Cosa succederebbe se le api si estinguessero?

Le api, simbolo di laboriosità da quando l'uomo ne ha memoria, sono in pericolo. Ci siamo chiesti: cosa succederebbe se scomparissero? Niente di buono.

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Tutto ciò che esiste sulla Terra è lì per una ragione. Tutto fa parte di un ciclo. Un minimo cambiamento a questa sequenza perfetta potrebbe portare a risultati catastrofici e nefasti, sia per l'essere umano sia per il resto della vita. Le api ad esempio, creature molto spesso sottovalutate, sono indirettamente responsabili di molte cose buone su questo bel pianeta.
Sono insostituibili per (detto semplicemente) far sbocciare diversi tipi di fiori e piante. Non sono gli unici insetti impollinatori certo, ma lavorano più di tutti. Già da questo incredibile dato di fatto è facile capire quanto sia importante la presenza di queste creature sul nostro pianeta. Ma cosa accadrebbe se le api scomparissero? SPOILER: nulla di buono.

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Esistono oltre 16.000 specie conosciute di api in tutto il mondo e sono suddivise in sette grandi famiglie. Troviamo questi insetti in tutti i continenti tranne - per ovvie ragioni - in Antartide. Quella delle Apidae è forse la famiglia più conosciuta, con membri famosi come l'ape mellifera e il calabrone. Molti di questi insetti si sono evoluti insieme ai fiori, per rendere più facile l'operazione di estrazione del polline e per permettere alla pianta di diffondersi e quindi sopravvivere.
Come tutti sappiamo, le api sono quasi indispensabili per l'impollinazione. Come funziona? Si tratta del trasferimento del polline dalla parte maschile del fiore, l'antera, allo stigma, la parte femminile. Il "figlio" che andrà a nascere sarà poi un seme, una noce o un frutto. Alcune piante fanno affidamento sugli insetti per il loro processo di impollinazione, mentre altre possono autoimpollinarsi o fare affidamento sul vento. L'evoluzione non ha voluto dare "troppo potere" alle api, nonostante ciò, gli effetti della loro scomparsa sarebbero notevoli. Vediamo in che modo.

Addio caffè

Se tutte le api del mondo si estinguessero ci sarebbero importanti effetti in tutti gli ecosistemi. Ci sono piante che possono farne a meno, ma un buon numero di questi vegetali sono impollinati esclusivamente dalle api, e morirebbero senza intervento umano. Ciò altererebbe la composizione dei loro habitat e, a loro volta, la loro scomparsa influenzerebbe le reti alimentari di cui fanno parte.
Inoltre, uccelli (alcuni volatili hanno una dieta basata su questi impollinatori, cibandosene) e mammiferi possono fare affidamento su bacche, semi e alcuni frutti e noci che vengono impollinati dalle api. Anche le mucche, ad esempio, mangiano alcuni tipi di erba esistente grazie agli impollinatori.
Ciononostante, l'essere umano non verrebbe annientato da questa (grave) mancanza. In termini di agricoltura, la perdita di api altererebbe drasticamente i sistemi alimentari umani, senza dubbio, ma la maggior parte delle calorie umane proviene ancora dai cereali, impollinati dal vento.

Tuttavia, molta frutta e verdura esiste grazie dalle api, e questi preziosi alimenti non potrebbero essere più coltivati su una così vasta scala.. o così a buon mercato. Quali? Mandorle, mele, albicocche, avocadi, mirtilli, anacardi, caffè, cetrioli, melanzane, uva, kiwi, manghi, pesche, pere, peperoni, fragole, mandarini, noci, prugne, ciliegie e angurie.
La produzione agricola mondiale subirebbe un durissimo colpo e molte industrie sarebbero costrette a chiudere. Ovviamente l'impollinazione manuale è possibile ma, per ovvi motivi, la produzione resterà limitata a livello casalingo e, qualora dovesse trovarsi della frutta difficilmente reperibile, verrebbe a costare - letteralmente - a peso d'oro.

I nemici delle api

Come accennato prima, l'articolo non immagina alcun futuro distopico o fantascientifico, ma potrebbe descrivere semplicemente il prossimo futuro. Le api stanno morendo in tutto in mondo. Diverse popolazioni sono fortemente diminuite in molti luoghi e alcune specie sono considerate in via di estinzione.
Le cause sono diverse e possono essere ricollegate all'uso di insetticidi e diserbanti, perdita di habitat e riscaldamento globale. Oltre ciò, le api hanno un temibile nemico naturale: il varroa destructor, un acaro parassita che attacca le Apis mellifera e Apis cerana ed è capace di sterminare un intero alveare.
L'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha anche confermato che la causa della morte in massa delle api in Europa è, in particolare, ricondotta all'uso di pesticidi neonicotinoidi (l'UE lo scorso anno ha anche vietato l'utilizzo all'aperto di tre di questi pesticidi).
L'inquinamento atmosferico riduce invece la forza dei segnali chimici emessi da fiori, e le api e gli altri insetti hanno difficoltà nel rintracciarli.

Quali sono le soluzioni? Le alternative?

Le api, come detto e fatto intendere, sono insostituibili. Ma se dovessero scomparire si potrebbe fare qualcosa per continuare il ciclo di impollinazione? Si, ma non sarebbe facile. Si potrebbe passare all'impollinazione manuale ad esempio. In alcune parti della Cina gli umani stanno lavorando al posto delle api; l'uso dei pesticidi in alcune zone rurali ha portato ad una drastica riduzione delle popolazioni di questi insetti nella zona.
L'uomo ha dovuto agire in prima persona, trasferendo il polline dal maschio alla femmina. Fattibile sì, ma immaginate di doverlo fare per ogni albero da frutto del pianeta. Esistono però soluzioni più tecnologiche, in linea con l'andazzo della nostra società: api robot. Sicuramente, solo a sentire l'appellativo, la mente ci farà immaginare piccoli autonomi ipertecnologici usciti dal miglior romanzo di fantascienza e capaci di fare 1000 cose contemporaneamente.. Bé, non proprio così, ma simili.

Non sono ovviamente T-300 miniaturizzati, tuttavia, le versioni robot dei nostri insetti impollinatori preferiti sarebbero resistenti (per ovvie ragioni) ai pesticidi, efficienti - quasi - quanto le api, sempre operativi e capaci anche di monitorare in tempo reale le condizioni di salute del fiore. Non è fantascienza, sono i brevetti di alcuni modelli di api-bot. Ce ne sono diversi, di tutte le forme e funzionalità, e il loro uso potrebbe essere essenziale in futuro.
Arrivati quasi alla fine, molti di voi si staranno chiedendo: perché arrivare a tanto? Perché affidarci a questi metodi scomodi, costosi e con un effetto limitato quando la natura ha trovato, dopo milioni di anni di perfezionamento, il modo migliore per farlo? Molto spesso non basta imitare il comportamento di una specie per sostituirla. Lo capiremo mai? Lasciamo al futuro l'ardua sentenza.