Chiamate pubblicitarie, cosa sta succedendo? Italiani tempestati dallo spam

Il 2024 si è aperto con un aumento importante delle chiamate spam ricevute dagli italiani: si moltiplicano le segnalazioni anche sui social network.

Chiamate pubblicitarie, cosa sta succedendo? Italiani tempestati dallo spam
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Se l'arrivo del nuovo Registro delle Opposizioni al telemarketing mobile era stato accolto con scetticismo, al punto che vari esperti del settore avevano pubblicato anche articoli in cui spiegavano le possibili falle del sistema, il 2024 ha tolto ogni dubbio a riguardo.
Il nuovo anno non è partito col piede giusto e, anzi, la quantità di chiamate da call center è aumentata in una quantità talmente tanto spropositata che - almeno chi vi scrive - è arrivato a pensare che il proprio numero di telefono sia finito su qualche sito del deep web, visto che di recente alle chiamate indesiderate si sono aggiunti anche SMS (o addirittura iMessage!) di linee hot. Ma che sta succedendo? Nulla di nuovo, semplicemente ciò che avevamo previsto tempo addietro: gli strumenti messi in campo dalle Autorità, che dovrebbero proteggere gli utenti, non sembrano essere efficaci come si sperava.

Una situazione surreale

Queste chiamate propongono letteralmente qualsiasi cosa: mozzarelle, aspirapolveri, tariffe dell'energia elettrica, del gas, rimodulazioni che non esistono e promesse di farci diventare ricchi con incredibili suggerimenti sul trading o sulle azioni Amazon (e altro non sono che truffe, visto che il colosso degli e-commerce ha più volte ribadito di essere ben distante da tali chiamate).

E se all'inizio chiunque avrà pensato di essere solo un malcapitato finito nella rete dei call center, basta uscire di casa ed andare in qualsiasi negozio per trovarsi di fronte al commesso di turno che deve abbandonare le sue attività perché interrotto da "queste chiamate pubblicitarie che sono un continuo..".
Su Twitter (pardon, X), poi, ci sono delle storie che potrebbero finire di diritto nei racconti di Fantozzi: persone che arrivano a ricevere oltre 20 chiamate in mezz'ora, da numeri diversi (quindi è anche inutile bloccarli) e provenienti da tutta Europa.

Registro Opposizioni e Codice di Condotta? Due flop in uno

A questo punto, quindi, la domanda sorge spontanea: a cosa sono serviti il nuovo registro delle opposizioni per cellulari, annunciato in pompa magna nell'agosto del 2022 come antidoto contro il telemarketing aggressivo (che a questo punto possiamo anche chiamare "molesto", visto che non di rado capita di ricevere chiamate ad orari improbabili anche nel weekend) e il codice di condotta contro il telemarketing che avrebbe dovuto fare da supporto al RdO?

La risposta è semplice: assolutamente a nulla. Però, giusto per dovere di cronaca, vediamo cosa dice la normativa.
Andando in ordine cronologico, il primo strumento introdotto contro il telemarketing aggressivo è stato il Registro delle Pubbliche Opposizioni: inizialmente disponibile solo per i numeri di rete fissa, nell'Agosto del 2022 è stato esteso anche ai cellulari con l'obiettivo di dare agli utenti la possibilità di scegliere se essere contattati o meno dai call center che propongono offerte pubblicitarie (o vere e proprie truffe, a seconda dei casi).
Con l'ultimo aggiornamento è stata introdotta anche la possibilità di bloccare le chiamate dai così detti robocall, vale a dire le telefonate che vengono effettuate da voci robotizzate. Peccato che i call center per aggirare tale norma si siano affidati ad uno stratagemma tanto facile quanto pratico: spesso e volentieri, rispondendo alle chiamate si sentono i rumori dei call center e dopo qualche secondo parte il disco. Per la serie: fatta la legge, trovato l'inganno.

A nulla è servito il nuovo schema sanzionatorio previsto dal Registro delle Opposizioni, che prevede multe fino a 20 milioni di Euro o fino al 4% del fatturato annuo per i call center che non consultano il registro delle opposizioni prima di procedere con le campagne marketing. Anche qui, alcune sanzioni sono arrivate ma la pratica è ancora diffusa.

