Didacta 2019, la realtà virtuale per la scuola del futuro

Siamo stati a Didacta 2019, la fiera per eccellenza del mondo scolastico italiano, tra realtà virtuale ed applicazioni interessanti.

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Dopo l'esperienza dello scorso anno, in cui avevamo visto le prime applicazioni di svariate tecnologie al mondo della scuola italiana, siamo tornati nuovamente a Didacta, l'annuale fiera sostenuta da Indire (Istituto Nazionale Documentazione Ricerca Educativa) che coinvolge il mondo dell'educazione del nostro Paese, giunta alla sua terza edizione. Se già nel 2018 avevamo notato una forte volontà da parte del sistema scolastico di adattarsi alle esigenze dei giovani, recandoci nel 2019 nella splendida cornice della Fortezza da Basso di Firenze abbiamo finalmente visto i primi risultati concreti della strada tracciata un anno fa.
Nel complesso e incalzante mondo odierno, in cui i tre grandi epos della condizione postmediale hanno essenzialmente riscritto il nostro modo di vivere e confrontarci, è importante ancor più che mai stimolare la creatività degli studenti, che probabilmente si ritroveranno a dover svolgere lavori che ancora non esistono. D'altronde, la rivoluzione digitale è già arrivata e sta travolgendo anche l'Italia, quindi il mondo della scuola non può far finta di nulla.
Negli ultimi anni sono stati fatti parecchi passi in avanti, pensiamo, ad esempio, alle LIM e ai registri elettronici, ma è evidente che ci vorrà ben altro per rendere veramente partecipi i giovani. Ma come si può fare tutto questo? Ebbene, Lenovo ha delle interessanti soluzioni pratiche da proporre.

La classe diventa un ibrido tra fisico e virtuale

Genitori all'ascolto, non preoccupatevi: vostro figlio dovrà continuare a recarsi fisicamente a scuola. Per il momento non c'è alcun piano di trasporre interamente l'educazione su piattaforme e-learning, anche se ci sono già delle importanti e valide soluzioni a livello universitario (ovviamente gli esami si fanno in sedi fisiche, ma questa è un'altra storia). Le soluzioni proposte a Didacta 2019 mirano semplicemente a cercare di coinvolgere i più i giovani nello studio.

Qui entra in gioco la VR Classroom Experience accessibile tramite l'applicazione Google Expeditions (chiamata semplicemente "Esplorazioni" in italiano), utilizzabile tramite visori Lenovo Mirage Solo attraverso la piattaforma Daydream. L'applicazione si può utilizzare anche con visori più economici come il Cardboard di Google (realizzato in cartone), ma con un Mirage Solo gli studenti potranno immergersi in un immersivo tour virtuale, in cui sarà l'insegnante a fare da guida.

Per quanto riguarda le applicazioni pratiche, le possibilità sono innumerevoli e sono pensate per studenti dai 13 anni in su. Per farvi un esempio concreto, è presente l'interessante esperienza chiamata "Capolavori del Palladio", che consente agli studenti di visitare le maggiori creazioni di Andrea di Pietro della Gondola detto Il Palladio, uno dei maggiori artisti del tardo Rinascimento. In particolare, è possibile mostrare ai giovani e spiegare loro la perfetta geometria degli interni e la chiarezza delle proporzioni di Villa Capra (La Rotonda, Vicenza), Villa di Maser (Villa Barbaro, Treviso), Palazzo Chiericati (Vicenza), Basilica Palladiana (Vicenza) e Teatro Olimpico (Vicenza).
Abbiamo visitato fisicamente questi posti e vi possiamo assicurare che l'esperienza virtuale è realmente in grado di rappresentarne l'unicità di questi luoghi. Durante Didacta 2019, abbiamo avuto modo di provare un'esperienza virtuale che ci ha portato nello Spazio, ma c'è anche stato modo di vedere, ad esempio, la differenza tra i polmoni di un fumatore e di un non fumatore.

I ragazzi presenti, in gita scolastica, erano entusiasti delle nuove applicazioni. Tra le oltre 900 esperienze in realtà virtuale disponibili, non mancano quelle dedicate al Golfo di Napoli e al CERN. Insomma, le possibilità offerte sono innumerevoli e, soprattutto se siete degli insegnanti, vi consigliamo caldamente di darci un'occhiata. Per una lista completa delle esperienze in realtà virtuale messe a disposizione da questa soluzione, vi rimandiamo al documento ufficiale realizzato da Google.

Vi starete sicuramente chiedendo quali siano le problematiche associate a un'attività del genere. Ebbene, effettivamente finora per l'insegnante creare un'esperienza virtuale di questo tipo era piuttosto complesso. Adesso, però, Lenovo ha realizzato un'unica soluzione in grado di rendere la classe virtuale molto semplice da configurare e utilizzare. Infatti, a Didacta 2019 l'azienda ha presentato il suo "kit", che comprende un visore, un laptop e un tablet. Si tratta chiaramente di una soluzione che permette agli insegnanti di gestire tutte le attività virtuali.

