Dall'asfalto alle stelle: la tecnologia Goodyear dal motorsport alla Luna

La storia di Goodyear, dalle prime auto fino allo sbarco sulla Luna, per una compagnia che ha sempre puntato alle stelle.

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La storia di Goodyear è sicuramente costellata di successi, del resto la Goodyear Tire and Rubber Company vanta oggi oltre un secolo di vita, un lasso di tempo enorme che ha coinvolto l'azienda in alcuni dei più importanti avanzamenti tecnologici dell'era moderna.
Come vedremo, la società è stata protagonista sulla Terra, grazie alle innovazioni portate nel mondo dell'automobilismo e del motorsport, come nello Spazio, aiutando la NASA a portare la tecnologia sulla Luna. Proprio da qui partiremo per raccontarvi una storia di evoluzione tecnologica che ha segnato in modo indelebile il secolo scorso e continua ancora oggi.

Dalle stalle alla Luna

Goodyear è stata fondata nel 1898, inizialmente produceva pneumatici per biciclette, per carrozze e perfino fiches da poker. Tuttavia, la sua fortuna fu l'invenzione dell'automobile e, già nel 1901, Goodyear fornì a Henry Ford pneumatici da corsa, mentre nel 1909 creò il primo pneumatico per aerei. Il successo dell'azienda continuò ad accrescere negli anni successivi (dalla fine degli anni '20 al 1940, l'azienda collaborò per la costruzione di due Zeppelin negli Stati Uniti) fino a quando, nel 1927, fu quotata alla Borsa di New York. Per i successivi sessant'anni Goodyear crebbe senza sosta e mise lo zampino anche nel settore aeronautico. Il successo fu tale da raggiungere anche lo Spazio, letteralmente.

Goodyear e le missioni Apollo

Poiché gli astronauti dell'Apollo 12, Pete Conrad e Alan Bean, avevano difficoltà a trascinare le loro apparecchiature per distanze significative da e verso il loro modulo lunare, gli ingegneri della NASA costruirono il Modular Equipment Transporter (MET), un veicolo a due ruote trainato a mano che veniva utilizzato come dispositivo di trasporto dell'attrezzatura (insieme a ben 35 sacchi di roccia) sulla superficie lunare.

I due pneumatici in gomma riempiti di azoto sul MET sono stati i primi pneumatici sulla Luna e sono stati progettati proprio dalla Goodyear Tire and Rubber Company. La sfida più grande per l'azienda era una: le specifiche della NASA richiedevano che la camera d'aria fosse gonfiata a 1.5 psi sulla superficie lunare, un compito difficile poiché la pressione sul nostro satellite è differente rispetto a quella terrestre.

Come risolsero il problema? Fecero in modo che la NASA gonfiasse parzialmente la camera d'aria dei pneumatici, chiamati Experimental Lunar Tyres (XLT), con azoto. Il dispositivo venne trasportato sull'Apollo 14 nel 1971 e fu un vero successo.

Non solo: Goodyear fornì prodotti essenziali per l'Apollo 11. Per mandare l'uomo sulla Luna, infatti, gli ingegneri della NASA dovettero combattere contro il tempo perché mancavano all'appello diverse tecnologie fondamentali per l'impresa. Un numero spropositato di tecnologie furono assemblate a mano poiché gran parte dei dispositivi richiesti dalle missioni lunari superava la capacità di produzione dell'epoca.

Goodyear fu essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo: l'azienda produsse dei freni che aiutarono i missili a posizionarsi sulle piattaforme di lancio, un sistema per aiutare i motori a far circolare azoto, ossigeno e idrogeno, il telaio della finestra del modulo di comando e perfino il pannello su cui erano montati gli strumenti.
Quando, alla fine della storica missione, l'Apollo 11 ritornò sulla Terra e precipitò in mare, la capsula galleggiò grazie a speciali "sacchi galleggianti" prodotti proprio da Goodyear. Vennero creati anche diversi prototipi di pneumatici per i rover lunari: la ruota esterna era costituita da una rete metallica intrecciata, a forma di pneumatico, che dava trazione al rover e consentiva a parte dello sporco di scivolare all'interno. Quando le ruote giravano, la rete si apriva, lo sporco ricadeva e le ruote tornavano alla loro forma di pneumatico.

Goodyear e le missioni nello spazio oggi

La compagnia ci tiene ancora molto allo spazio e, proprio nel 2019, ha testato nuove tecnologie legate ai pneumatici presso il laboratorio nazionale statunitense della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Nell'ambiente di microgravità della stazione orbitante, Goodyear ha studiato la formazione di particelle di silice, un materiale comune utilizzato nei pneumatici di consumo. Il motivo? Determinare se forme uniche di silice precipitata possano essere prese in considerazione negli pneumatici per migliorare le prestazioni.

Goodyear e la NASA, inoltre, hanno sviluppato uno pneumatico airless per il trasporto di veicoli di grandi dimensioni a lungo raggio sulla superficie del nostro satellite: lo "Space Tyre". "Goodyear è letteralmente andata sulla Luna per portare le prestazioni dei pneumatici a nuovi livelli per i consumatori", affermò nel comunicato Chris Helsel, chief technology officer di Goodyear. "L'esplorazione dello spazio è stata fonte di ispirazione per così tanta innovazione e noi di Goodyear siamo orgogliosi della nostra eredità, che continua con questo imminente esperimento nella microgravità".
L'umanità oggi è intenzionata a ritornare prima sulla Luna e successivamente su Marte, chissà se Goodyear fornirà lo stesso supporto che diede all'epoca, noi non possiamo far altro che sperarci, visto il successo. Nel frattempo possiamo ripercorrere le più importanti tappe della storia Goodyear nel mondo delle competizioni su quattro ruote.

