Disney+ e la guerra dei prezzi con Netflix: lo streaming costerà meno?

Disney ha annunciato ieri un nuovo pacchetto che comprende Disney+, Hulu e ESPN a un prezzo molto vantaggioso, un chiaro segnale di sfida a Netflix.

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Il mondo dello streaming è destinato a cambiare per sempre nel prossimo periodo. Arriveranno nuovi servizi targati Disney, Apple e Warner, tutti con un unico obbiettivo: trovare il loro spazio all'interno di un mercato con enormi potenzialità. Mercato che vede in Netflix il protagonista principale, visto che in pochi anni ha portato lo streaming all'interno di milioni di case, cambiando il paradigma di visione di film e serie TV.
Sembrava non ci fosse fine alla sua crescita, almeno fino allo scorso luglio, quando l'azienda ha comunicato una leggera flessione nel numero di abbonati negli Stati Uniti. Nel resto del mondo la crescita continua, negli USA invece è sempre più difficile aumentare il numero di abbonati ai ritmi sostenuti finora, complice anche una concorrenza più serrata e destinata ad aumentare con l'arrivo di Disney+.

Ci sarà una guerra dei prezzi?

Disney sta adottando una politica molto aggressiva sui prezzi, non è semplice entrare in un nuovo mercato, nemmeno per la casa di Topolino, ecco perché la decisione di puntare su un abbonamento dal costo popolare potrebbe essere vincente. Con un prezzo di 6.99$ al mese, Disney+ costerà praticamente la metà di Netflix negli Stati Uniti, una scelta che porta un vantaggio strategico importante e che convincerà fin da subito milioni di utenti americani ad abbonarsi.
Non bastasse questo, Disney lancerà anche un pacchetto che comprende Disney+, Hulu e ESPN a soli 12.99$ mensili, lo stesso costo del solo abbonamento a Netflix.
Gli scenari che possono aprirsi a questo punto sono due: o Netflix continua con l'attuale strategia, che prevede un costo di abbonamento più alto per finanziare i contenuti originali, fondamentali visto che quelli prodotti dai concorrenti saranno sempre più difficili da inserire nel catalogo, oppure dovrà rispondere a Disney e abbassare i prezzi.

Uscendo dal campo delle ipotesi, una riduzione dei costi di abbonamento a Netflix è impossibile, la casa americana ha fatto incetta di sottoscrizioni nel corso del tempo ma i profitti non salgono di pari passo, complici spese di gestione sempre più alte e abbonamenti per troppo tempo venduti a costi non sostenibili, almeno per l'attuale regime di spesa. Il recente aumento dei prezzi è avvenuto proprio per questo, la semplice crescita di abbonati non bastava più a generare un livello tale di profitti da tranquillizzare gli investitori.
Il vantaggio di Disney è evidente. Oltre ad avere un catalogo già molto appetibile e un know how produttivo decisamente più corposo di Netflix, la casa di Topolino può contare su una forza economica superiore rispetto al concorrente. L'ultimo trimestre fiscale non è andato bene per Disney, con ricavi al di sotto delle attese, fermi a 20.25 miliardi di dollari, mentre le stime indicavano 21.45 miliardi.

Un risultato condizionato anche dagli ingenti investimenti fatti per il nuovo servizio di streaming, come ha confermato Bob Iger nelle ultime ore. Netflix, nell'ultimo trimestre fiscale, ha dichiarato ricavi per 4.92 miliardi di dollari, una cifra che fa capire bene la differenza economica tra le due forze in campo.

Lo streaming costerà meno quindi? La risposta a questa domanda è no. Netflix non ha altra scelta se non quella di mantenere i prezzi attuali, per cui nel prossimo futuro, se non si vorranno perdere le sue esclusive e allo stesso tempo seguire anche quelle Disney, che si preannunciano di peso, l'unica soluzione sarà quella di fare due abbonamenti, aumentando così la spesa mensile dedicata allo streaming.