanto tale, senza spiacevoli secondi fini o raccolte di dati che, alla fine, non si sa dove andranno.
Andare contro corrente nel mondo di internet è una scelta coraggiosa, tutta dalla parte del pubblico, che merita certo un occhio di riguardo e una certa attenzione, ma non un'incondizionata e totale fiducia.

Dubbi e perplessità

Se l'attenzione è alta, lo sono però anche le perplessità. Nulla sappiamo infatti di come si muoverà realmente Canopy, che aspetto avrà e se sarà davvero utile come dice di essere. Convincere poi gli utenti della bontà reale delle proprie azioni sarà particolarmente difficile. La crisi di credibilità delle grandi compagnie, sempre più al centro di scandali che hanno i nostri dati e la privacy al centro della scena, saranno un ostacolo non da poco per Whitman e soci, che fanno dell'utilizzo dei dati il cuore del loro prodotto. Le promesse verranno mantenute o saranno solo uno specchietto per le allodole? In che modo poi Canopy, se prenderà piede, riuscirà a resistere alle lusinghe di importanti compratori o di chi quei dati li vorrà utilizzare per i propri scopi?
L'idea è più che ottima ma portare avanti il suo principio base nel corso del tempo sarà ancora più complesso e difficile. Non ultimo dei problemi la forza sul mercato dell'azienda, che per ora ha dalla sua un tesoretto significativo di risorse da investire nello sviluppo: ma nel lungo periodo come farà a guadagnare denaro e sostenersi? Ancora qualche mese e le prime carte verranno scoperte, speriamo siano davvero vincenti e non l'ennesimo bluff.