Duri a morire: gli smartphone che offrono ancora il jack da 3,5 mm per le cuffie

Mentre il mercato si sposta sempre più verso il Bluetooth, sono ancora disponibili degli smartphone che includono l'ingresso da 3,5mm. Ecco quali.

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In principio fu il jack per le cuffie, poi arrivò il notch. Possiamo riassumere in questa frase il trend degli ultimi anni nel settore degli smartphone. A guidarli, entrambi, ci ha pensato Apple, prima società a rimuovere l'ingresso da 3,5mm per le cuffie in favore di una porta unica (la Lightning).
Una scelta, quella di Cupertino, per nulla accolta con favore dagli utenti al tempo di iPhone 7, i quali hanno lamentato l'impossibilità di ricaricare il telefono e ascoltare la musica in contemporanea, salvo ricorrere a headset Bluetooth come le AirPods. Apple ha giustificato il tutto dicendo che la rimozione dell'ingresso per le cuffie avrebbe permesso agli ingegneri di ridurre lo spessore del telefonino e aumentare lo spazio interno, a favore di una batteria maggiore.
Con il passare degli anni sono stati tanti i produttori che hanno seguito la falsariga di Apple, nonostante ciò restano comunque disponibili sul mercato smartphone "tradizionalisti" che, accanto all'ingresso per la ricarica (prevalentemente USB-C), sfoggiano il foro per le cuffie. Li abbiamo divisi in fasce di mercato per una più facile comprensione e lettura.

Fascia bassa

Partiamo dalla fascia bassa del mercato. L'offerta in questo caso non è certo eccelsa e, come prevedibile, caratterizzata principalmente da marchi asiatici. Figurano però anche produttori noti come Motorola e Samsung.
Quest'ultima porta nel listino il Galaxy J7 V, della linea J di fascia bassa. Lanciato ormai un anno e mezzo fa, il dispositivo sfoggia il jack per le cuffie da 3,5 millimetri.
Per quanto riguarda Motorola, invece, i "superstiti" dell'ingresso audio tradizionale restano Moto E5 Plus, Moto E5 Play, Moto E4 Plus e Moto E4, smartphone non estremamente popolari in Italia ma che nella porzione di mercato di riferimento hanno comunque il loro pubblico.
Anche Asus porta nella fascia bassa del settore uno smartphone per gli amanti degli auricolari e cuffie col filo, si tratta di Asus ZenFone Max Plus, della linea ZenFone, molto apprezzata dagli utenti italiani.
Alcatel invece ha lasciato l'ingresso solo sull'1X e il 3V, che in molti probabilmente nemmeno avranno mai sentito nominare, vista la quota di mercato esigua rappresentata dallo storico marchio di cellulari nel Bel Paese.
Anche LG, nonostante stia puntando tutto sull'innovazione, ha preferito mantenere il vecchio standard su alcuni smartphone di fascia bassa: si tratta dei K20, Pen 3 e XP8.

Fascia media

Continuiamo, com'è giusto che sia, con i telefoni di fascia media. Partiamo proprio da uno smartphone Apple, l'iPhone SE, il cellulare che riprende il design di iPhone 5 ma che al suo interno include le componenti di iPhone 6s.
A oggi si tratta dell'unico smartphone della Mela Morsicata insieme ad iPhone 6s e 6s Plus a supportare le cuffie con jack da 3,5 millimetri. Lanciato nell'ormai 2016, quasi un'era geologica fa a livello tecnologico, il dispositivo rappresenta ancora oggi un'ottima scelta per chi è affezionato all'UI e l'ecosistema Apple e non ha particolari pretese, anche a livello economico.
Molto interessante anche la proposta di Samsung con la Gamma A, ormai una sicurezza per i dispositivi di fascia media. Il Galaxy A6 è ancora oggi disponibile nei negozi a prezzi abbordabili (poco sopra i 150 Euro), con ovviamente il foro per le cuffie accanto all'alimentazione.
Discorso analogo anche per Motorola, che con il Moto X4 ha deciso di mantenere l'ingresso jack da 3,5mm. La stessa strategia è stata applicata ai Moto G6, Moto G6 Play, Moto G5 Plus, Moto G4 e Moto G5S. La società è rimasta dunque sui binari tradizionali preferendo le cuffie a filo a quelle Bluetooth, che comunque possono essere utilizzate.
Anche Meizu ha preferito mantenere l'ingresso da 3,5 millimetri per le cuffie su vari smartphone: è il caso di Meizu 15 Plus, Meizu 15, Meizu 15 Lite e Meizu E3, mentre Sony lo ha mantenuto nella gamma Xperia XA2 (XA2 Ultra e XA2) e in Xperia L2.
Vivo, invece, ha applicato lo stesso discorso a X21 e Y71, oltre che alla gamma Blu (Vivo XL3 Plus, Vivo One Plus, Vivo XL3 e Pure View).
HTC ha scelto di mantenere il jack nell'ottimo Desire 12 Plus, un medio gamma su cui la società taiwanese ha puntato molto, ma che purtroppo non è riuscito a risollevare le sorti di una compagnia ormai sempre più lontana dai fasti di un tempo.
Interessante anche la scelta di Honor, il marchio gemello di Huawei, che ha deciso di lasciare l'ingresso da 3,5 millimetri sull'Honor 10, uno degli smartphone più apprezzati degli ultimi tempi.

Fascia alta

Nella fascia alta del mercato la scelta è più risicata, poiché i principali marchi si stanno adattando allo standard. iPhone X, iPhone 8 Plus, iPhone 8, Huawei P20, Huawei P20 Pro e i Pixel 2 di Google, ad esempio, si sono conformati e utilizzano rispettivamente gli standard Lightning e USB-C, sono però ancora molti i produttori che continuano a rinunciare alla sottigliezza in favore di un'adozione più elevata dei propri dispositivi.
È innegabile che ad oggi anche la presenza/assenza dell'ingresso per le cuffie sia valutata dagli utenti in fase di acquisto di un top di gamma, e molti rinunciano a spendere cifre elevate per un dispositivo che "non permette di ascoltare la musica con le cuffie", nonostante siano comunque presenti in commercio (e in molti casi direttamente nelle confezioni) gli adattatori che consentono di agganciare le cuffie all'ingresso USB-C/Lightning.
Per quanto riguarda gli smartphone top di gamma, OnePlus ha deciso di mantenere lo standard per le cuffie con la linea OnePlus 6, mentre non è detto che accada lo stesso con OnePlus 6T, che sarà svelato il prossimo mese.
Integralista anche Samsung, sia con Galaxy Note 9 che con la linea di smartphone top di gamma lanciata a inizio anno e composta dal Galaxy S9 e Galaxy S9 Plus, per la contentezza dei fan che hanno promosso la decisione del colosso asiatico.
Stessa strategia adottata anche da Asus, con lo ZenFone 5Z, che per molti non si può considerare a tutti gli effetti un top di gamma, anche se le specifiche tecniche correlate al prezzo affermano il contrario.
Spazio per il jack anche in Vivo V11 e V9, ancora non disponibili in Europa ma che citiamo per dovere di cronaca.