Cosa accadrebbe se la Terra smettesse di girare?

Se la Terra all'improvviso non dovesse più ruotare, cosa ci succederebbe? Proviamo ad analizzare insieme alcune delle catastrofiche conseguenze.

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Durante tutta la nostra esistenza come esseri umani su questa Terra, le domande che ci siamo posti sono davvero tante: alcune di un certo spessore filosofico come le famose "Chi siamo", "Da dove veniamo", "Dove Andiamo"; altre meno comuni e stravaganti come quella che ci siamo posti non molto tempo fa sugli effetti della scomparsa della Luna sulla Terra e, guarda caso, come quella che ci poniamo oggi.
Se la Terra smettesse di girare, all'improvviso e di colpo, cosa potrebbe succederci? Il nostro caro e vecchio pianeta invece, quali conseguenze dovrebbe affrontare? Non ci resta che lanciarci in questa analisi al limite della fantascienza, in cui il finale - come potete immaginare - non è di certo dei più rosei.

La Terra è turbolenta, ma non ce ne accorgiamo

Prima di iniziare a parlare dei disastri che già sicuramente starete immaginando è giusto fare un ragguaglio sulle "statistiche" della Terra. Sì, perché il nostro pianeta è tutt'altro che quieto, ed anzi dispone di considerevoli velocità e movimenti che ci consentono di paragonarlo ad un proiettile vagante. Come sappiamo tutti la Terra gira intorno al Sole in 365 giorni, 5 ore e 48 minuti compiendo la sua rivoluzione nel cosiddetto "anno solare". Per compiere questa folle corsa nello spazio va alla velocità media di 107.210 km/h, o per renderlo più breve in 29,8 km/s. Oltre alla rivoluzione sappiamo, ovviamente, che c'è anche la rotazione: il tempo in cui la Terra compie un giro completo sul proprio asse è di 23 ore, 56 minuti e 4 secondi, il giorno sidereo. La velocità a cui questo avviene non è alla pari di quella della rivoluzione terrestre ma siamo comunque su livelli interessanti: 1668km/h all'equatore.
Bisogna ricordarsi però che, parlando di una sfera che ruota, le velocità sono angolari e che quindi cambiano a seconda di dove ci si trova sull'oggetto in sé, in particolare a seconda della latitudine: al centro esatto del polo Nord infatti, questa velocità è 0.

Alle nostre latitudini ci dovremmo ritrovare con circa 1260km/h di velocità angolare, eppure ci sentiamo immobili e non avvertiamo nulla di tutto questo trambusto. La risposta è piuttosto semplice e si può riassumere in concetto solo: il principio di inerzia.
Nessuna forza esterna disturba il movimento della Terra: è quello che si definisce un moto rettilineo uniforme e noi ci siamo proprio dentro, da miliardi di anni.

Il nostro corpo non è capace di accorgersi della velocità, ma solo delle "accelerazioni": quando siamo in macchina, ad esempio, con una velocità bene o male costante, ci accorgiamo di muoverci e di essere in movimento solo in maniera indiretta, ovvero grazie al paesaggio che cambia, al rumore dell'auto e dell'attrito dell'aria, alle vibrazioni e via dicendo.
Se con la stessa velocità venissimo teletrasportati nel vuoto, con totale assenza di punti di riferimento non ci accorgeremmo di nulla, eccetto per le frenate o le accelerazioni improvvise (che genererebbero delle forze, rilevabili).
Ecco svelato il mistero dell'apparente staticità terrestre, e ora che ne sappiamo un po' di più, possiamo chiederci: cosa succederebbe se la terra frenasse di botto, in zero secondi e in zero metri?

Benvenuta apocalisse

L'effetto più grave, al quale nulla potrebbe sfuggire, sarebbe l'essere sbalzati da ovest verso est alla velocità corrispettiva della propria latitudine. In pratica noi italiani ci ritroveremmo a viaggiare ad oltre 1260 km/h per migliaia di chilometri, con praticamente nessuna possibilità di frenare. Ma non solo noi: tutto subirebbe questa impressionante decelerazione ritrovandoci scaraventati insieme a foreste, edifici, mari e probabilmente persino le montagne. Essendo l'aria un "fluido" ideale in cui siamo immersi, niente avrebbe scampo, nemmeno uccelli o aerei non aderenti al terreno. Come se non bastasse, si verrebbero a creare degli tsunami di dimensioni bibliche, persino peggiori di quelli che potrebbero essersi verificati su Marte, capaci di sommergere intere zone continentali (potremmo dire addio all'intero Portogallo e a buona parte della Spagna).

L'aria infine, viaggiando ad una velocità oltre quella del suono, creerebbe una forza erosiva senza precedenti (capace di smussare colline e montagne in pochissimo tempo), e le polveri e le rocce coinvolte in questo turbinio sarebbero così veloci da provocare scintille e turbinii di fuoco. L'unico modo per evitare questa catastrofe sarebbe ritrovarsi esattamente al centro di uno dei due poli e osservare la tempesta finale dirompere su tutto il pianeta. In realtà neanche lì saremmo al sicuro in quanto, dopo poco tempo, ci sarebbero molte altre conseguenze.

