Ecco come si festeggia il Natale nei vari Paesi del mondo

Vediamo insieme come si festeggia il Natale, la festa più bella dell'anno, nelle varie parti del mondo, dalla Cina all'Egitto.

Ecco come si festeggia il Natale nei vari Paesi del mondo
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Ah il Natale, la festa più bella dell'anno per molti e - senza alcun dubbio - quella più attesa. Nonostante possa sembrare un evento mondiale la realtà è molto diversa. La cultura occidentale ha portato i festeggiamenti praticamente in ogni angolo del globo, ma non da tutte le parti è lo stesso, scopriamo quindi come si festeggia il Natale nel mondo.

Cina, dove il Natale non esiste... o quasi

In Cina solo l'uno per cento delle persone è cristiano, quindi i festeggiamenti riguardano una piccola parte della popolazione. Per questo motivo, la festa viene spesso celebrata solo nelle principali città in cui possiamo trovare alberi di Natale, luci e altre decorazioni per le strade e nei grandi magazzini. Babbo Natale si chiama "Shen Dan Lao Ren" e, quando consegnano la posta, alcuni postini lo fanno vestiti col caratteristico costume del portatore dei regali per eccellenza. Solo poche persone hanno un albero di Natale e la stragrande maggioranza delle volte è di plastica; viene decorato con catene di carta, fiori di carta e lanterne di carta. Una tradizione che sta prendendo sempre più piede la vigilia di Natale è quella di regalare le mele. Il motivo? La parola per mela in mandarino è "píngguo", che suona come la parola "pace".

Nonostante questo, la maggior parte dei cinesi non festeggia affatto il Natale, soprattutto nelle aree rurali, dove l'influenza occidentale e cristiana è trascurabile. La maggior parte di coloro che lo festeggia lo fa come un'occasione felice per riunirsi con amici e parenti... insomma, per una scusa per festeggiare qualcosa.

La situazione cambia nelle città più grandi. A Hong Kong, ad esempio, il giorno di Natale e Santo Stefano sono entrambi giorni festivi ufficiali, mentre il 26 dicembre si fanno acquisti per i saldi post-festivi e solitamente i datori di lavoro fanno dei regali ai dipendenti.

Norvegia, un Natale vichingo?

Per i bimbi in Norvegia, così come per la maggior parte dei paesi europei, i regali vengono portati da Babbo Natale e anche dai piccoli gnomi chiamati "Nisse". Nel paese è tradizione offrire piccoli regali ogni giorno di dicembre che precede il Natale. Questi sono noti come Adventsgave o Kalendergave e sono, in poche parole, la versione del nostro - più commerciale - "Calendario dell'Avvento".
Invece di latte e biscotti, un covone di grano viene spesso lasciato fuori perché gli uccelli possano mangiarlo durante la notte di Natale e talvolta viene lasciato anche un tipo di porridge di riso per gli gnomi, che si crede custodiscano gli animali della fattoria. Un'altra tradizione - che differisce dalla nostra - in alcune parti della Norvegia è che le famiglie accendono una candela ogni notte dalla vigilia di Natale a Capodanno.

Per gli abitanti si tratta di una festa "relativamente giovane", poiché il Natale non è stato celebrato in Norvegia fino al 1000 o 1100 circa, quando il cristianesimo arrivò per la prima volta nell'area. Prima di questo si festeggiava il jul (o jòl) in pieno inverno, una celebrazione della vendemmia andata e un modo di guardare avanti alla primavera in onore degli antichi dei pagani scandinavi.

L'usanza più famosa del Natale in Norvegia è il grande albero di Natale che il paese regala al Regno Unito ogni anno. L'albero viene dato come ringraziamento per l'aiuto dato dal Regno Unito alla Norvegia durante la seconda guerra mondiale. A proposito di albero, una decorazione tradizionale norvegese dell'albero di Natale sono piccoli cestini di carta chiamati "Julekurver", realizzati a forma di cuore. Si dice che lo scrittore Hans Christian Andersen (l'autore del "Brutto anatroccolo") possa averli inventati negli anni '60 dell'Ottocento!

Uno dei dolci più popolari è un pane speciale chiamato "Julekake" che contiene uvetta, scorze candite e cardamomo. Alla vigilia di Natale viene consumata una polenta di riso come pasto all'ora di pranzo (servito con burro, zucchero e cannella) o come dessert principale della sera (con panna montata mescolata). Se si trova una mandorla nella propria porzione, tradizionalmente viene donato un maiale di marzapane rosa o bianco.

