Cos'è e come funziona Bitcoin: scopriamolo insieme a Young Platform

Da Satoshi Nakamoto alla crisi finanziaria globale, dal mining all'halving. Scopriamo la storia e le regole di Bitcoin.

Cos'è e come funziona Bitcoin: scopriamolo insieme a Young Platform
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Mentre il mercato è letteralmente in subbuglio per via della decisione della Cina di bloccare le transazioni in criptovalute, nel resto del mondo sempre più persone cercano in qualche modo di entrare a far parte di questa gigantesca ondata d'innovazione. Del resto, tra blockchain e finanza decentralizzata, è davvero difficile ignorare la portata di ciò che sta succedendo. Prima di investire, però, sarebbe opportuno scoprire oggi la tecnologia che si nasconde dietro a questo affascinante mercato, per acquisire consapevolezza e strumenti utili a prendere delle decisioni domani.

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato l'incredibile storia di Young Platform, un ecosistema nato dalla mente di sei giovani appassionati che hanno dedicato molti sforzi nel fornire ai loro utenti le basi teoriche da cui partire per entrare nel mondo delle criptovalute. Con quest'idea in mente nasce la Academy di Young Platform, un portale nel quale gli utenti possono trovare molte informazioni per poter maturare il proprio senso critico nel mondo delle cripto.
Proprio con l'aiuto di Young Platform, ripercorriamo insieme la storia di Bitcoin e i suoi punti di forza, torniamo indietro nel tempo e scopriamo quali idee l'hanno reso quello che è oggi.

Prima di tutto, la storia

Satoshi Nakamoto è un nome ricorrente quando si parla di criptovalute. Il motivo è presto detto: si tratta dello pseudonimo del creatore della blockchain.

Un vero genio, che è riuscito a nascondere la propria identità nel corso degli anni, nonostante la portata rivoluzionaria della propria visione. Rivoluzionaria perché Nakamoto ha di fatto segnato un punto di rottura con l'economia tradizionale, creando un sistema finanziario decentralizzato in grado di fare a meno di organismi centrali, sicuro e soprattutto trasparente. Ma ci arriveremo più avanti.
Come racconta anche la Academy di Young Platform, la nuova era ha inizio il 3 gennaio 2009 alle ore 18:18, con la frase "The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks".
In questo preciso istante la prima transazione, caratterizzata da questa storica incisione, prende il suo posto nel Blocco di Genesi. Il primo blocco della catena, dove tutto è cominciato e a cui anche i successivi blocchi saranno collegati.

La frase ci racconta anche delle motivazioni che hanno spinto Satoshi Nakamoto a creare questo sistema, secondo la sua narrativa e la sua visione della finanza. La crisi finanziaria, i titoli sui giornali, il Cancelliere che ipotizza un secondo salvataggio per le banche.

Scelte giuste al momento giusto

Per comprendere appieno il valore filosofico delle criptovalute, è necessario prima di tutto acquisire i concetti di base delle tecnologie che ne costituiscono l'ossatura.

Come dice la parola stessa, la blockchain è una catena, una lunga serie di elementi strettamente collegati fra loro con il Blocco di Genesi all'inizio, ma senza una fine.

Un blocco può essere definito come un contenitore. Una tabella, all'interno della quale vengono registrate le transazioni che gli utenti effettuano con una specifica moneta. Si tratta, in qualche modo, di un gigantesco estratto conto mondiale, in cui tutti i pagamenti effettuati da chiunque in tutti gli angoli del pianeta vengono registrati all'interno di un blocco.

Ogni singolo scambio di Bitcoin finirà all'interno di uno specifico blocco e in questa posizione resterà anche dopo anni, in totale trasparenza, per la libera consultazione. Naturalmente, i dati di mittente e destinatario non saranno accessibili a tutti, poiché la blockchain ha un legame indissolubile con un'altra tecnolgia, la crittografia.
Se la blockchain è l'ossatura del sistema decentralizzato di cui il sistema Bitcoin è l'apripista, la crittografia è la sua cartilagine e permette a tutta la struttura di non collassare. Oltre a garantire l'integrità e la riservatezza delle singole transazioni, infatti, costituisce anche il punto di ancoraggio di ogni blocco al successivo.

Nonostante quello di Bitcoin sia un sistema completamente virtuale, riesce allo stesso tempo a essere estremamente sicuro e soprattutto privato. Ogni transazione risulta, infatti, protetta attraverso la chiave del mittente, dal codice identificativo del destinatario e nel complesso da quella che in informatica viene chiamata funzione crittografica di hash.

Cosa c'entra il mining

Chiunque abbia il nostro portale tra i preferiti saprà, almeno superficialmente, che cos'è il mining. Questa pratica è spesso associata alle schede video e, come abbiamo provato a spiegare nel nostro approfondimento sul perchè si utilizzano le GPU nel mining, si tratta di un tassello fondamentale dell'ecosistema della blockchain.

