Cinema e Streaming: quale futuro nella distribuzione dei film?

Le parole dell'amministratore delegato Disney hanno creato non pochi dubbi sul futuro delle sale cinematografiche dopo la pandemia.

Cinema e Streaming: quale futuro nella distribuzione dei film?
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La distribuzione cinematografica non tornerà più quella di una volta. Queste le perentorie parole dell'amministratore delegato Disney Bob Chapek, che poche settimane fa ha parlato del modo in cui lo streaming, unito alla pandemia e alla chiusura delle sale cinematografiche, ha profondamente trasformato la fruizione dei film da parte degli spettatori e le conseguenti scelte degli studi cinematografici. Con le piattaforme streaming sempre più al centro della scena, il loro potere nella creazione di contenuti originali e gli utenti ormai abituati ad avere le nuove uscite sul proprio televisore, sono in tanti, non solo Chapek, a pensare che il modello di distribuzione esclusiva nelle sale sia destinato a scomparire per sempre. L'era dello streaming ha davvero portato alla fine dei cinema?

Le parole di Chapek

"Sarà impossibile tornare alla situazione pre-covid per ciò che concerne la distribuzione dei nuovi titoli cinematografici". Con queste parola Bob Chapek ha parlato agli investitori Disney, raccontando di come gli spettatori stiano radicalmente cambiando le proprie abitudini in un modo che potrebbe trasformare, come già sta accadendo, anche le azioni delle piattaforme streaming e delle case di distribuzione e produzione dei film. "I consumatori oggi sono molto più impazienti rispetto a quanto lo erano in precedenza - ha proseguito - grazie soprattutto all'opportunità di guardare un film direttamente da casa e in qualsiasi momento della giornata. Dunque, difficilmente si tornerà indietro".
Dichiarazioni che hanno fatto discutere e che fanno preoccupare tantissime persone. Chapek ha provato a indorare la pillola: "Non intendiamo calpestare i piedi ai circuiti tradizionali, si tratta di una situazione fluida e in via di definizione che dipende sia dal numero di sale aperte che dalle abitudini dei consumatori". Eppure la distribuzione su Disney+ degli ultimi prodotti di punta non lascia tranquillo quasi nessuno.

Streaming prima di tutto

Le scelte Disney negli ultimi tempi sono state perentorie e inequivocabili. Con film già da tempo programmati per uscire e calendari sempre più fitti di nuove uscite e produzioni, l'intera industria non poteva pensare di fermarsi un anno intero in attesa della fine della pandemia e della riapertura delle sale. Da qui la scelta, per tanti, di rilasciare a noleggio numerosi prodotti destinati alle sale. Disney ha fatto uscire i suoi ultimi tre prodotti di punta, Mulan, Soul e Raya e l'Ultimo Drago, direttamente su Disney+, con il cartone Pixar arrivato addirittura in maniera gratuita per tutti gli abbonati.
Gli altri due, un live action da un cartone storico e l'ultimo, attesissimo, classico degli Animation Studios, sono stati venduti agli abbonati in Accesso VIP, legando la visione al pagamento di un supplemento di circa 20 euro. Un modello che è servito per tamponare le perdite della mancata uscita nelle sale, ma che ha riscosso un po' ovunque un certo successo. La gente è disposta a pagare qualcosa in più per avere a casa un film nuovo. Una breccia aperta nella distribuzione tradizionale e un futuro che rischia seriamente di essere molto diverso rispetto a quello che potevamo immaginare. Notizia ancora più recente è l'arrivo in streaming di Black Widow e Cruella, che usciranno in contemporanea in sala e su Disney+, a confermare un trend che ormai sta diventando la norma.

Nuova distribuzione

Più volte Disney e le altre major hanno ribadito di non voler mettere in discussione l'importanza dei cinema nel loro modello distributivo, eppure sarebbe ipocrita credere che gli studios continuino ad attendere all'infinito il ritorno della situazione alla normalità. In un mondo dove l'intrattenimento è guadagno è chiaro che tutti pensino prima di tutto a incassi e fatturato, adattandosi di volta in volta alla situazione. Tutti o quasi hanno ormai tra le mani piattaforme streaming in cui trasmettere i propri contenuti e tutti hanno metodi alternativi per bypassare le sale.
Il lockdown e la chiusura dei cinema stanno mandando in forte crisi il settore della distribuzione tradizionale: le perdite delle aziende del settore, con cinema chiusi ormai da mesi interi, saranno irreparabili e molte realtà saranno destinate a chiudere. Un ridimensionamento piuttosto forte, unito ad un pubblico che si sta abituando ad avere tra le mani sin da subito anche i prodotti di ultima uscita. In questo senso Disney ha sfruttato a pieno la sua piattaforma, mostrandosi pronta ad eventuali cambiamenti.
L'azienda che più di tutte ha portato soldi negli ultimi anni alle sale, con incassi record per ogni sua uscita, sembra quella più pronta di tutte per accogliere il cambiamento e lasciare irrimediabilmente indietro i cinema in questo momento di profonda e seria difficoltà.

