Elon Musk si sta rovinando per colpa di Twitter?

Elon Musk sta rischiando la sua posizione e quella delle sue aziende per colpa dell'impulsività su Twitter. Ma com'è finito in questa situazione?

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Ci risiamo, Elon Musk è accusato di aver violato l'accordo che aveva stipulato con la SEC per colpa di Twitter. E ora rischia grosso. Ha tempo fino all'11 marzo per spiegare le sue ragioni, dopodiché potrebbe finire davanti a un giudice che ascolterà la sua difesa e le nuove accuse della SEC, l'equivalente della Consob italiana. È l'ennesima volta che il CEO di Tesla rischia di rovinarsi per colpa di un tweet. Ma, esattamente come mai?
Una interessante indagine del Wall Street Journal aveva sviscerato le abitudini di Elon Musk su Twitter, rivelando un profilo "social" piuttosto atipico per un CEO di un'azienda delle dimensioni di Tesla o Space X. A dirla tutta, quelle di Elon Musk sono abitudini bizzarre anche per una celebrità di qualsiasi tipo. E non necessariamente solo in negativo: ad esempio il WSJ aveva scoperto che una grandissima parte dei suoi tweet sono risposte alle domande degli altri utenti, con cui ama interagire in modo quasi compulsivo.

Le bizzarre abitudini del CEO di Tesla su Twitter

Elon Musk sembrerebbe dare grossissima attenzione a qualsiasi tentativo di contattarlo, che sia per esporre un'osservazione, fare una domanda sulle attività delle sue aziende o anche solo per mostrargli un meme o insultarlo. Musk tenderebbe a rispondere più frequentemente agli utenti "comuni", ai profili con meno di 2.000 follower, prova che non c'è davvero contenuto che sfugga alla sua vista, o quasi. Peraltro il CEO di Tesla e di The Boring Company avrebbe anche un atteggiamento rissoso, e molto poco diplomatico: insulti, anche pesanti, alle critiche di perfetti signor nessuno o ad altri VIP sono molto frequenti.
Perché mai un CEO multimiliardario dovrebbe perdere tempo a dare dell'idiota a qualche tizio a caso? Quando, soprattutto? La ricerca del Wall Street Journal racconta come l'attività sul social di Elon Musk non si fermi mai, né di notte, né durante gli orari d'ufficio. A parte Marc Benioff di Salesforce, non esiste un solo CEO del rango di Musk che usi Twitter più di lui. Almeno che non si consideri "CEO degli Stati Uniti" Donald Trump, beninteso.

Molto spesso l'uso disinibito di Twitter gli si è ritorto contro: ad esempio l'anno scorso ebbe l'idea molto sveglia di condividere un tweet dove, scherzando, diceva che Tesla avrebbe dichiarato bancarotta. Era il primo d'Aprile ma questo non impedì alle azioni dell'azienda di perdere il 7% in poco tempo - e recentemente le cose hanno iniziato ad andare molto peggio di così.

I problemi con la SEC, la Consob americana

Questa estate Musk ha colto tutti alla sprovvista manifestando, con un tweet (e come, se no), l'intenzione di ritirare Tesla dal mercato azionario, ricomprandosi le azioni a 420$ l'una grazie a liquidità per 66 miliardi. Scherzava? Era impazzito completamente? Qualcuno pensava a una trollata, 420 è inside-joke tra gli appassionati di cannabis, e la coincidenza pareva un po' troppo forte.
Sta di fatto che la SEC, l'agenzia di vigilanza della borsa americana, non ha apprezzato per nulla e ha deciso di denunciare l'imprenditore al tribunale di New York : "Sapeva di non avere veramente i fondi necessari, se non sapeva operazione doppiamente spericolata, ha creato scompiglio nei mercati". Tesla ha dovuto correre ai ripari con una nota, condivisa (anche) su Twitter, in cui si smentiva l'ipotesi di un ritiro dei titoli. Alla fine Elon Musk ha patteggiato con la SEC, pagando a caro prezzo per la sua incoscienza: 40 milioni di dollari di multa (divisi a metà tra Tesla e imprenditore) e la rinuncia al ruolo di Presidente (ma non di CEO).

