DART 2121: l'arte del futuro sbarca a Milano, tra NFT e Metaverso

DART 2121, esposizione in corso fino al 24 maggio al Museo della Permanente di Milano, coniuga NFT e Metaverso in un'esperienza artistica innovativa.

DART 2121: l'arte del futuro sbarca a Milano, tra NFT e Metaverso
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Quando, a metà febbraio, vi abbiamo parlato dei primi musei dedicati a NFT e Metaverso, non avremmo mai pensato che un'esperienza di questo tipo sarebbe arrivata in Italia in così poco tempo, eppure il Museo della Permanente di Milano ospiterà fino al 24 maggio l'esposizione DART 2121 Second Edition - NFT Art of the Future. Si tratta della prima mostra d'arte interamente dedicata ai Token non-fungibili e al Metaverso, la quale arriva dopo le "prove generali" della First Edition di DART 2121, che si è sempre tenuta a Milano a fine 2021.
Abbiamo avuto modo di visitare DART 2121 e di scambiare quattro chiacchiere con il curatore della mostra, il Dott. Pierluigi Lanza, il quale ci ha spiegato i motivi e le spinte artistiche e culturali dietro l'esposizione. Nella stessa occasione abbiamo anche avuto modo di parlare con l'artista Andrea Bonaceto, che ci ha illustrato le sue opere esposte al Museo della Permanente, intitolate "Body", "Mind" e "Soul".

Guardare il 2021 con gli occhi del 2121

Cosa significa DART 2121? Per il Dott. Lanza, "DART è un ponte tra arte tradizionale e innovativa. L'arte NFT ha vissuto un "boom" negli ultimi tre anni: ormai si tratta di un movimento vero e proprio, che potrebbe avere un impatto enorme nella storia dell'arte contemporanea.

Con la prima edizione di DART 2121, il cui nome vuole identificare le tendenze artistiche del prossimo secolo, dal 2021 fino al 2121, abbiamo cercato di mostrare quello che il panorama artistico può offrire, facendo una "carrellata" su diversi artisti. La seconda edizione dell'esposizione prende le mosse dalla consapevolezza che il mondo della NFT Art sia ormai maturo: per questo, abbiamo deciso di ospitare solo una manciata di artisti - 20 in totale, contro i 70 della prima edizione, ndr - ma di approfondire il pensiero e le opere di ciascuno".
Dare maggiore spazio agli artisti significa poi permettere installazioni innovative e diverse dallo "standard" della NFT Art. Visitando DART 2121, infatti, non troverete solo monitor statici che mostrano i token oggetto della mostra.

Al contrario, il curatore ci ha spiegato di aver collaborato con diversi artisti per una collocazione fisica specifica per le opere, con installazioni futuristiche, giardini zen e giochi prospettici per il pubblico.

L'obiettivo, ci spiega il Dott. Lanza, era quello di "garantire la soddisfazione della percezione del pubblico, che potrebbe sentirsi poco immerso in un'esposizione unicamente digitale, e al contempo di dare agli artisti la piena libertà creativa sulla collocazione delle opere, permettendo loro di presentare il proprio lavoro nel modo migliore possibile".
Un'altra particolarità di DART 2121 è che l'esposizione è la prima in Italia ad ospitare dei collectibles, ovvero degli NFT generati tramite algoritmi o IA: esempi di collezioni di questo tipo sono quella di Bored Ape Yacht Club, di CryptoPunks e di Meebits.

La scelta è frutto di un'attenta analisi: Lanza racconta che "il pubblico, entrando nella galleria, si trova per prima cosa di fronte ai collezionabili. Si tratta di un tipo di token particolare, che non possiamo escludere se vogliamo raccontare il mondo degli NFT e come gli artisti operano al suo interno. Inoltre, si tratta di opere di altissimo interesse per gli amanti dell'arte contemporanea: sono esempi di token autogenerati del tutto o in parte, ma ciò non deve portare alla sua esclusione a prescindere dal settore artistico. Ci sono tantissimi artisti che usano sistemi basati sulle stesse tecnologie, mentre la ripetizione di soggetti simili in diverse opere esiste da sempre, basti pensare a Warhol o Monet. Non considerare i "collectibles" come arte sarebbe un drammatico errore di presunzione".

A cavallo tra Metaverso e realtà tangibile

Non sono solo gli NFT ad essere protagonisti di DART 2121. Al contrario, parte dell'esposizione è riservata al Metaverso: il pubblico potrà indossare un visore o usare mouse e tastiera per immergersi in varie esperienze su The Sandbox (che è anche partner della mostra), Decentraland, Spatial, Musae, Martix e persino sul Metaverso proprietario di DART, il DART Dynamic Metaverse.

Tutti i Metaversi, poi, sono stati pensati in chiave artistica: per esempio, su Decentraland vi è la possibilità di visitare il Vegas City Arts Village, uno dei più grandi quartieri artistici digitali attualmente esistenti, rifugio nel Web 3.0 per artisti e appassionati dell'arte contemporanea, che possono esporre le proprie opere, visitare le gallerie altrui e persino comprare e vendere pezzi unici. Indossando un visore è poi possibile esplorare il Museo della Permanente in VR e in compagnia, magari con degli amici rimasti a casa e collegati al Metaverso di DART in VR.

Integrare NFT e Metaverso è stata una scelta quasi obbligata, ci spiega Lanza: "Gli NFT esistono in funzione del Metaverso: non possiamo mostrare i primi senza tentare di spiegare ai visitatori cosa sia il secondo.

