Cresce l'IPTV in Italia: il pezzotto è duro a morire, utenti in aumento

E' stato pubblicato il nuovo rapporto FAPAV, che mostra un rallentamento della pirateria ma un aumento dell'utilizzo di IPTV.

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E' stato presentato pochi giorni fa il nuovo rapporto FAPAV-IPSOS sullo stato della pirateria italiana, che mostra dei mutamenti grazie alle nuove tecnologie. Secondo i ricercatori infatti l'arrivo di piattaforme di streaming come Netflix ha riportato molti "scaricatori seriali" di film, programmi e serie TV alla legalità.
La pirateria, pur restando un problema "forte per tutto il comparto industriale", ha registrato una frenata in Italia, soprattutto grazie alle nuove generazioni.

Pirateria in calo, ma resta la piaga degli eventi sportivi

Nei dati IPSOS, relativi all'anno 2018 si legge che l'incidenza della pirateria in Italia si attesta al 38%: il film resta il contenuto più piratato dagli adulti, con una percentuale del 33% in aumento di tre punti rispetto all'anno precedenza. Seguono le serie e programmi TV, rispettivamente al 21 e 20 percento. Nel 2018 gli episodi di pirateria sono diminuiti dell'8% rispetto al 2017 e del 14% rispetto al 2016.
Il fenomeno che più preoccupa tra quelli legati alla pirateria riguarda senza dubbio gli eventi sportivi in diretta: nel 2018 infatti quasi cinque milioni di Italiani hanno guardato illegalmente contenuti sportivi in streaming. Nell'ultimo anno la FAPAV stima oltre 22 milioni di atti di pirateria sportiva, soprattutto per le partite di calcio ed i gran premi di Formula 1 e Moto GP, che complessivamente hanno generato 5,3 milioni di fruizioni perse.

L'IPTV resta il metodo "preferito" dai pirati audiovisivi: l'incidenza è di circa un quarto, pari a 5 milioni di individui, in crescita di quasi 1 milione rispetto alla precedente rilevazione.
A far riflettere è soprattutto il dato riguardante i mancati incassi, che nel 2018 hanno toccato quasi 600 milioni di Euro, mettendo a rischio quasi 6mila posti di lavoro secondo le stime. Complessivamente, l'impatto dei fenomeni illeciti sui conti del Sistema Paese dovrebbe essere quantificato a 1,08 miliardi di Euro, mentre in termini di PIL dovrebbe aggirarsi a 455 milioni di Euro, a cui si aggiungono 203 milioni di Euro di introiti fiscali.

Molto interessanti sono anche i dati sulla consapevolezza ed il comportamento degli utenti nei confronti del tema.L'83% dei pirati infatti è a conoscenza del fatto che la pratica costituisce un reato, una percentuale in aumento del 5% su base annua e frutto anche delle campagne di sensibilizzazione portate avanti dalle associazioni e dai creatori di contenuti. Il 51% di coloro che hanno avuto accesso ad un contenuto in maniera illegale ritiene che sia improbabile essere scoperto e sanzionato, mentre il 37% ha sperimentato l'oscuramento di un sito pirata e si è rivolto ad un'alternativa legale.

Proprio quest'ultimo dato è quello di maggiore interesse: la Lega Calcio Serie A sta portando avanti una battaglia contro la pirateria ed il presidente Gaetano Miccichè ha esortato gli operatori telefonici a fare la loro parte nell'oscuramento tempestivo di siti web e piattaforme che consentono di accedere illegalmente a contenuti coperti dal diritto d'autore.
Il segretario generale della FAPAV ha però osservato che bisogna tenere alta la guarda in quanto lo sviluppo tecnologico e la pirateria vanno di pari passo. Un settore da tenere sott'occhio è quello della messaggistica istantanea, dove si sono spostati molti dei fenomeni di diffusione illegale di materiale coperto da copyright.
Nonostante il calo, il fenomeno della pirateria è ancora largamente diffuso e genera danni ingenti al nostro paese. Il presidente dell'IPSOS ha osservato che "paghiamo un retaggio culturale difficile da sradicare e che impone tempi lunghi per diffondere la consapevolezza dei danni economici e sociali derivanti dalla pirateria". La strada è ancora lunga quindi.