Che ne sarà dei cinema?

Molto dipenderà dal modo e dai tempi in cui arriverà il tanto atteso ritorno alla normalità per tutti noi. In che situazione saranno i cinema quando la pandemia sarà finita? Quali regole dovranno seguire? Quanti spettatori si sentiranno al sicuro nel tornare alla sala? Quanti preferiranno restare a casa? Incognite di non poco conto dopo più di un anno - esclusa la breve parentesi estiva - in cui si è rimasti lontani dalla visione dei film in sala. Con tv sempre più grandi e streaming sempre più predominanti sono in tanti a ritenere le due esperienze, sala cinematografica e divano di casa, perfettamente sovrapponibili.
Avere la comodità di guardare a casa dei film e, soprattutto per una famiglia, spendere mediamente meno rispetto all'acquisto di 4 o 5 biglietti, potrebbe diventare un plus difficilmente rinunciabile per molti, di quelli che potrebbero far virare le abitudini di tanti verso altri lidi. Nuovi modi di intendere la fruizione che si vanno a sovrapporre con una crisi dei cinema che va avanti da anni, salvata solo dai grandi incassi di poche e selezionatissime produzioni.

Scenari oscuri

Se proprio chi queste selezionate uscite di successo le produce decide di aprirsi al cambiamento, svuotando le sale delle poche attrattive di rilievo rimaste, in che modo i cinema potranno pensare di sopravvivere? Gli scenari si stanno rivelando quanto mai oscuri e piuttosto pessimisti. La pandemia si sta protraendo molto più di quanto inizialmente previsto e questo porterà a scelte drastiche per gli studios e nuove abitudini sempre più consolidate negli utenti. Se questa situazione continuerà ci si potrebbe trovare davanti ad uno scenario in cui i cinema saranno sempre meno, le esclusive per le sale non esisteranno quasi più e le piattaforme streaming metteranno a pagamento nel loro catalogo le nuove uscite.
Lo scenario peggiore possibile, che farebbe venir meno quella che da sempre è stata la forza del cinema: un'esperienza collettiva di grandi dimensioni impossibile da replicare negli stessi modi nelle proprie case. Proprio da questo occorrerà ripartire per salvare le sale e la loro forza, dalla loro unicità, dal loro essere prima di tutto esperienza, l'unica capace di far godere a pieno della forza dei film.

L'unicità della sala?

Lo aveva ribadito Christopher Nolan prima dell'uscita del suo Tenet: l'unico modo per godere a pieno del suo film era vederlo in sala. Bisognerà fare in modo che le case di produzione capiscano quanto l'importanza dell'esperienza in sala sia fondamentale per la stessa sopravvivenza del cinema, da sempre ben diverso dalla televisione e, di riflesso, dallo streaming. La fine di quest'anno e il prossimo saranno fondamentali per capire cosa succederà. Streaming e sala cinematografica sono le facce della stessa medaglia, con gli studios che dovrebbero mettersi chiaramente in testa che l'una non esclude l'altra. I due modelli di distribuzione possono coesistere, se sfruttati nei giusti modi e con i giusti equilibri, con forti possibilità di diventare importanti fonti di profitto se sfruttati a dovere e senza abusi dall'una e dall'altra parte.

La pandemia porterà certamente a un nuovo equilibrio, ad un nuovo gioco di pesi e contrappesi che speriamo ribadisca l'importanza dello streaming senza però far venir meno la forza della sala nel permetterci di godere al meglio del medium cinematografico. Occorrerà che case di produzione e distributori si siedano ad un tavolo per trovare una nuova formula al loro giocattolo, che permetta al cinema di non morire e di non essere schiacciato dalla tv, per ribadire che la settima arte deve continuare ad avere un posto importante nelle nostre vite e che essa, per andare avanti, non può fare a meno dei cinema.