Oltre 120 anni di storia

È il 1839 quando Charles Goodyear scopre quasi per caso, in seguito a un incidente, le proprietà della vulcanizzazione della gomma, legando quest'ultima allo zolfo mediante riscaldamento. L'eclettico inventore ha così scoperto come rendere il materiale resistente alle intemperie, una scintilla in grado di dar vita a una storia imprenditoriale che dura da oltre un secolo (con la nascita commerciale del brand datata effettivamente 1898). Alla scoperta della vulcanizzazione si succedono altre innovazioni, pensiamo al primo pneumatico smontabile dal cerchio brevettato nel 1904, nel 1908 è invece il turno del primo pneumatico per auto prodotta in serie, la leggendaria Ford Model T, mentre nel 1934 arriva sul mercato Lifeguard, il primo pneumatico a garantire una grande stabilità anche dopo una foratura. Si arriva così al 1956, l'anno in cui Goodyear lancia sul mercato un'intera line-up di gomme pensata per il mondo delle competizioni.

Un passo importante per la compagnia, che già nel 1960 arriva a vincere con i suoi prodotti la Daytona 500 e fa superare a Mickey Thompson la barriera dei 640 km/h alle Bonneville Salt Flats. Un record che si aggiorna con Craig Breedlove nel 1963 grazie a speciali pneumatici creati ad hoc per abbattere il confine dei 655 km/h e che si ripete, appena un anno dopo, toccando quota 847 km/h a bordo della Spirit of America, equipaggiata con gomme Goodyear.

Sempre nel 1964 l'azienda debutta nel mondo delle competizioni internazionali e le bastano meno di 48 mesi per vincere la 24 Ore di Le Mans, in Francia, mentre sempre Craig Breedlove raggiunge i 965 km/h su gomme Goodyear nel 1965. Ai prodotti del marchio statunitense sarà grato anche Jack Brabham, vincitore del World Driving Championship su gomme Goodyear nel 1966, mentre nel 1967 è il turno di A.J. Foyt e Dennis Hulme, vincenti alla Indianapolis 500 e al World Driving Championship. Nel 1968 un altro fondamentale traguardo: Bobby Unser porta Goodyear a vincere la seconda Indianapolis 500 consecutiva.

Nel palmares Goodyear figurano anche vittorie di Jackie Stewart (nel 1971, proprio mentre le gomme dell'azienda finivano sulla Luna assieme all'Apollo 14) e di Mark Donohue alla Indianapolis 500, con tanto di record di velocità pari a 262 km/h. Arriviamo così al 1973, anno in cui 26 delle 33 vetture concorrenti della Indianapolis 500 montano gomme Goodyear, Gordon Johncock incluso, segno dell'assoluta leadership del marchio anche in ambito motorsport. Nel 1980 vengono introdotte le gomme All-Season, mentre Johnny Rutherford vince per la terza volta l'Indianapolis 500 su pneumatici Goodyear.

Nel 1982 le gomme della società raggiungono un altro record: sono le prime che in fase di qualificazione al NASCAR Grand National superano i 320 km/h, perfetto preludio ai successivi trionfi in Formula 1. Nello stesso anno Keke Rosenberg si aggiudica il 12esimo Campionato di F1 dopo una stagione corsa interamente su gomme Goodyear.
È il 1990 quando la compagnia può permettersi di declamare, tramite uno spot alla Daytona 500, "Le migliori gomme del mondo hanno Goodyear scritto su di esse", prima di lanciare i pneumatici Aquatred appositamente progettati per la guida sul bagnato, mentre nel 1997 il marchio diventa il fornitore ufficiale delle tre principali divisioni NASCAR.
Nello stesso anno i pneumatici Goodyear sono i primi nella storia a raggiungere quota 350 Gran Premi vinti in Formula, mentre è nel 2013 che la società presenta al mondo EficientGrip Performance, uno pneumatico dalle eccellenti prestazioni sul bagnato capace di raccogliere ben 11 premi di settore.

Guardare al futuro

Fin qui abbiamo narrato soltanto le tappe principali della storia Goodyear, ma il suo contributo tecnologico è stato importante anche negli anni successivi. Dal perfezionato sistema RunOnFlat, che consente di guidare in sicurezza anche dopo una foratura, al SoundComfort, che riduce la rumorosità all'interno dell'abitacolo grazie a una spugna in poliuretano applicata al liner interno del pneumatico, le innovazioni sono state molte negli ultimi decenni.

Goodyear ha anche lavorato insieme all'unione europea per sviluppare una nuova etichetta dettagliata per i pneumatici, così che ogni cliente sappia immediatamente cosa sta per acquistare per la sua vettura. La prossima frontiera? Le gomme intelligenti con tecnologia Chip in Tire, con all'interno dei chip in grado di interfacciarsi con un'applicazione per smartphone, feature utile soprattutto ai gestori delle grandi flotte per sapere sempre in che condizioni si trovano gli pneumatici delle vetture e quando è necessario dare una ritoccatina alla pressione.

Una novità arrivata poco dopo la presentazione al Salone di Ginevra del pneumatico Oxygene, un prototipo non commercializzato (purtroppo) pensato per impattare il meno possibile sull'ambiente e migliorare la qualità dell'aria nelle grandi metropoli. Ogni anno del resto Goodyear porta al salone svizzero un'innovazione utile ad alimentare il dibattito ecologico, strizzando sempre di più l'occhio alla mobilità del futuro con i suoi prodotti "concept". Per un'azienda arrivata sulla Luna in fondo non dovrebbe essere così difficile affrontare le sfide terrestri del presente e del prossimo futuro...