Nuovi continenti e un nuovo volto al pianeta

Se, miracolosamente, dovessimo sopravvivere a questa prima catastrofe, dovremmo ritrovarci faccia a faccia con il secondo, colossale, problema: la ridistribuzione delle masse d'acqua. La Terra non è una sfera omogenea, è composta da molti pezzi messi insieme, sia solidi sia liquidi.
Proprio questi ultimi, per colpa della rotazione terrestre, risentono di più di questo tipo di movimento e si adagiano per lo più a livello dell'equatore, dando al nostro pianeta l'aspetto ellittico e cicciotto, non perfettamente sferico, che conosciamo.

Alla fine della tempesta di cui abbiamo parlato prima, le masse d'acqua non tornerebbero al loro posto, ma si spingerebbero in maniera più uniforme seguendo solo la forza di gravità, e in particolar modo tenterebbero di riversarsi in direzione dei poli. Tutti i mari e gli oceani si ritroverebbero disposti al polo Nord e al polo Sud, diradandosi quasi completamente dalla fascia equatoriale e lasciando spazio ad un unico, grande e lunghissimo continente a mo' di anello intorno al pianeta.

Ci ritroveremmo in una nuova Pangea, magari ribattezzata "Anellide", a dividere i due colossali "Oceani Polari". Sorgerebbe un nuovo "tetto del mondo" e l'Himalaya sarebbe soltanto un ricordo dato che le catene montuose marine si ritroverebbero emerse, con punte di circa 13 km (e ricordiamolo, l'Everest è appena 8,84 km).

Giorno e notte lunghe un anno

Anche la durata delle ore diurne e notturne cambierebbe radicalmente. In particolar modo il giorno durerebbe la bellezza di 6 mesi, e stesso discorso per la notte. Di conseguenza, le abitudini di tutti gli esseri viventi (qualora ne fosse rimasto qualcuno in vita) sarebbero compromesse, lasciando spazio solo ed esclusivamente al caos totale. Sebbene la Terra non sia "bloccata marealmente" rispetto alla nostra stella (abbiamo immaginato infatti che smettesse di girare, e non che mostrasse sempre la stessa faccia al Sole - più pericoloso che mai), gli emisferi diurni e notturni si ritroverebbero ad affrontare temperature davvero ardue per sostenere la vita, e darsi il cambio ogni 6 mesi non sarebbe di così grande aiuto.

Ad aggravare la situazione ci sarebbe il fatto che, non circolando più l'aria - mancando la rotazione terreste - non sarebbe possibile avere nemmeno lievi brezze o ricicli provenienti dalla zona in ombra. Sarebbe un mero alternarsi di due stagioni, lunghe metà anno: una rovente oltre l'immaginabile, e l'altra con temperature rigide ed estreme.

Le radiazioni ci friggerebbero

Qualora trovassimo un modo per sopravvivere a tutte queste disgrazie, magari traslocando su navi spaziali per poi ritornare sul nostro pianeta natio a fatto compiuto, avremmo comunque da affrontare il problema finale, quello che porrebbe la parola "fine" a tutto ciò che consideriamo vita: le radiazioni.
La rotazione terrestre, insieme al vorticare del nucleo - che sembra essere solido, ma è più morbido di quanto si pensasse - è uno degli aspetti primari per il corretto funzionamento del nostro campo magnetico, che ci protegge da bene o male il 90% delle cose che nell'Universo potrebbero polverizzarci in un secondo. È il nostro scudo contro i potenti venti solari, pieni di particelle cariche, contro i raggi ultravioletti e contro i micidiali raggi cosmici extrasolari. Senza di esso ci ritroveremmo esposti e privi di difesa: la vita e tutto ciò che si ritroverebbe esposto verso il Sole, verrebbero polverizzati in pochi istanti.

A conti fatti però, nella realtà, non c'è davvero una possibilità concreta che tutto ciò si possa realizzare. La Terra sta rallentando la sua rotazione, a causa della Luna e del suo "attrito gravitazionale", ma è un processo davvero lungo e parliamo di un cambiamento su scala galattica, il che ci conferma che possiamo dormire sogni tranquilli: per un'altra decina di miliardi di anni il nostro pianeta girerà senza alcun problema, e noi non dovremo preoccuparcene (anche perché fra 4 miliardi di anni il nostro più grande problema diverrà il Sole, ormai divenuto una gigante rossa morente pronto ad inglobarci).
Per allora forse l'umanità avrà persino dimenticato il suo luogo di origine e governerà le stelle, ma se così non fosse vorrà dire che, molto più semplicemente, non ci sarà più nessun genere umano che possa preoccuparsi di tali accadimenti.