Come Goodyear spiccó il volo: storia del dirigibile diventato un'icona pop

Storia del famoso dirigibile Goodyear Blimp, diventato in oltre 100 anni una vera e propria icona pop, unica e riconoscibile.

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Non venderai mai nulla se non sai raccontare nulla. Lo diceva Beth Comstock e ci è sembrata una citazione appropriata per iniziare un articolo dedicato al Goodyear Blimp, il mitico dirigibile che ha accompagnato il celebre marchio di pneumatici in più di 100 anni di vita commerciale e lo ha reso riconoscibile in tutto il mondo, testimoniando anno dopo anno le novità tecnologiche dell'azienda. Del resto Goodyear è sempre stata attratta dalle novità: poco dopo la sua fondazione, avvenuta nel 1898, si è subito interessata all'automobile.
Suoi furono i pneumatici montati sulla prima vettura prodotta in serie, la leggendaria Ford Model T lanciata nel 1908, la società però ha sempre differenziato tantissimo i suoi obiettivi, interessandosi ad esempio al mondo aerospaziale e allo Spazio (aiutando la NASA in diverse missioni e arrivando sulla Luna nel 1971) come a quello dei dirigibili.
È il 1917 quando il B1, il primo prototipo del Blimp, si affaccia per la prima volta nei cieli di Chicago. Sin da subito è apparso come il mezzo perfetto per mostrare al pubblico le grandi capacità di Goodyear, parlando in modo chiaro e sognante - e dunque facendo un marketing particolarmente brillante e funzionale.

Seppur creato per trasportare velocemente ricambi aerei, sono bastati pochi anni perché il Blimp diventasse qualcosa di più di un semplice mezzo di trasporto. Nel 1930 avvengono le prime prove tecniche di pubblicità luminosa, con il Blimp Defender che diventa il primo dirigibile al mondo a montare un'insegna fatta di luci, utilizzabile anche di notte.
Verso la metà degli anni ‘50 invece il grande salto: il dirigibile Goodyear buca lo schermo della televisione, trasmettendo a sua volta immagini aeree particolarmente suggestive in diretta nazionale.

Un'icona pop

È l'inizio di un climax inarrestabile. Nel 1965 il Goodyear Blimp Mayflower fa addirittura capolino nel film dei Beatles Help!, diventando di fatto un'icona pop universalmente riconosciuta, mentre appena due anni dopo si presta a trasmettere spettacolari riprese dall'alto del Super Bowl ‘67 giocato a Los Angeles. Ogni cittadino americano, alla fine degli anni ‘60, conosce il leggendario dirigibile Blimp, il suo successo però supera anche l'oceano e giunge fino in Europa.
È il 1972 quando la flotta Goodyear Blimp diventa internazionale, grazie al primo volo europeo fra l'Inghilterra e la nostra Italia portato a termine con il modello GZ20A. Il marchio di pneumatici, in quegli anni protagonista imprescindibile del mondo del motorsport, porta il suo gigantesco pallone aerostatico sui cieli di Le Mans nel 1973, fino a debuttare nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles - dove furono addirittura due i Blimp a volare insieme nel cielo.
Nel 1989 invece il simbolo Goodyear diventa un fondamentale mezzo di soccorso: un terremoto violento si abbatte sulla città di San Francisco e il Blimp Columbia diventa un mezzo sicuro per aiutare la popolazione in difficoltà.

Sospende così le riprese aeree della World Series di baseball per mettersi al servizio della comunità. Dopo un periodo di quiete apparente, il 2020 ha segnato il ritorno in pompa magna del grande Blimp in Europa, con una nuova base creata ad hoc a Friedrichshafen, in Germania.

Un ritorno in grande stile

Nonostante tutte le difficoltà legate al Coronavirus, il Blimp attuale ha avuto non pochi impegni verso la fine dell'estate, con un fitto calendario di appuntamenti motorsport - con tappe alla 24 Ore di Le Mans e al WTCR al Nurburgring. A oggi il Goodyear Blimp è presente anche sui social network, dove ha un hashtag dedicato (#GoodyearBlimp), e le sue foto vengono regolarmente postate sull'account @goodyeareurope. Il Blimp 2020 è un bestione lungo 75 metri, all'incirca quanto due balenottere azzurre; è grande 8,45 metri cubi e servirebbero 25 milioni di bottigliette per riempirlo di acqua - come si legge nel corso del "tour virtuale" creato da Goodyear in una pagina apposita del suo sito europeo.
All'interno del Blimp sono ammessi 2 piloti e fino a un massimo di 14 passeggeri, mentre da terra bastano tre addetti al decollo per farlo partire. La velocità massima che il Blimp attuale può raggiungere è di 125 km/h, dunque è come viaggiare in autostrada senza lo stress del traffico, a un'altezza di crociera ideale di 300 metri - per capirci siamo molto vicini alla punta della Torre Eiffel.

La cabina di pilotaggio è complessa quasi quanto quella di un aereo, come potete vedere dalle immagini allegate all'articolo, da italiani speriamo soltanto di vederlo presto nei nostri cieli. Del resto parliamo di un'icona ultra centenaria che non accenna a invecchiare e che conserva inalterato il suo tradizionale fascino.