DuckDuckGo: il motore di ricerca, rivale di Google, che punta alla privacy

DuckDuckGo sfida Google puntando tutto sulla privacy e la libertà. Riuscirà a dire la sua nel mondo dei motori di ricerca?

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La ricerca di soluzioni alternative rispetto a quelle che usiamo normalmente è diventata uno dei must del mondo tecnologico degli ultimi tempi. Gli utenti vanno alla ricerca di strumenti nuovi, che offrano di più in termini di funzionalità, ma anche qualche garanzia in più su privacy e sicurezza. Da qui la diffusione di servizi come Signal per la messaggistica istantanea, di social network alternativi e, infine, di nuovi motori di ricerca.
L'alternativa a Google è diventata una delle maggiori richieste da parte degli utenti, molti dei quali desiderosi di trovare un motore di ricerca alternativo, lontano dalle logiche di mercato e, magari, più attento alla privacy e alla gestione dei dati personali. Possiamo leggere in questo modo la recente esplosione di DuckDuckGo, portale che ha da poco superato il traguardo delle 100 milioni di ricerche.

100 milioni di ricerche

Il 18 gennaio ha segnato una data storica per DuckDuckGo, con il già citato superamento della soglia di 100 milioni di query in un solo giorno. Si tratta di un record assoluto per un motore di ricerca che, nel suo piccolo, sta cercando di proporsi come valida alternativa a Google, grazie al suo modo diverso di porsi agli utenti, alle loro ricerche e ai loro dati. Si tratta del culmine di un processo di crescita che ha portato il servizio ad arrivare a 2 miliardi di ricerche al mese. I numeri di Google, che arriva a 5 miliardi di ricerche al giorno, sono ancora piuttosto lontani, ma la crescita è un segno della volontà degli utenti di trovare un'alternativa. Le estensioni per i browser sono arrivate alla cifra record di 4 milioni di download, una diffusione di alto livello per un sito spesso non presente di default sui sistemi operativi che utilizziamo sui nostri device.

Una ricerca "diversa"

A distinguere DuckDuckGo è un'attenzione massima e quasi maniacale per la privacy, con una totale assenza del tracciamento dei dati e degli indirizzi IP di chi lo utilizza: la navigazione non viene in pratica profilata e i dati personali restano in mano all'utente. A differenza di quanto avviene con Google, quando si utilizza DuckDuckGo per una ricerca, il sito non viene mai a sapere attraverso quale percorso di pagine e quali chiavi di ricerca si è arrivati ad un determinato risultato. Le tre caratteristiche principali del servizio riguardano in primo luogo la non memorizzazione delle informazioni personali, l'assenza di pubblicità mirate in base alla propria cronologia di ricerca e l'assenza del tracciamento.

Guadagni alternativi

A far guadagnare il servizio sono solo gli annunci pubblicitari in base alle ricerche e le partnership di alto profilo, come quella con Amazon. La vera differenza sta nell'anonimato totale del nostro indirizzo IP: con gli altri motori di ricerca è facile che i siti verso cui ci dirigiamo sappiano chi siamo e perché siamo arrivati su quella pagina; con DuckDuckGo rimaniamo sempre anonimi: i siti in cui arriviamo sanno che li abbiamo visitati ma non possono sapere con quali chiavi di ricerca li abbiamo raggiunti e ancor meno non possono accedere alle informazioni personali legate al nostro indirizzo IP. Tutto questo mette l'utente al riparo dall'offerta non richiesta di servizi e pubblicità.

Come funziona

A livello pratico il servizio funziona come un qualsiasi motore di ricerca, con la missione però di offrire una ricerca quanto più possibile pertinente e precisa. Per raggiungere lo scopo il sistema combina insieme centinaia di fonti, unendo i risultati di più motori di ricerca: nella lista figurano Wikipedia, Wolfram Alpha, Bing, Yandex, Yahoo, tutti ponderati per offrire dati quanto più possibile pertinenti e rilevanti. Vi è anche un sistema di risposte immediate per offrire risultati rapidi e precisi in pochissimo tempo. Il tutto, almeno sulla carta, lontano dalle ingerenze delle grandi aziende e delle realtà commerciali che da sempre utilizzano i nostri dati presenti su Google per profilarci e darci pubblicità spesso non richieste.
Un modo di fare che sta creando sempre più malcontento e sviluppando un'attenzione sempre più marcata dell'utente sulla privacy e la "segretezza" dei dati personali, da troppo tempo messa in secondo piano per questioni di puro guadagno economico.

Numeri importanti, privacy fondamentale

Difficile, senza una reale profilazione degli utenti, che si riesca a capire quante persone utilizzino il motore di ricerca. I vertici parlano di almeno 65 milioni di utenti attivi, aumentati a dismisura grazie al recente arrivo delle estensioni per Android, iOS e Google Chrome. A portare sempre più seguito a DuckDuckGo sono le recenti polemiche sulla privacy.
Il motore di ricerca tende a rimarcare la sua posizione sulle sue pagine, sottolineando il suo ruolo totalmente diverso rispetto a quello dei competitor, ruolo che in una situazione come quella odierna potrebbe davvero fare la sua fortuna: "La privacy è un tuo diritto - si legge - Le aziende stanno guadagnando denaro dalle tue informazioni private online senza il tuo consenso. In DuckDuckGo, non pensiamo che Internet debba essere così inquietante. Il mantenere la tua privacy online dovrebbe essere facile come chiudere le persiane. Troppe persone credono che semplicemente non ci si possa aspettare la privacy su Internet. Non siamo d'accordo e la nostra missione è quella di stabilire un nuovo standard di fiducia online".

Un internet "nuovo"

Fiducia e attenzione ai dati, una filosofia diametralmente opposta rispetto a quella cui siamo abituati, segno che un internet diverso è ancora possibile. Un internet che vada oltre regole economiche e di guadagno e che cerchi degli introiti in altro modo, cercando di innescare un rapporto di fiducia con gli utenti. Parliamo di un legame che è andato via via spegnendosi, che ha creato negli internauti una certa diffidenza verso realtà che offrono servizi gratuiti solo sulla carta, facendo però pagare un prezzo ben più alto, rappresentato dall'identità e dalle preferenze di ognuno di noi.

Slegare questi aspetti della sfera privata dal mero tornaconto economico sembra essere ormai una pura utopia per realtà enormi che vivono e vanno avanti solo dalla compravendita della nostra identità sulla rete. Una situazione per molti insostenibile ma che non deve mai far venir meno la fiducia che un'alternativa possa esistere. DuckDuckGo è li a dimostrare che qualcosa di diverso ed efficace è possibile, che le alternative esistono e i nostri dati possono rimanere solo nostri e non essere solo pura merce di scambio.
Certo, alla fine si tratta solo di nicchie e alternative che molti non useranno, ma è giusto per tutti avere tra le mani quanti più strumenti possibili per rendere internet un posto sicuro e felice in cui muoversi e non una gabbia in cui avere paura o sentirsi sempre sotto sorveglianza o attacco. Queste alternative ci devono essere, per il bene di internet e della sua sopravvivenza.