Gli studenti, invece, potranno fare uso del visore Lenovo Mirage Solo, molto più resistente di un normale Cardboard e in grado di rendere più immersiva l'esperienza. Inoltre, la sua peculiarità è il fatto che non richiede alcun tipo di smartphone, quindi il dispositivo mobile degli studenti può rimanere spento. Ovviamente, non manca la possibilità di far vedere agli altri studenti quello che sta accadendo, proiettando il flusso video, ad esempio, sulla LIM.

Il futuro sembra essere roseo

Uno degli aspetti più importanti per l'innovazione, è risaputo, è la volontà delle persone di aprire la mente e cercare di sfruttare in modo positivo i nuovi strumenti. In tal senso, risulta particolarmente interessante un recente sondaggio condotto da Lenovo, presentato proprio durante Didacta 2019. La ricerca, chiamata "This is Life", è stata condotta su 15.000 persone provenienti da 10 Paesi diversi (Stati Uniti, Messico, Brasile, Cina, India, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia e Italia). Ebbene, secondo l'89% degli intervistati la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. L'84% delle persone ha anche dichiarato che essa è in grado di migliorare la loro vita. Non stiamo parlando solamente delle piccole sfide quotidiane, ma anche di valori umani.

Infatti, il 38% degli intervistati sostiene che gli strumenti tecnologici rendano le persone più tolleranti e favoriscano una maggiore apertura mentale. Il 35% delle persone ritiene inoltre che la tecnologia renda l'essere umano più comprensivo ed empatico. Il 70% degli intervistati pensa che i dispositivi tecnologici ci rendano più curiosi, mentre il 32% pensa che ci rendano più caritatevoli.

Particolarmente interessanti i dati relativi alla realtà virtuale, visto che il 66% degli intervistati afferma che sia in grado di portare più empatia e comprensione, mantenendo le persone più connesse grazie alla possibilità di guardare il mondo attraverso diversi punti di vista. Tuttavia, è importante notare come gli abitanti dei vari Paesi siano ancora un po' divisi rispetto al tema: il 90% degli intervistati cinesi pensa che la VR aiuti ad accrescere la comprensione tra le persone, mentre in Germania solamente il 48% delle persone ha affermato lo stesso.

L'Italia ha fatto registrare un 57%, un buon dato che lascia ottime speranze per il futuro tecnologico del nostro Paese. "La VR può mettere davanti agli occhi di chi pensa che il mondo sia perfetto uno spaccato della vita di altre persone, mostrando loro il dolore e la sofferenza che devono sopportare giorno dopo giorno", ha affermato uno degli intervistati da parte di Lenovo.

Applicando al tecnologia al mondo scolastico, il 73% degli intervistati ha sottolineato che la tecnologia sta aiutando le nuove generazioni a imparare e risolvere problemi in modo indipendente. Ad esempio, il 75% dei genitori afferma che i ragazzi sono più propensi a cercare informazioni online piuttosto che chiedere aiuto con i compiti. Inoltre, il 60% dei genitori dichiara di aver cercato online informazioni per aiutare i figli con i compiti, attività che rende più unita la famiglia e consente agli adulti di controllare il rendimento scolastico.

Interessante anche il dato relativo alla rilevanza che la tecnologia assume nella vita dei genitori che lavorano, visto che l'84% di essi ha dichiarato che questi strumenti consentano di trovare il giusto equilibrio tra carriera e famiglia.

Ovviamente, la tecnologia ha portato anche effetti collaterali. A tal proposito, il 43% delle persone afferma che questi strumenti ci rendano più impazienti, mentre il 59% degli intervistati crede che ci portino a essere più pigri. Il 49% dichiara che la tecnologia ci rende più egoisti.
Ma come viene analizzato tutto questo da una psicologa? Ebbene, Jocelyn Brewer, psicologa e fondatrice di Digital Nutrition, ha dichiarato: "La tecnologia è spesso accusata di diminuire l'empatia, ovvero l'innata qualità che porta la maggior parte delle persone ad identificarsi e comprendere emozioni ed esperienze altrui. Tuttavia, quando utilizziamo la tecnologia per scopi positivi, aiuta a promuovere una maggiore empatia e incoraggia le persone ad agire in nome delle cause che per loro sono più importanti. Sviluppare l'abilità di immaginare ed entrare in contatto con le esperienze di vita e le prospettive di un gran numero di persone aiuta a stringere relazioni più profonde e significative. La tecnologia può essere usata per aumentare i nostri contatti, ma non deve necessariamente esserne alla base". Insomma, non solo l'utilizzo di novità come la realtà virtuale è possibile, ma sembra anche essere giunto il momento adatto per sfruttare la tecnologia come si deve, visto che la mentalità delle persone sembra essere sempre più pronta.