Dove finisce il sistema solare? Fino a dove si spingono le brame del Sole?

Scopriamo fin dove si estende l'influenza del Sole e cosa si trova al di là dei pianeti del nostro sistema planetario.

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Come essere umani, siamo abituati a pensare che qualsiasi ente sia ben definito da un'idea comune: l'acqua che bolle in una pentola è certamente separata dall'aria soprastante per qualunque persona. Eppure se fosse possibile effettuare un zoom per determinare la composizione atomica di questi oggetti la loro separazione non risulterebbe così netta. Dove finisce il liquido e dove inizia l'acqua allo stato aeriforme? In realtà non è proprio possibile definire con certezza dove finisce un oggetto e dove ne inizia un altro. Un atomo è costituito da un nucleo e gli elettroni che ‘orbitano' attorno a questo sono dislocati in tutto lo spazio. Di fatto i nostri schemi mentali non sono altro che semplificazioni della realtà. Un cane non dovrebbe essere un lupo ma ci sono gli incroci tra queste specie a smentire l'idea. Anche la Terra non ha uno spazio ben definito: finisce dove termina il terreno? O bisogna contare anche l'atmosfera? Invece il campo magnetico che ci protegge dal vento solare fa parte del nostro pianeta? Quello che è certo comincia a diventare pian piano una semplificazione di quello che ci circonda se si comincia a scavare a fondo. Allo stesso modo quando pensiamo al sistema solare lo immaginiamo completamente separato dal resto della Via Lattea, ma una distinzione netta non esiste neanche in questo caso. Oggi parleremo proprio del sistema solare, lo stesso che le sonde Voyager stanno ancora esplorando da 40 anni. Ed ora, un po' di musica rilassante.


Dove finisce il sistema solare?

Una risposta abbastanza scontata alla domanda ‘dove finisce il sistema solare?' potrebbe essere semplicemente "dove finiscono i pianeti". Dunque includerebbe il Sole, Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Così però si escluderebbero tutti gli oggetti esterni, come i corpi ghiacciati nella fascia di Kuiper, che si estendono da 30 UA a 50 UA (UA sta per unità astronomica, e 1 UA è circa pari a 150 milioni di chilometri, la distanza media tra il Sole e la Terra). Per lo più questa zona è piena di piccoli corpi ma si è stimato che al suo interno possano esistere anche migliaia di pianeti nani come Plutone e la sua luna Caronte. In realtà la massa totale di questa fascia è un decimo o forse anche un centesimo di quella della Terra. Al di fuori di Kuiper c'è un ultimo pianeta nano, Eris, il 25% più massivo di Plutone e avente all'incirca lo stesso diametro.


Il vento solare

Eppure l'influenza del Sole non si ferma lì, ma si estende ben oltre con il suo vento solare (particelle cariche e campo magnetico). Tutto il vento solare è sostenuto nell'eliosfera, il cui limite più esterno è l'eliopausa, modellata dal vento interstellare proveniente da tutte le stelle vicine. Possiamo immaginare una bolla gigantesca che definisce la regione in cui l'effetto delle emissioni del Sole domina rispetto alle altre stelle. Lo scontro tra vento solare e vento interstellare avviene nella zona detta termination shock, dove si registra un rallentamento del primo (tra 80 UA e 100 UA). Dopo questa zona il vento solare diventa più turbolento e la sua azione termina alla già citata eliopausa dove invece domina il vento interstellare, ad una distanza di circa 230 UA. Parliamo di più di 4 volte la distanza tra il sole e Plutone.


Nube di Oort

Ancor più all'esterno troviamo la nube di Oort posta tra 50.000 UA e 200.000 UA, che dovrebbe essere popolata da comete e nella quale la forza gravitazionale del Sole viene ancora avvertita. La zona si trova al di fuori dell'eliopausa, dunque è completamente investita dal vento interstellare proveniente dalle stelle che ci circondano. Nonostante la forza gravitazionale del Sole abbia la sua influenza nella nube di Oort, le stelle vicine fanno sentire la loro attrazione in questa zona. Parliamo comunque di uno spazio che conosciamo poco e non sappiamo nemmeno fino a dove si estende, dunque anche in questo caso il confine che delimita il nostro sistema solare non è per nulla netto come si potrebbe pensare.