Cosa succederebbe se la Terra fosse davvero piatta? Un pandemonio!

Cosa significherebbe vivere realmente su una Terra completamente piatta, per gli uomini e per tutti gli esseri viventi che attualmente la popolano?

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Sfogliando gli archivi della NASA è facile perdersi tra le meravigliose immagini del nostro pianeta che negli anni sono state scattate da sonde, satelliti ed astronauti. Queste foto decorano le pareti delle nostre case, gli schermi dei nostri smartphone e dei nostri desktop e guardarle suscita in noi ancora stupore, un senso di pace e anche un po' di invidia per chi ha potuto guardare la Terra da una posizione così privilegiata, oltre allo spazio profondo, come le avveniristiche foto del James Webb.
Ma questo non vale per tutti, perché per alcuni queste foto rappresentano le prove di un complotto atto a nascondere una verità difficile da comprendere ai più: la Terra è piatta.

Il Terrapiattismo

L'idea della Terra piatta era particolarmente diffusa nell'antichità, parliamo del tempo degli Egizi e dei Babilonesi ma, contrariamente a quanto si possa pensare, che il nostro pianeta fosse un globo era già noto sin dal V secolo a.C.
Il vero e proprio Terrapiattismo ha origini molto più recenti e, più precisamente, affonda le sue radici nel XIX secolo.
Siamo in Inghilterra, dove Samuel Birley Rowbotham, personaggio poliedrico e controverso, poco più che ventenne condusse alcuni esperimenti che lo portarono a formulare una tesi secondo cui la Terra era in realtà un disco piatto.

Si recò presso il Bedford Canal, nella contea di Cambridge, con un telescopio che fissò a circa 20 cm dal pelo dell'acqua: osservando attraverso le sue lenti, affermò di essere in grado di vedere a circa 6 miglia di distanza alcune persone su una spiaggia e, in lontananza, una barca che rimaneva completamente visibile mentre si allontanava. Il poter vedere distintamente e nella loro interezza sia le persone che la barca gli fece concludere che non esistesse curvatura e che, quindi, la Terra fosse piatta.
Pubblicò questi suoi studi all'interno di un libro intitolato "Zetetic Astronomy: A Description of Several Experiments which Prove that the Surface of the Sea is a Perfect Plane, and that the Earth is not a Globe" con lo pseudonimo di Parallax.

Successivamente si dedicò ad altre discipline, ma continuò la sua opera di divulgazione delle sue teorie perfezionando sempre di più la sua abilità di oratore, riuscendo anche ad affrontare le domande più insidiose che gli venivano poste. Alla sua morte, le sue idee vennero portate avante da alcuni dei suoi più ferventi seguaci, come l'americano William Carpenter, che nel 1885 pubblicò un libro dal titolo "One Hundred Proofs the Earth is Not a Globe", nel quale sosteneva le teorie da lui abbracciate.

Sarà, però, l'inglese Samuel Shenton a dare una svolta decisiva alla filosofia Terrapiattista: nel 1956, affascinato dalle teorie di Parallax, decise di fondare la Flat Earth Research Society, le cui redini vennero prese, dopo la sua morte, dall'americano Charles K. Johnson.
Sotto la guida di quest'ultimo, la società raggiunse i 3000 iscritti. Tuttavia, dopo la sua morte, avvenuta nel 2001, l'interesse verso queste teorie sembrò iniziare a scemare. Fu l'avvento dei social, unitamente alla sempre crescente sfiducia nella scienza, a dare un forte contributo alla sopravvivenza di questi gruppi riuniti sotto l'egida della Flat Earth Society, pronti a difendere le loro idee dagli attacchi di coloro che da sempre tentano di confutarle.

La Terra è piatta? Per nostra fortuna no!

Spesso la modalità preferita per affrontare le teorie degli esponenti della Flat Earth Society è l'ironia. La tendenza a deridere le idee altrui, tuttavia, non aiuta mai davvero nella costruzione di un dibattito serio in nessun ambito. Per questo motivo, stavolta, anziché mostrare una raccolta di meme dedicati ai Terrapiattisti cercheremo di fornirvi alcuni dati e scenari da utilizzare in un'eventuale discussione con qualcuno favorevole a tali idee.

