Esistono gli Eroi? Ecco alcuni personaggi che hanno salvato milioni di vite

Come facciamo a definire un eroe? Scopriamo le storie straordinarie di chi lo è diventato salvando milioni di persone.

Esistono gli Eroi? Ecco alcuni personaggi che hanno salvato milioni di vite
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Se vi dicessero di descrivere un eroe, a cosa pensereste? Un mantello rosso e una forza incredibile? Gadget ultratecnologici e attrezzature anti-cattivi? Abilità sovraumane e poteri fantascientifici? Siamo così tanto abituati a sentire parlare di eroi dei fumetti, dei film e dei cartoni che molto spesso non ci rendiamo conto delle persone straordinarie del mondo reale. Certo, sicuramente non in calzamaglia e capaci di ribaltare le sorti dell'Universo, ma che con le loro azioni sono riuscite a fare del bene al prossimo.

Pochissimo tempo fa ci siamo imbattuti nella storia di James Harrison e siamo rimasti davvero colpiti dalle sue azioni che, per quanto possano sembrare banali, hanno salvato la vita a centinaia di migliaia di persone. Non c'è un fumetto dedicato a lui, i più non lo conoscono e i bambini non sanno chi sia. Certo, non si può mica pretendere che tutti siano ricordati, ma proprio per questo motivo ci siamo chiesti: chi potremmo definire "eroe" al giorno d'oggi? Proprio per questo motivo abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo - e il vostro - alla scoperta dei "veri" eroi del mondo moderno.

James Harrison, l'uomo dal braccio d'oro

James Christopher Harrison è anche conosciuto come l'uomo dal braccio d'oro, grazie alla composizione del suo plasma che contiene un anticorpo raro e molto potente chiamato immunoglobulina RhD, capace di proteggere i bambini non ancora nati dalla condizione potenzialmente mortale di incompatibilità Rh (in cui l'organismo di una madre non riconosce il feto).

Questa sua eroica storia inizia da un avvenimento tragico, ovvero quando a 14 anni subì un duro intervento che portò i medici a fargli una trasfusione di quasi 8 litri di sangue a causa dell'asportazione di un polmone. L'evento segnò in modo irrimediabile Harrison che, da questo momento in poi prese una decisione vitale. Al raggiungimento della maggiore età, infatti, decise di donare il suo prezioso sangue ogni settimana. L'uomo iniziò a donare nel 1954 e dopo le prime donazioni i medici si accorsero fin da subito della rarità del suo plasma, esortandolo a continuare. Così è stato. Le donazioni di Harrison (esattamente 1173) hanno salvato oltre 2,5 milioni di bambini e, oltre a "fruttargli" un Guinness World Records nel 2003 per il maggior numero di sangue donato da una singola persona, ha ricevuto la Medaglia dell'Ordine d'Australia nel 1999 (il più alto titolo onorifico del Paese). James Christopher Harrison, pensate, ha paura degli aghi e tutte le 1173 volte in cui ha donato il sangue si è sempre voltato dall'altra parte. "Probabilmente il mio unico talento è quello di poter donare sangue", disse una volta l'uomo dal braccio d'oro durante un'intervista alla CNN.

Norman Borlaug, il padre della rivoluzione verde

Il vincitore del Premio Nobel per la pace nel 1970 fu Norman Ernest Borlaug, un agronomo e ambientalista statunitense che diede il via a un grande aumento della produzione agricola poi ribattezzato "Rivoluzione Verde". Secondo l'articolo del 1997 Forgotten Benefactor of Humanity di Gregg Easterbrook, pubblicato su The Atlantic, Borlaug avrebbe salvato dalla fame oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.

Dopo la sua laurea in biologia ottenuta nel 1937, Borlaug ottenne il PhD in Patologia vegetale e genetica all'Università del Minnesota nel 1942 e venne assunto per lavorare al Cooperative Wheat Research Production Program, progetto sviluppato dalla Rockfeller Foundation e dal Ministero dell'agricoltura messicano, per cercare un modo di incrementare la produzione di frumento nel Messico, che a quel tempo dipendeva dall'importazione per la maggior parte del suo consumo.

Durante il suo lavoro, Borlaug riuscì a creare una specie di grano ad alta produttività, resistente alle malattie, di taglia ridotta e con precocità di spigatura. In poco tempo, grazie a queste (e altre) accortezze, nel 1963 il Messico aumentò a tal punto la produzione di frumento da diventare un paese esportatore.

