L'era dei droni per le consegne a domicilio è alle porte?

La Federal Aviation Administration ha autorizzato i primi test per la consegna tramite drone. Scopriamo insieme cosa ci riserva il futuro.

L'era dei droni per le consegne a domicilio è alle porte?
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Immaginate di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, stanchi e affamati, di aprire il frigo e di trovarlo completamente vuoto. Una scena che sarà capitata a molti di noi. Immaginate allora di prendere lo smartphone e di utilizzare uno dei tanti servizi di "food delivery": scegliete la vostra cena e vi mettete finalmente comodi sul divano. Dopo qualche minuto sentite un ronzio provenire dall'esterno e un piccolo alert vi avverte che il cibo è arrivato; vi avvicinate alla finestra, aprite, e davanti a voi trovate "il ragazzo della pizza"... solo che non è davvero un ragazzo ma un drone sospeso a mezz'aria, con dietro altre centinaia di piccole luci che corrono nel cielo. Sembra la scena di un film fantascientifico ma non è poi così lontana dalla realtà.

Il cielo in una stanza

All'inizio di Aprile la FAA (Federal Aviation Administration) ha rilasciato la prima certificazione per la consegna tramite drone all'azienda Wing (controllata da Google). Le consegne inizieranno in via sperimentale a Blacksburg, in Virginia, per piccoli pacchi commerciali trasportati da veicoli automatizzati a decollo verticale. Sempre negli stessi giorni Zipline, con sede in California, ha lanciato il più grande network al mondo per la consegna di vaccini, per il momento in Ghana, che può consegnare fino a 600 dosi al giorno e raggiungere più di 2000 strutture mediche in tutto il Paese.
Anche Ups in collaborazione con l'azienda tecnologica Matternet ha iniziato un servizio di consegna medica per gli ospedali di Raleigh, in North Carolina.
Il mix di questi annunci, insieme ai successi tecnologici raggiunti, fanno pensare che il futuro dei servizi di consegna personalizzati tramite droni sia dietro l'angolo. Tuttavia gli operatori del settore sono cauti: sviluppatori, industria dei droni e politici hanno ancora molto lavoro da fare e solo lo sforzo congiunto di tutte le parti potrà condurre verso l'ambito traguardo.

La potenza è nulla senza il controllo

Rendere il settore operativo senza rischi per l'incolumità delle persone è essenziale e, in un mondo in cui la scienza e la tecnica procedono a passo spedito, è normale che le regole si sviluppino più lentamente delle tecnologie: il cielo può diventare un luogo affollato e un eventuale impatto tra veicoli è assolutamente da evitare. Persino le strade sono affollate e il rischio che un drone cada sopra una zona abitata non è trascurabile. Il permesso concesso da FAA per Wing è un grande affare: l'azienda ha la possibilità di avviare le consegne anche fuori dalle normali linee guida seguite dagli operatori professionali che normalmente sono richieste dalle leggi vigenti. Ma non potranno fare tutto quello che vogliono: dovranno comunque monitorare lo spazio aereo sia con i radar terrestri che attraverso l'utilizzo di operatori umani.

La FAA vorrebbe che in futuro il monitoraggio diventasse automatizzato e al momento sta sviluppando un sistema di gestione del traffico droni che dovrebbe ridurre le misure che le singole compagnie devono implementare, permettendo così al settore di svilupparsi più rapidamente. Il governo americano avrà però bisogno di condividere i dati con gli operatori per permettere all'amministrazione di sviluppare e finalizzare nuove tecnologie funzionali al sistema.

Nel frattempo altre iniziative stanno prendendo forma: l'azienda tecnologica svizzera Auterion sta lavorando con GE Avition e con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per lanciare un programma di controllo automatico open source per i droni. Tale piattaforma potrà essere utilizzata dai produttori consumer e contribuirà a portare trasparenza in un settore in continua evoluzione andando a consolidare la fiducia tra il pubblico e le autorità di regolamentazione.

Nel caso specifico il sistema dovrebbe aiutare i piccoli produttori di droni a superare il dominio dell'industria cinese andando a sbloccare una situazione critica per lo sviluppo del mercato occidentale: proprio in questi giorni infatti il Governo americano ha vietato l'utilizzo della tecnologia fornita dai produttori cinesi a causa di problemi di sicurezza.

Un paracadute al posto dell'airbag

Nonostante lo sviluppo di un sistema di volo e controllo sempre più avanzato, i droni possono incontrare ostacoli o rompersi. Anche in questo caso le aziende lavorano per aumentare la sicurezza: Zipline usa paracadute balistici per impedire ai propri droni di precipitare, Wing utilizza algoritmi basati sul "machine learning" per localizzare punti di consegna sicuri, lontani da alberi, edifici e cavi elettrici. Verity Studios (dell'ingegnere italo/canadese Raffaelo D'Andrea) ha sviluppato un algoritmo, chiamato Failsafe, che permette ai droni di mantenere il controllo anche se uno o più rotori dovessero rompersi.
Insomma, con le dovute cautele, il futuro è alle porte e tra qualche anno potremmo ricevere le nostre consegne in tempo quasi reale e chissà, magari, ritrovarci a prenotare un taxi volante per spostarci liberamente in città.