Tutto qua? Partita chiusa? Neanche per idea, la SEC ha imposto regole ferree sull'utilizzo di Twitter: tutti i post su Tesla, in particolare i commenti che potrebbero influenzarne il valore in borsa, devono prima venire approvati da un avvocato dell'azienda. Finalmente Elon Musk comincia a capire che ogni dichiarazione, anche la più sciocca, ha delle conseguenze, iniziando a comportarsi da persona adulta... no? No.
Dopo nemmeno sei mesi ci è ricascato. Pochi giorni fa un nuovo tweet, si parla delle performance di Tesla: "Tesla produrrà 500.000 vetture nel 2019", 100mila in più di quelle ufficialmente dichiarate dall'azienda. E il tweet non era nemmeno stato approvato dalla società, come imponevano gli accordi. Poi Musk ritratta, dice che lo hanno frainteso, e parlava dei ritmi di produttività (10mila macchine a settimana) e non del numero effettivo di vetture consegnate entro fine anno. La SEC va su tutte le furie, e denuncia nuovamente l'imprenditore sudafricano. "Non ha ottenuto né cercato l'autorizzazione per quel tweet, inaccurato, e visto da oltre 24milioni di persone". Musk rischia davvero pesante, adesso.

Un tribunale può... sequestrare l'account Twitter di Musk?

Ora la SEC vuole sanzionare Musk per aver violato i patti, dunque. Ma, esattamente, cosa può fare la giustizia americana? Può sequestrare l'account Twitter di Elon Musk? Ha senso legale una manovra simile? È quello che si è chiesta la giornalista di The Verge Elizabeth Lopatto. Per un avvocato di uno studio specializzato in corporate law, la risposta verosimilmente è no. Tuttavia Evelyn Cruz Sroufe si è prima soffermata sull'ipotesi che Musk possa venire revocato dal suo ruolo di CEO per via giudiziale, una cosa che "creerebbe più danni che benefici agli azionisti", ha detto. Quanto al sequestro dell'account verosimilmente sarebbe una sonora violazione del primo emendamento della Costituzione USA, quello sulla libertà di parola. Una ipotesi che è stata confermata a The Verge pure da Harvey Pitt, che è un ex commissario della SEC. Al peggio, un giudice potrebbe imporgli di non twittare più in rappresentanza di Tesla, ma è un po' assurdo perché il binomio Musk-Tesla è inscindibile nell'immaginario collettivo. Peraltro Twitter è uno strumento tra i tanti, "cosa gli impedirebbe di comunicare comunque con gli azionisti facendo video su Youtube"? La vera opzione nucleare sarebbe dunque una interdizione dalla possibilità di ricoprire incarichi dirigenziali o esecutivi all'interno di un'azienda quotata. Una soluzione davvero improbabile per Peter Haveles, avvocato di un altro prestigioso studio di New York.
Tuttavia non manca neppure qualche esperto di diritto che non esclude categoricamente l'ipotesi di un ban da Twitter deciso da un giudice, scelta che probabilmente non ha precedenti nella storia del diritto a livello mondiale.
Ken White, altro avvocato ed ex procuratore, dice che la SEC ha eccome il potere di censurare la libertà di parola di Musk, almeno in parte. Questo per il suo ruolo specifico di CEO di un'azienda quotata. Dello stesso parere anche altri degli intervistati. E detto francamente, una condanna a pagare una multa di qualche milione sarebbe qualcosa, ma non molto per uno come il patron di Tesla. E se invece... si pensasse a un'astinenza forzata da Twitter? Non riusciamo a immaginare castigo peggiore per il "povero" Elon Musk. Il verdetto nei prossimi mesi.