È possibile trovare la vita nello spazio nei mondi acquatici?

Sappiamo che nei mondi acquatici è possibile che ci siano delle forme di vita. Come facciamo a esplorarli e quali sono le difficoltà?

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C'è della vita al di fuori del nostro pianeta? L'essere umano si pone questa domanda praticamente da sempre, mentre la comunità scientifica da decenni si sta adoperando per trovare una risposta a questo quesito, pianificando con attenzione l'esplorazione del sistema solare lì dove sarebbe più probabile trovare delle forme di vita simili a quelle che conosciamo sulla Terra. Nello scorso articolo vi abbiamo parlato dell'importanza dei mondi acquatici come Europa ed Encelado per la ricerca della vita. Parliamo di due satelliti che orbitano rispettivamente attorno ai pianeti Giove e Saturno, che ospiterebbero vasti oceani di acqua al di sotto della loro superficie ghiacciata spessa, la quale è uno scudo naturale contro le radiazioni proveniente dal sole. Probabilmente è più conveniente cercare vita in questi mondi acquatici ricchi di acqua liquida piuttosto che esplorare un pianeta arido come Marte, ma raggiungere i primi luoghi non è affatto semplice.


Dov'è possibile trovare l'acqua nell'universo?

Nessuno può dare un numero preciso, ma nel mondo scientifico dell'astronomia diversi ricercatori parlano di un numero di questi mondi acquatici che supererebbe di centinaia o addirittura di migliaia di volte quello dei pianeti rocciosi come la Terra, presenti nella zona abitabile di una stella. Cosa si intende con zona abitabile? Attorno a una stella orbitano pianeti e di conseguenza satelliti, ma non tutti possono ospitare l'acqua allo stato liquido, elemento ritenuto essenziale per la formazione della vita. La zona abitabile è una fascia circolare che non è né troppo vicina a una stella, dove l'acqua evaporerebbe, né troppo lontana, dove l'acqua sarebbe presente solamente allo stato solido.

Se un pianeta si trova nella zona abitabile non è detto che abbia tutte le caratteristiche per ospitare la vita come la conosciamo qui sulla Terra. Nel nostro sistema solare Marte e Venere si trovano entrambi nella fascia abitabile, ma il primo ha ormai perso la maggior parte della sua atmosfera, mentre il secondo ha un'atmosfera fin troppo calda e letale. Servono dunque una temperatura esatta e la giusta atmosfera affinché l'acqua sia presente allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. In alternativa possiamo semplicemente andare a cercare l'acqua liquida in posti come Encelado ed Europa che, nonostante non siano simili al nostro pianeta, offrono le condizioni necessarie per ospitare acqua liquida.

L'acqua di Europa ed Encelado è protetta naturalmente

Sopravvivere nello spazio non è semplice. La Terra ha una protezione naturale garantita dal campo magnetico che funge da scudo contro il vento solare, costituito da particelle cariche estremamente dannose per la vita. Basti pensare a quello che è successo a Marte, privato della sua atmosfera a causa di queste particelle. Anche i raggi cosmici e le radiazioni dei singoli pianeti (come ad esempio Giove) sono dannose per la vita come la conosciamo sulla Terra, ma su satelliti come Europa ed Encelado non c'è nulla da temere. La crosta ghiacciata superficiale è una protezione naturale contro il vento solare e le varie radiazioni presenti nello spazio penetrano nell'acqua allo stato solido solo per qualche metro, dissipando la loro energia prima di entrare a contatto con le grandi riserve d'acqua allo stato liquido.

Sicuramente il fatto che il sole non possa arrivare al di sotto dei chilometri di ghiaccio non gioca a favore della possibilità di trovare vita, ma nonostante tutto è plausibile ipotizzare che si possano essere formati degli organismi unicellulari estremamente semplici.
Purtroppo non è molto semplice determinare con certezza la presenza di acqua in questi mondi coperti da una spessa crosta ghiacciata: l'unico modo per capirlo è inviare un lander apposito che la fori e raccolga campioni dell'acqua. Per quanto riguarda il satelle Europa è prevista una missione nota come Europa Clipper per esplorare non solo il satellite ghiacciato, ma anche le altre lune di Giove. La sonda spaziale dovrebbe scattare foto ravvicinate e raccogliere più dati possibili della sua superficie, compito non semplice vista l'alta quantità di radiazioni proveniente dal gigante gassoso Giove. Un radar apposito sarebbe in grado di capire quanto è spessa la crosta di Europa e se sono presenti dei bacini d'acqua sulla superficie.

Come già specificato nello scorso articolo, il tiro causato da Giove verso Europa è sufficiente a mantenere il suo nucleo caldo, permettendo quindi all'acqua di rimanere liquida. Se Clipper confermasse la presenza di acqua liquida si potrebbero inviare altre sonde per studiare ancora più a fondo Europa, in maniera simile a quanto la NASA già sta facendo con Marte.
Nel prossimo articolo vi parleremo ancora più nel dettaglio di come sarebbe possibile esplorare queste riserve naturali di acqua liquida e di quali altri difficoltà gli scienziati devono tenere conto per capire se la vita si è veramente sviluppata in quei mondi. Come sempre, restate sintonizzati su queste pagine!