Il Metaverso può dare molto al mondo dell'arte, ospitando musei, gallerie e case d'asta: a noi di DART interessa promuovere il Web 3.0 come strumento per la fruizione di arte condivisa e interattiva, come un tramite attraverso cui far appassionare le generazioni più giovani.
Certo, visitare una galleria in VR non dà le stesse sensazioni che proveremmo dal vivo, ma potrebbe convincere qualcuno a vedere di persona le opere già osservate in virtuale, oppure potrebbe permettere di visitare gallerie a cui non è possibile accedere perché si trovano dall'altra parte del mondo
". La reazione del pubblico alle tecnologie VR e al Metaverso è stata incredibilmente positiva: "molti visitatori hanno provato a indossare i visori e a sperimentare i Metaversi, capendo quali contenuti si trovano al loro interno e come fruirne. L'interesse del pubblico c'è stato, ed è stato tanto: credo anche che sia passato il messaggio per cui il Metaverso non è solo come videogioco o una fonte di svago, ma anche un luogo d'arte".

Attenzione a non farvi trarre in inganno, però: l'enfasi posta da DART 2121 sul Metaverso non significa che la versione fisica dell'esposizione non sia altrettanto curata. Al contrario, le opere NFT sono esposte in ambienti immersivi volti ad esaltarle.

Per esempio, il Dott. Lanza ci racconta che "abbiamo creato un piccolo giardino interno per l'esposizione della collezione "The Fleur" di Ondrej Zunka - composta da 21 token che rappresentano un fiore fantastico ciascuno, ndr -. L'artista voleva erba e cespugli veri, ma l'ambiente del museo non lo permetteva: abbiamo cercato un'alternativa sintetica, che sembra piacere moltissimo al pubblico". Puntano tutto sull'immersione anche le opere della serie Concrete di Federico Clapis (di cui qualcuno si ricorderà per via della sua precedente carriera da YouTuber): in questo caso, l'artista ha chiesto di poter esporre i propri NFT in un ambiente decisamente atipico, quello di un salotto visto dall'alto. I motivi alla base di questa scelta ce li spiega sempre Lanza: "alla base della crypto art c'è una forte componente ludica e sociale, per cui la fruizione dell'opera passa per la sua fotografia, per la realizzazione di contenuti per i social, per il toccare con mano ciò che viene esposto".

Nella mente di un crypto artist

Una delle opere più interessanti tra quelle esposte a DART 2121 è il trittico "Body", "Mind" e "Soul" di Andrea Bonaceto, che potete vedere al termine di questo paragrafo. L'artista ci spiega che "il mio lavoro è introspettivo, si focalizza su una dimensione "mia", in cui posso esprimere quello che voglio nella speranza di essere capito dal pubblico. Inoltre, la crypto art permette di innovare dal punto di vista tecnologico, rendendo l'opera più "attuale": un tipo di arte a cui mi sto avvicinando molto e che ritengo estremamente interessante è quello dell'arte programmabile, con la quale è possibile "insegnare" ad un'Intelligenza Artificiale o ad un algoritmo come realizzare un'opera, magari in continuo cambiamento. È a questo tipo di arte che mi sono ispirato per Ab Infinite 1, il mio ultimo lavoro che presto arriverà anche a Milano".

Bonaceto, in effetti, non è un nome "nuovo" nel mondo dell'arte digitale: al contrario, l'artista ha collaborato con il Corriere della Sera nella trasformazione in NFT della prima pagina del giornale del 21 luglio 1969, il giorno dello sbarco sulla Luna dell'Apollo 11. "Body", "Mind" e "Soul", in particolare, rappresentano la parte più concettuale della produzione dell'artista: "l'obiettivo era quello di realizzare un'opera esistenziale, ma anche di mettere un punto alla prima fase del mio lavoro nel mondo NFT. Le opere astratte, per me, hanno una forte componente onirica: non c'è studio preliminare, non ci sono scelte di forme e colori. Mi abbandono a me stesso e l'opera emerge man mano. Solo più tardi analizzo le mie opere e cerco di ricostruire i processi mentali inconsci che mi hanno portato alla loro creazione".

Il trittico rappresenta il culmine della "fase uno" della vita artistica di Bonaceto: "In questo periodo c'è stata una netta parabola evolutiva, perché sono passato dai ritratti agli astratti, finendo nell'arte concettuale; ho anche cercato di mescolare tra loro diverse forme d'arte, come la poesia e la pittura in digitale. L'evoluzione della mia arte e della tecnologia alle sue spalle troveranno poi un'applicazione pratica nella mia nuova opera, Ab Infinite 1. Con quell'opera inizierà la "Fase 2" della mia produzione artistica".

Ma cos'è il nuovo progetto dell'artista? Per Bonaceto "Ab Infinite 1 è il lavoro più profondo tra quelli che ho realizzato finora. L'ultimo periodo è stato strano: aprirsi al pubblico è difficile, e magari non sempre il modo in cui lo fai viene capito e apprezzato.

A volte si generano grandi fraintendimenti, ed essere frainteso è molto peggio di essere incompreso. Tuttavia, si tratta di esperienze che valgono sempre lo sforzo, perché l'incontro con il pubblico è spesso proficuo anche per l'artista". In effetti, il pubblico sarà il protagonista di Ab Infinite 1: l'opera sarà un esempio di arte programmabile basata sulla blockchain Algorand che potrà essere modificata dagli utenti tramite un portale dedicato. Collegandosi al sito web di Ab Infinite 1 a partire dal 16 maggio, infatti, sarà possibile inserire i propri username di Instagram e Twitter per permettere ad un algoritmo di analizzare il proprio feed suoi due social network: le informazioni raccolte dal programma realizzato da Bonaceto, poi, saranno trasformate in input di modifica dell'opera d'arte, che continuerà così a modificarsi nel tempo in base alle interazioni degli utenti.