Cosa ci ha insegnato Oumuamua, l'asteroide interstellare giunto dalla Via Lattea

L'arrivo dell'asteroide interstellare Oumuamua ha portato la comunità astronomia a dei risultati scientificamente rilevanti.

speciale Cosa ci ha insegnato Oumuamua, l'asteroide interstellare giunto dalla Via Lattea
Articolo a cura di

Oumuamua (oh MOO-ah MOO-ah) è il primo asteroide interstellare mai avvistato da noi essere umani, un oggetto che non proviene dalle fasce di asteroidi o comete del sistema solare ma che sarebbe nato in un altro sistema planetario della Via Lattea. Chi ci segue avrà già più volte letto i nostri speciali sull'arrivo di questo asteroide, sulle sue presunte origini e sul suo burrascoso viaggio, tutti scaturiti da diverse ricerche avviate da scienziati di tutto il mondo, che non hanno tardato ad avviare gli studi sul corpo estraneo avente una traiettoria e una velocità estremamente bizzarre: la prima è di tipo iperbolico (come mostra la prossima immagine) mentre la seconda è decisamente elevata, che dovrebbe tendere a circa 26 km/s una volta fuori dal sistema solare.

La scoperta e lo studio scientifico

Inizialmente si pensava che si trattasse di una cometa, ma il passaggio del corpo in prossimità del sole non ha mostrato nessuna coda dovuta allo scioglimento del ghiaccio, segno che in realtà si tratta di un asteroide. Traiettoria e velocità hanno dimostrato che l'oggetto sarebbe potuto arrivare solo da un'altra stella, percorrendo parte della Via Lattea: anche i materiali hanno evidenziato l'esposizione alle radiazioni, con il colore della sua superficie che si presenta per lo più rosso per via dell'esposizione ai raggi cosmici.

L'analisi della luminosità ha evidenziato un fenomeno ciclico secondo il quale ci sarebbero dei picchi in cui questa risulta maggiore: una forma a "sigaro" spiegherebbe il fenomeno, in quanto Oumuamua potrebbe riflettere molta più radiazione solare quando la sua massima estensione in lunghezza è visibile dal nostro pianeta. Dunque velocità, traiettoria, materiali, riflettività, forma curiosa e soprattutto provenienza hanno contribuito a far diventare Oumuamua una specie di rockstar studiata in tutto il mondo da diversi team di ricerca.

Cosa abbiamo imparato da Oumuamua

Una delle rivelazioni più interessanti di questo visitatore arriva dai ricercatori del NASA's Goddard Space Flight Center, che hanno mostrato come l'asteroide si incastri perfettamente nelle teorie sulla formazione di pianeti, comete e asteroidi stessi. Sembrerà banale dirlo, ma ogni volta che avviene un fenomeno scientifico e si scopre un oggetto mai studiato prima è doveroso accertarsi che le teorie già affermate non vengano messe in discussione e che siano coerenti con quanto osservato.
Quando il 19 ottobre del 2017 l'astronomo Rob Weryk dell'università delle Hawaii ha avvistato l'asteroide interstellare tramite il Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS1) era chiaro che la portata della scoperta non sarebbe stata certo piccola. Per l'astrofisica Elisa Quintana del Goddard "verosimilmente l'oggetto è stato espulso da un sistema stellare distante. Il fatto interessante è che questo oggetto da solo, che viaggia così velocemente, può aiutarci a mettere dei paletti sul nostro modello di formazione dei pianeti".

Oumuamua si è avvicinato al Sole ed è fuggito via il 19 settembre alla velocità di circa 87 km/s, un comportamente tipico delle comete provenienti dalla parte più esterna del nostro sistema solare (la Oort Cloud). Come vi abbiamo già detto, l'asteroide interstellare non ha mostrado la coda tipica di una cometa, il che ha evidenziato la sua natura arida.
Un oggetto del genere può essersi formato, secondo le teorie attuali, tramite consolidazione di particelle di polvere, gas e ghiaccio presenti in un gigantesco disco attorno alle stelle giovani, esattamente come i pianeti. Mentre gli oggetti che si formano in prossimità di una stella sono troppo caldi per avere una superficie ghiacciata, quelli che nascono più lontani diventano comete. Chiaramente la prima regione è più piccola della seconda.

Dunque se Oumuamua si è formato in una piccola regione attorno a una stella, come ha fatto a essere espulso dal suo sistema planetario? Sembra estremamente difficile che l'asteroide possa essere sfuggito al tiro della sua stella cominciando il suo viaggio nello spazio interstellare.
Nel precedente articolo vi abbiamo parlato della possibilità che l'asteroide sia stato buttato fuori da un sistema binario di stelle, ma è anche possibile che Oumuamua sia stato lanciato via a causa di un pianeta gigante gassoso (come Giove) avente un'orbita instabile: l'immensa massa di questi oggetti è tale da poter espellere al di fuori del sistema planetario stesso del materiale. Tra l'altro l'attrazione di questi pianeti immensi è così grande che tutto il materiale che viene lanciato nello spazio viene distrutto in molti pezzi: questo spiegherebbe la strana forma allungata di Oumuamua.
Questa teoria chiarisce la natura del primo asteroide interstellare avvistato, allineandola con quello che sappiamo sulla formazione dei pianeti e degli asteroidi attorno alle stelle. Chiaramente le ricerche scientifiche su Oumuamua continueranno nei mesi a venire e, come sempre, vi aggiorneremo su queste pagine ogni voltà che verrà annunciato un risvolto interessante.