DAZN o pirateria? Si ripresenta il dilemma sportivo tutto italiano

Con il caos di DAZN a inizio campionato, molti utenti hanno disdetto l'abbonamento passando alla pirateria: si arriverà a una soluzione definitiva?

DAZN o pirateria? Si ripresenta il dilemma sportivo tutto italiano
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Ricomincia il Campionato di Serie A per l'anno 2022/23 e con esso ritornano anche le magagne per i servizi di streaming.
L'avvio di stagione in salita per DAZN ha scosso tutti gli appassionati di calcio pronti a seguire la squadra del cuore o a godersi novanta minuti di spettacolo. Invece di un'esperienza fluida e immediata, gli utenti si sono ritrovati di nuovo davanti a una doccia fredda di problematiche tecniche, in questo caso relative al login all'applicazione ufficiale. Il broadcaster inglese ha provato a tamponare il problema distribuendo i link ufficiali per la visione via browser Web delle partite e promettendo indennizzi, esattamente come all'inizio della stagione 2021-2022, ma numerosi utenti sui social si sono già scagliati contro la piattaforma di OTT annunciando la cancellazione dell'abbonamento, la conseguente richiesta di rimborso e l'affidamento alla pirateria.
In tutto ciò, alla vigilia dell'anticipo della prima giornata, la Lega Serie A ha lanciato la nuova campagna "La pirateria uccide il calcio", ricordando l'importanza di sostenere lo sport più seguito nella penisola e suscitando commenti quasi a senso unico: pagare per vedere un caricamento infinito o affidarsi alla pirateria. Quando arriverà la vera svolta nel settore? Quanto durerà il dilemma sportivo all'italiana?

La pirateria piace agli italiani

Inutile girarci intorno: gli italiani apprezzano la pirateria, specialmente per lo sport. L'ultima indagine Ipsos sulla pirateria in Italia relativa al 2021 ha stimato 315 milioni di atti illeciti, in calo rispetto al 2019 ma con un'incidenza tra gli adulti salita al 43%, e sebbene il mondo del cinema rimanga ancora quello maggiormente vittima del "pezzotto", ovvero di IPTV illecite il cui accesso è venduto a prezzi stracciati, lo sport è cresciuto in incidenza al 15%.

Il calcio è, ovviamente, il principale responsabile di questo aumento, complice la frammentata spartizione dei diritti di trasmissione tra più colossi dello streaming - a questo proposito, vi rimandiamo alla nostra guida per il calcio in TV 2022/23 - e il parallelo incremento dei prezzi per gli abbonamenti. La conseguenza inevitabile è un inasprimento della lotta contro coloro che sventolano la Jolly Roger digitale. Lo scorso luglio, il Presidente della FAPAV Federico Bagnoli Rossi ha rilasciato dichiarazioni molto chiare: è imperativo aggiornare le procedure di enforcement con azioni di contrasto tempestive, evitando che la fruizione dei contenuti sportivi in diretta avvenga per vie illegali. L'approvazione di una legge in materia di antipirateria è, ai suoi occhi, la soluzione definitiva, ma appellarsi alle istituzioni non è propriamente efficace. Del resto, si tratta solamente della sempreverde speranza in un iter spedito.

L'altra faccia della medaglia vede invece un appello dei consumatori alla Lega Serie A che, nella sua campagna promozionale e nelle sue scelte commerciali, non è affatto esente da colpe.

La decisione dello scorso anno sull'assegnazione dei diritti TV a DAZN risuona anche all'inizio di questa stagione. Nonostante una proposta economicamente migliore rispetto alla concorrenza, è stata una vera e propria scommessa che ha solamente esacerbato l'opposizione verso i servizi legali a pagamento di buona parte dei tifosi.
Quindi anche quest'anno si è riproposto il bivio: continuare a dare fiducia a DAZN sperando in un miglioramento del servizio sul fronte tecnico, proprio come nel 2021, o affidarsi alla pirateria tramite siti Web dedicati o reti IPTV, peraltro rischiando multe salatissime? Con i dati citati sopra, è facile immaginare quale strada abbiano deciso di percorrere coloro che sono più stanchi della situazione.