Che il Registro delle Opposizioni non avrebbe sortito gli effetti sperati era chiaro sin da subito e, infatti, il Garante per le Comunicazioni ha previsto un nuovo Codice di Condotta per contrastare il teleselling illegale ed aggressivo a cui devono sottostare i call center.

Tra i principi previsti figura l'obbligo di richiamabilità del call center da parte del cliente, che nel 90% dei casi non avviene (basta provare a richiamare uno dei numeri da cui si ricevono le chiamate per ottenere un riscontro) e nuove regole d'ingaggio da parte degli operatori.
Anche questo, è stato un buco nell'acqua e i call center continuano a fare il bello ed il cattivo tempo al netto di regole, sanzioni, registro delle opposizioni e chi più ne ha più ne metta.

Proprio qualche giorno fa, l'AGI ha riportato la notizia di una sanzione da 60mila Euro ad un Call Center operante nel settore dei contratti dell'energia elettrica per trattamento illecito di dati personali: a quanto pare, la compagnia avrebbe acquisito da un list provider con sede in Moldavia i dati di 100mila contatti che avevano effettuato 32mila telefonate. Dall'istruttoria è emerso che la società non aveva controllato la regolarità delle liste acquisite e l'origine dei dati, né tantomeno l'iscrizione degli utenti al Registro delle Opposizioni.

Ma la colpa è degli utenti?

Lo diciamo subito: in questo articolo non diremo come fare per proteggersi dal telemarketing aggressivo, dal momento che i metodi noti a tutti non si sono rivelati efficaci e, purtroppo, non abbiamo una ricetta che si sia dimostrata funzionate.

Anche applicazioni come TrueCaller si stanno rivelando inutili dal momento che ogni chiamata viene effettuata da un numero diverso e il blocco non serve praticamente a nulla dal momento che questo non viene più utilizzato.
Android e iOS hanno implementato dei sistemi che consentono di bloccare in automatico le chiamate in entrata dai numeri sconosciuti, ma il gioco vale la candela? Probabilmente no, però se la situazione diventa insostenibile.. indagare sulle possibili ragioni di questa tempesta di telefonate pubblicitarie equivale a cercare l'ago in un pagliaio, ma abbiamo comunque provato ad avanzare qualche ipotesi.


Partiamo col dire che, almeno nel nostro caso, non c'entrano l'applicazione Temu né client simili riconducibili alla Cina. In molti, però, osservano che da quando si sono registrati al marketplace online cinese (qui abbiamo parlato della nostra esperienza su Temu) il numero di chiamate è aumentato: ci sentiamo di smentire tale ipotesi in quanto non abbiamo inserito il numero di telefono su cui riceviamo le chiamate nel nostro profilo Temu. Ciò ovviamente vale anche per il telefono fisso, dove abbiamo registrato un aumento importante delle chiamate.

Probabile, piuttosto, che il nostro numero di telefono sia finito in qualche data breach come quello di cui abbiamo parlato negli scorsi giorni, che conteneva 71 milioni di credenziali e dati personali degli utenti. Però anche in questo caso il collegamento ha poco senso, dal momento che in passato, quando Facebook è incappato nel data breach che ha coinvolto 36 milioni di italiani, non c'è stato un aumento delle chiamate spam.

Al momento, l'unico modo che risulta essere efficace è rappresentato dal blocco delle chiamate in entrata da numeri sconosciuti. Tuttavia, ciò riguarda anche i numeri non spam. Il consiglio che possiamo darvi è di controllare, quando vi iscrivete a siti web o firmate moduli cartacei, i permessi che date per finalità di marketing alle società. Anche l'inserimento del numero di telefono in fase di registrazione sui siti web potrebbe facilitare l'ingresso nelle liste spam.


(Per dovere di cronaca, durante la stesura di questo articolo abbiamo ricevuto due chiamate pubblicitarie: voi a quante siete arrivati mentre l'avete letto?)