Il mining viene spesso etichettato come una pratica inutile che serve a dare potenza di calcolo per guadagnare Bitcoin. In realtà le cose non stanno esattamente così, poiché il mining è proprio quel meccanismo che permette al sistema Bitcoin di essere decentralizzato e di fare a meno di un organismo di supervisione.
Questo meccanismo ha lo scopo di decifrare ogni singola transazione presente all'interno dei blocchi e di validarla. In pratica, il mining è la banca di Bitcoin e veglia sui nostri risparmi.

Senza il mining, chiunque potrebbe scrivere all'interno di un blocco di aver ricevuto una data somma di denaro e al contempo validare questa transazione come corretta.

Fortunatamente esistono milioni di macchine in tutto il mondo che lavorano incessantemente per evitare che questo accada.
I computer dedicati al mining lavorano costantemente per decifrare le transazioni attraverso innumerevoli tentativi. Il primo computer che arriva alla soluzione di un intero blocco, validandolo, sarà eligibile per l'assegnazione di un premio in Bitcoin. Questo premio però non è immediato, ma verrà assegnato solamente dopo che anche la maggior parte di tutti gli altri computer collegati alla rete di mining gli avrà dato ragione. Un meccanismo estremamente semplice nella sua complessità, che affonda le sue radici nella più pura delle democrazie.

Il premio che verrà assegnato al miner che per primo valida un blocco sarà costituito da Bitcoin di nuova immissione. Questo, di fatto, è il meccanismo con cui il sistema Bitcoin crea nuovo denaro circolante.
Alla luce di queste informazioni, vien da sé che qualora nel 2009 non ci fosse stata una risposta su scala globale da parte di utenti interessati a concedere alla blockchain le proprie macchine, probabilmente ben poco di ciò a cui stiamo assistendo sarebbe mai esistito.

Scelte giuste al momento giusto

C'è un motivo se un Bitcoin oggi vale migliaia di dollari. O meglio, ce ne sono molteplici. Prima di tutto, si parla di disponibilità.
Come ogni bene poco reperibile, anche Bitcoin è estremamente raro. Al mondo non potranno mai esistere più di 21 milioni di Bitcoin e, al momento, ci avviciniamo ai 19 milioni di monete emesse.

Anche questa decisione si deve a Satoshi Nakamoto che voleva creare una moneta desiderata, come l'oro, il cui valore era stabilito semplicemente dal mercato. Paradossalmente, però, il valore di un singolo Bitcoin al momento l'ha reso molto meno versatile come moneta di scambio, facendolo diventare per molti un vero e proprio investimento dove conservare parte del proprio patrimonio. Le dinamiche che hanno portato il valore a salire così vertiginosamente sono frutto di precise strategie e di una lungimiranza fuori dal comune.

In questo contesto introduciamo il concetto di Halving, un aspetto fondamentale di Bitcoin che, a suo modo, ne determina anche il valore.
Ebbene, con il termine Halving si intende un processo che consente a Bitcoin di non svalutare ma, anzi, di acquisire valore con il passare del tempo e consiste nel dimezzamento del premio in palio per ogni blocco validato attraverso il mining. Ora, probabilmente, tutto diventerà ancora più chiaro.

Agli inizi, la validazione di un blocco valeva un premio di "ben" 50 Bitcoin, per un valore complessivo di meno di 50 Euro nel 2011. L'halving avviene, secondo il programma prestabilito, ogni quattro anni oppure ogni 210.000 blocchi. Il primo è avvenuto nel 2012, portando il premio dai 50 Bitcoin originari ai successivi 25. Attualmente, dopo l'halving del 2020, il premio per la chiusura di un blocco è di 6.25 Bitcoin che, alle cifre attuali, corrispondono a oltre 200.000 euro.
Il prossimo avverrà nel 2024 e complessivamente assisteremo a 32 halving nella storia di Bitcoin, finché non si raggiungeranno i 21 milioni di monete circolanti e cesserà pertanto la creazione di nuovi Bitcoin.

A questo proposito, nel futuro di Bitcoin si stagliano tante possibilità e anche qualche incognita. Ci sono, per esempio, numerosi miner che vorrebbero la rimozione del cosiddetto hard cap di 21 milioni, per ovvie ragioni, ma questo desiderio di alcuni si scontra con la dura realtà: senza questa regola fondamentale, l'intero sistema collasserebbe sotto il peso della sua natura volatile.
Senza il limite, Bitcoin sarebbe come le altre monete, soggetto a svalutazione per via della creazione di nuovo contante, con effetti catastrofici su tutto il tessuto finanziario che si sta creando intorno a esso. In ultimo, a farne gran parte delle spese sarebbero proprio i miner, che vedrebbero perdere di valore i loro stessi guadagni.

Una cosa è certa. Quel visionario di Satoshi Nakamoto sembra averle azzeccate proprio tutte con la creazione di Bitcoin e delle sue regole. Una visione per certi versi utopica, alla base di quella che molto probabilmente è la più grande rivoluzione economica del ventunesimo secolo.