Partiamo dal cercare di comprendere che aspetto avrebbe la Terra nel caso in cui fosse davvero piatta: si parlerebbe di un disco avente lo spessore di circa 3000 Km ed un diametro di più o meno 20.000 Km. Immaginando di trovarci sulla sua superficie, esattamente nel punto centrale, ci accorgeremmo subito di quanto la gravità sia inferiore a quella che stiamo attualmente sperimentando. Allontanandoci dal nostro punto di partenza, tuttavia, avremmo la sensazione di camminare lungo una salita dalla crescente inclinazione a causa dell'aumentare della gravità che ci attirerebbe verso il centro dal quale siamo partiti.

Giunti al bordo, il nostro incedere diventerebbe meno faticoso e ci ritroveremmo a dover scalare la muraglia di roccia di questo strano disco per poterne ammirare l'estensione dalla cima, solo che lo scenario che ci troveremmo di fronte sarebbe quantomeno "strano": l'acqua sarebbe tutta convogliata nella parte centrale per effetto della gravità, costituendo un oceano dalla profondità superiore a quelli attualmente esistenti sulla Terra e, allo stesso modo, troveremmo un'atmosfera solamente in corrispondenza dell'enorme specchio d'acqua di cui abbiamo parlato.
Col tempo, l'anello di catene montuose sul quale ci troviamo diventerebbe vittima di una graduale erosione, provocando la caduta del materiale verso il centro e portando, di fatto, il disco ad assumere la forma di una sfera.

Quindi niente più Terra piatta?

Lo scenario appena descritto di fatto sarebbe sufficiente a spiegare l'impossibilità delle teorie Terrapiattiste. Tuttavia, in effetti potrebbe esistere una possibilità per mantenere la forma piatta della Terra, ma questo la renderebbe un luogo infernale e del tutto inabitabile per qualsiasi forma di vita.

Per mantenere la sua forma discoidale il nostro pianeta dovrebbe ruotare a una velocità elevatissima, tale da impedire quanto descritto nel paragrafo precedente, ma questo non renderebbe le cose particolarmente facili a chi volesse abitare questo mondo: la Terra inizierebbe a comportarsi in un modo decisamente differente da ciò che siamo abituati a vivere quotidianamente e diversi fattori contribuirebbero a rendere la superficie un luogo letale per qualsiasi forma di vita.

Ci ritroveremmo - per un tempo estremamente breve, a dirla tutta, dato che in queste condizioni il nostro pianeta finirebbe per disintegrarsi piuttosto rapidamente - a camminare sulla superficie di un mondo privo di un'atmosfera, il ché priverebbe le forme di vita dell'ossigeno e di un campo magnetico, a causa dell'anomalo comportamento del nucleo terrestre: questo ci renderebbe completamente indifesi dal bombardamento dei raggi cosmici e di qualsiasi oggetto in rotta di collisione con noi.

Non esisterebbe l'alternanza notte/giorno e non potremmo osservare diverse porzioni di cielo come ora accade spostandosi da una parte all'altra del globo. L'unico ambito in cui non vedremmo cambiamenti sostanziali sarebbe quello astronomico, con la Luna che continuerebbe il suo moto di rotazione intorno a noi, mostrandoci non soltanto il lato a noi visibile ma anche il suo opposto.
Insomma, lo scenario che andrebbe a delinearsi non sarebbe sicuramente dei più favorevoli per lo sviluppo della vita.

In conclusione?

Potremmo giocare con infinite combinazioni e scenari da creare per provare a sostenere la forma discoidale della Terra, ma nessuna di queste consentirebbe alle forme di vita che abitualmente la popolano di sopravvivere, o allo stesso pianeta di rimanere integro.
In sintesi, quindi, non è tanto una questione ideologica quanto la scienza a rendere irrealistiche le teorie terrapiattiste.

Ciononostante, chissà, potrebbe un giorno capitarvi di affrontare una discussione nella quale qualcuno avanzerà l'idea che in fondo quelle idee non siano del tutto strampalate. A quel punto sicuramente la via più semplice sembrerà essere quella della derisione, che però, come abbiamo già detto, non ha mai portato a dibattiti particolarmente produttivi: per questo, ci auguriamo di avervi fornito alcuni spunti per rispondere a quelle obiezioni con qualcosa di più concreto.

Image credits: FOCUS, THE FLAT EARTH SOCIETY, WIKIPEDIA