Cinque falsi miti sull'estate sfatati per godersi al meglio le vacanze

Quanto bisogna aspettare dopo un pasto per fare il bagno? L'ombrellone protegge dai raggi UV? Sfatiamo qualche falso mito sull'estate.

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Esistono delle leggende metropolitane che ci raccontano fin da piccoli a cui siamo, molte volte, legati. Alcune sono mezze verità, altre sono del tutto inaccurate scientificamente... mentre altre possono essere davvero scomode da attuare. Come avete capito già dal titolo, quest'oggi parleremo dei falsi miti che si sentono durante l'estate e, sopratutto, nel luogo più trafficato durante questo periodo: la spiaggia.

Aspettare tre ore dopo aver mangiato prima di farsi il bagno

Diciamocelo pure: aspettare tre ore da piccoli per farsi il bagno dopo un pasto era davvero orribile. Secondo quello che ci dicevano, infatti, tuffarsi nell'acqua fredda dopo aver mangiato poteva provocare una congestione, che porta a sintomi come nausea, vomito, dolori addominali e perdita di coscienza.
Il nostro corpo, tuttavia, è una macchina perfetta poiché è in grado di distribuire l'apporto di sangue nei vari organi durante la fase digestiva. Si tratta di una mezza verità perché se l'acqua è molto fredda (cosa davvero difficile in estate) e ci si trova in piena digestione "pesante" - dopo aver mangiato molto - il contatto con l'acqua fredda potrebbe provocare uno shock termico e conseguentemente la congestione. Per questo è consigliato mantenersi leggeri. Tuttavia, non esistono riscontri che impongano di attendere le "infinite" tre ore dall'ultimo pasto prima di fare il bagno.

Se sei già abbronzato o con la pelle scura la crema solare non serve

Una cosa che viene spesso sottovaluta al mare è la crema solare, importantissima non solo ad evitare una scocciante scottatura, ma anche altri problemi, come l' invecchiamento precoce della pelle, eritemi e il tumore alla pelle (il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni).
Innanzitutto la crema deve essere spalmata almeno mezz'ora prima dell'esposizione solare per avere una reale efficacia protettiva. Ogni volta che si fa il bagno o si suda troppo, inoltre, va rimessa. Chi dice, inoltre, di non aver bisogno della protezione solare perché si è già abbronzati sbaglia, e di grosso anche. Sulla pelle, infatti, sono presenti delle proteine strutturali che tendono a rovinarsi in presenza di una dose eccessiva di calore.

Urinare sule punture di medusa fa passare l'irritazione

Questa volta ci troviamo davanti a una incorrettezza scientifica che si è fatta largo nelle credenze comuni come una sorta di rimedio "miracoloso" per contrastare l'azione urticante delle punture di meduse... una tecnica quasi al pari della medicina cinese. L'urina, infatti, non ha alcun effetto sul fastidioso tocco delle meduse.
Il suo ph non è sufficientemente acido da neutralizzare l'alcalinità della sostanza urticante prodotta dalla tentacolosa creatura. Oltre il danno anche la beffa, poiché potrebbe anche aumentare l'irritazione della pelle. Non esistono, infatti, studi che confermino l'utilizzo di questa scomoda tecnica. Esistono metodi più accessibili (e molto meno imbarazzanti) che dovrebbero essere seguiti in questi casi, basta andare in farmacia.

Per ripararsi dai raggi solari basta l'ombrellone

Poiché sotto all'ombrellone si sta al fresco, molti pensano che siano protetti completamenti dagli effetti del Sole. Sbagliato. Ad abbronzare la nostra pelle sono i raggi ultravioletti (UV), delle radiazioni elettromagnetiche. Quest'ultima viene emessa dalla nostra stella preferita in: raggi UV-A, UV-B e UV-C. I raggi UV-C, i più dannosi, sono per fortuna completamente filtrati dall'atmosfera e non raggiungono la superficie terrestre. I raggi UV-A e i raggi UV-B sono invece bloccati solo in parte dall'atmosfera, e possono determinare sia l'abbronzatura che le scottature; tuttavia, i raggi UVA - che compongono il 95% della radiazione solare che arriva sulla Terra - penetrano nella pelle più profondamente.
Le radiazioni solari, inoltre, riescono ad attraversare con facilità molti tipi di tessuti, compreso quello dell'ombrellone, raggiungendo la pelle. Uno studio ha anche affermato che acqua e sabbia riflettono i raggi solari, il Sole quindi colpisce indirettamente il nostro corpo. La soluzione? L'uso della crema solare.

Tagliare il pelo del cane in estate lo farà sentire più fresco

I migliori amici dell'uomo non soffrono il caldo come noi esseri umani (fortunati loro). A cosa devono questo "potere speciale"? Al pelo, un termoregolatore per eccellenza, che li raffredda in estate e li riscalda in inverno. Non è solo l'uomo ad essere una macchina perfetta che riesce ad adattarsi, anche gli animali lo fanno.
Ad esempio, il cane fa la muta due volte l'anno, quando c'è caldo e quando c'è freddo per combattere al meglio questi effetti climatici.
Il tutto avviene - detto in modo semplice - sopratutto grazie al "sottopelo", che può variare di molto in base alla razza. Inoltre, rasando il migliore amico dell'uomo si rischia di esporre la sua pelle al Sole, che potrebbe scottarsi. Quindi, rasarli non li farà sentire assolutamente più freschi e si rischia addirittura di metterli in pericolo. Ovviamente, accorciare leggermente il pelo, a causa di nodi e altri problemi relativi alla lunghezza, non crea alcun problema.