Un circolo vizioso che diventa consuetudine

Se i numeri della pirateria continuano a salire non c'è quindi ragione per cui rimanere sorpresi: un consumatore, magari affidatosi per lungo tempo a canali illeciti, decide di pagare circa 50 Euro al mese (se non più, a seconda degli abbonamenti) per non perdersi le migliori partite di calcio italiane ed europee tra Sky, DAZN e Amazon Prime, e il risultato finale è perlopiù un insieme di disguidi tecnici che compromettono la corretta visione del contenuto per cui si paga una cifra non indifferente. In un certo senso, è arduo dare torto a chi si sente ingannato dai giganti dell'intrattenimento sportivo che, per giunta, dominano anche altri settori.

L'anno scorso le segnalazioni non sono mancate per tutta la stagione, tra problemi ed errori di DAZN e i primi match di Champions League dalla qualità audio/video discutibile su Prime Video; mentre quest'ultima piattaforma la scorsa stagione ha trovato una soluzione dopo le prime partite trasmesse (si attende il torneo 2022-2023 per scoprire se sul lungo termine il verdetto definitivo sarà positivo), la prima si è presenta dopo questa breve pausa estiva con nuovi problemi. Errare humanum est, si suole dire attenuando un errore; tuttavia, in questo caso l'esperienza non sembra avere giovato a DAZN.

Puntare il dito è inutile

Ciò a cui stiamo assistendo, e che porta alla diffusione del "pezzotto" nonostante gli interventi delle autorità, è un circolo vizioso causato dall'assenza di soluzioni concrete offerte dai provider legali selezionati dalla Lega Serie A.

I vertici di quest'ultima hanno contattato DAZN chiedendo spiegazioni e soluzioni immediate, valutando l'azione legale per danno di immagine, ma non è ciò che desiderano gli utenti; anzi, è un atto pari a una mera dichiarazione di intenti che non risolve il problema alla radice. Questa è una delle ragioni per cui la campagna #STOPIRACY sui social network agli occhi del pubblico sembra una presa in giro: "La pirateria uccide il calcio non è un semplice slogan, ma un richiamo serio a tutte le coscienze di chi ama il calcio", ha dichiarato l'Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo.
Alla fine della fiera trovare un capro espiatorio è tanto impossibile quanto inutile, poiché ognuno dovrebbe assumersi le sue responsabilità.

Se da un lato la svolta rispetto all'attuale spezzatino delle trasmissioni sportive in TV e alle povere performance dei servizi esistenti sembra lontana date le premesse attuali, dall'altro non costituirebbe comunque la soluzione definitiva.

In altre parole, la pirateria continuerebbe a dilagare per sfiducia in chi fornisce il servizio legale e, più banalmente, per evitare l'esorbitante spesa da sostenere al fine di guardare il calcio in TV o in streaming.Qualcuno potrebbe parlare di un problema culturale accusando gli italiani in toto, ma i dati dell'EUIPO sullo stato della pirateria online nel periodo 2017-2020 sono chiari: la frequenza di accesso a contenuti lesivi del diritto d'autore è sorprendentemente bassa in Italia, tanto che il Belpaese si trova sotto la media europea, in crescita ma comunque poco al di sopra dei Paesi più ligi alle regole. Per essere precisi, in Polonia si registrano 3,8 accessi al mese, seguita da Germania (4,0) e Finlandia (4,8), mentre l'Italia si ferma a 5,5 accessi mensili. Al contrario, in Lettonia un utente medio visita siti con contenuti piratati 14 volte al mese. In generale, però, l'accesso a contenuti piratati si è complessivamente dimezzato.

I numeri dell'indagine Ipsos sono sì preoccupanti, ma non sono tra i peggiori in Europa. Il dilemma sportivo all'italiana tra DAZN e pirateria, o tra legalità e pirateria se si vuole allargare l'orizzonte, nel calcio sussiste quindi principalmente per la mancanza di fiducia nelle piattaforme e per ragioni di costo, ma non per la volontà innata di violare la legge. "Ma sarà poi davvero la pirateria a uccidere il calcio, come da ieri l'altro DAZN si premura di informarci prima di ogni partita? O non saranno piuttosto i dilettanti allo sbaraglio, nella migliore delle ipotesi, che il calcio continuano a venderlo a DAZN?", si è chiesto in questi giorni Gigi Garanzini su La Stampa, sebbene in fondo per molti utenti questa domanda sia condivisa.
Non ci resta che sperare in performance migliori già dalla seconda giornata. Se il problema fosse stato già risolto alla radice "per amore del calcio", il circolo vizioso sarebbe divenuto virtuoso e la pirateria avrebbe già smesso di uccidere il calcio.