Natale in Egitto

In Egitto, solo una parte della popolazione celebra davvero il Natale come una festa religiosa, poiché la maggior parte dei cristiani egiziani appartiene alla Chiesa ortodossa copta e hanno alcune tradizioni davvero uniche. Ad esempio, la festa non viene celebrata il 25 dicembre ma il 7 gennaio. Il mese copto che porta al Natale si chiama Kiahk. Per i 43 giorni prima di Natale, dal 25 novembre al 6 gennaio, i cristiani ortodossi copti fanno un digiuno speciale in cui seguono fondamentalmente una dieta vegana. Non mangiano nulla che contenga prodotti provenienti da animali. Arrivati al grande giorno, si possono mangiare tutti i cibi che contengono carne, uova e burro, che sono stati "vietati" nei giorni prima dell'Avvento. Il giorno di Natale ortodosso, le persone si riuniscono nelle case portando con sé i "kahk" (biscotti dolci speciali da regalare).
In Egitto, Babbo Natale si chiama Baba Noël ed è descritto esattamente come la sua visione più comune: i bambini sperano che si arrampichi da una finestra e lasci dei regali, in cambio loro lasciano dei kahk sul davanzale.

Giappone, Santo Natale o Natale-San?

Il Natale è stato ampiamente celebrato in Giappone solo negli ultimi decenni. Non è ancora visto come una festa o celebrazione religiosa poiché - esattamente come in Egitto o in Cina - non ci sono molti cristiani. Diverse usanze, tuttavia, sono arrivate in Giappone dagli Stati Uniti, come l'invio e la ricezione di cartoline e, ovviamente, i regali di Natale (stesso discorso possiamo farlo con la tradizione di Halloween).

In Giappone, il Natale è conosciuto più come un momento per diffondere la felicità piuttosto che come una celebrazione religiosa. La vigilia viene spesso celebrata più del giorno 25. Tale giorno, infatti, è pensato come una giornata romantica, in cui le coppie trascorrono insieme e si scambiano i regali.
Per molti versi assomiglia alle celebrazioni di San Valentino. Il piatto più mangiato durante questa giornata? Il pollo fritto. Nonostante il Natale non sia una festa nazionale in Giappone, spesso le scuole sono chiuse il 25 perché si trovano vicino all'inizio delle vacanze del Capodanno.

Un brano musicale è particolarmente famoso intorno a Natale e alla fine dell'anno in Giappone: la Nona Sinfonia di Beethoven e il suo "Inno alla gioia". Paradossalmente, è il capodanno il giorno più simile a un tradizionale Natale occidentale, poiché il nuovo anno è il periodo in cui le famiglie si riuniscono, consumano un pasto speciale, pregano e inviano biglietti di auguri.

Il Natale in Repubblica Ceca

Qui c'è qualcosa di diverso. Poiché è la sera del 5 dicembre (ovvero la vigilia di San Nicola), che i bambini aspettano l'arrivo di Babbo Natale (che viene chiamato San Nicola, Svaty Mikulás). Secondo le storie che si raccontano ai pargoli, viene accompagnato da uno o più angeli e uno o più diavoli. Chiede ai bambini se sono stati bravi tutto l'anno e di cantare una canzone o di recitare una poesia, dando loro un cesto di regali, spesso contenenti cioccolato e frutta. Se il bimbo è stato cattivo, invece, il diavolo potrebbe dare un pezzo di carbone.

Le principali celebrazioni natalizie sono la vigilia di Natale; alcune persone digiunano durante tutto il giorno la vigilia di Natale nella speranza di vedere una visione del "maiale d'oro" (zlaté prasátko) apparire prima di cena, un segno di buona fortuna. La cena tradizionale di Natale viene consumata la sera della vigilia e il pasto consiste in zuppa di pesce (a base di carpa) e carpa fritta con insalata di patate. Qui è il Christkind ("Gesù Bambino") a portare i regali durante la cena della vigilia e li lascia sotto l'albero di Natale.

I bambini cechi cenano in un luogo diverso da quello in cui si trova l'albero e, quando sentono suonare il campanello, significa che Gesù è arrivato e ha lasciato i regali sotto l'albero. C'è anche una particolare superstizione in Repubblica Ceca: se si butta una scarpa dietro le spalle il giorno di Natale e la punta indica verso la porta casa, vuol dire che il matrimonio è vicino.

Insomma, abbiamo capito una cosa: si tratta di un giorno in cui alla gente piace stare insieme. Purtroppo non tutti oggi saranno in compagnia dei loro cari, vista la situazione in cui si trova il mondo. Un regalo, una chiamata o un semplice messaggio oggi più che mai saranno importanti per dimostrale la vostra vicinanza, consolando coloro che, nonostante siano lontani, sono vicini nella mente e, soprattutto, nel cuore. Buon Natale da tutta la redazione di Everyeye.it. Tanti auguri!