Per farvi capire, nel 1960 il Messico produceva 1400 kg di grano per ettaro, mentre nel 1963 utilizzando la varietà di Borlaug si iniziarono a raccogliere 2700 kg per ettaro. Dopo il Messico, la varietà creata dallo scienziato - chiamata grano nano - venne portata in India e in Pakistan dove tra il 1965 e il 1970 la resa del frumento venne raddoppiata. Successivamente arrivò in Egitto e in molti altri Paesi dell'Africa e dell'Asia... consacrando definitivamente la "Rivoluzione Verde".

Stanislav Evgrafovic Petrov, l'uomo che evitò la terza guerra mondiale

Vi è mai capitato di prendere una decisione difficile? La risposta sarà certamente sì. La vera domanda, più che altro, è: quanto è stata difficile questa decisione? Sicuramente non quanto quella di Stanislav Evgrafovic Petrov. Durante la Guerra Fredda, infatti, Petrov dovette prendere la decisione più complicata della sua vita: disobbedire al suo Paese (al tempo l'Unione Sovietica) o dare il via a una plausibile - visto quello che stava per succedere - terza guerra mondiale.

Tutto ha inizio il 26 settembre 1983, quando a Petrov fu richiesto di sostituire l'ufficiale di servizio al bunker Serpuchov 15, vicino a Mosca. Il suo compito era semplice: monitorare il sistema satellitare di sorveglianza dei siti missilistici statunitensi. In poche parole, doveva controllare il radar per vedere se su territorio sovietico stavano per schiantarsi missili provenienti dagli USA. Se avesse rilevato qualcosa, l'uomo avrebbe dovuto chiamare istantaneamente i suoi superiori. Nel caso si fosse presentato un possibile attacco, la strategia dell'Unione Sovietica era quella di lanciare immediatamente un contrattacco nucleare su vasta scala contro gli Stati Uniti.

Il turno di Petrov iniziò alle 00:14 e quella che sembrava una serata tranquilla è invece passata alla storia. Il sistema improvvisamente diede l'allarme segnalando un missile lanciato dalla base di Malmstrom, in Montana, in viaggio verso il territorio sovietico. Poiché un solo missile gli sembrava strano, il militare decise di ignorare il primo segnale, ma venne subito avvisato di un secondo, possibile attacco. In poco tempo, cinque segnali si palesarono sul radar: cinque possibili missili nucleari stavano per abbattersi sul territorio dell'Unione Sovietica e, se Petrov si fosse attenuto al regolamento, avrebbe dovuto immediatamente chiamare i superiori che avrebbero deciso se lanciare o no l'attacco nucleare agli USA - tutto questo in pochissimi minuti.

Petrov, tuttavia, decise di attendere, prendendo con coraggio una decisione che - così come ben sapeva - avrebbe segnato per sempre il corso dell'esistenza umana. Fortunatamente, il tenente colonnello dell'Armata Rossa conosceva bene le peculiarità del sistema satellitare sovietico di rilevamento missilistico e decise di segnalare ai suoi superiori non un attacco, ma bensì un malfunzionamento dei radar. Una decisione che ha sicuramente salvato milioni di vite e ci ha evitato un'altra guerra mondiale.

Cosa causò il malfunzionamento? Una particolare congiunzione astronomica tra la Terra, il Sole e l'orbita del sistema satellitare collegata all'equinozio d'autunno, che aveva creato riflessi solari su nubi ad alta quota.

Henrietta Lacks, la donna con le cellule immortali

Tutti i soggetti di cui vi abbiamo raccontato le imprese hanno qualcosa in comune tra loro: hanno ricevuto dei riconoscimenti in vita grazie al loro operato, chi più, chi meno. Henrietta Lacks, però, non è a conoscenza di tutto il bene che ha fatto. La storia di Henrietta Lacks è tragica: il 29 gennaio 1951 andò al Johns Hopkins, l'unico ospedale della zona che curava i pazienti afroamericani, perché sentiva un "nodo" nel suo grembo e le venne diagnosticato in seguito un adenocarcinoma, un tumore maligno.

Henrietta, purtroppo, morì poco tempo dopo, il 4 ottobre 1951. Tuttavia le sue cellule tumorali continuano a vivere ancora oggi. Il chirurgo che analizzò il tumore, Howard Jones, eseguì una biopsia e, dopo averle mostrate a George Otto Gey, un medico ricercatore sul cancro operante nella stessa struttura, i due notarono qualcosa di incredibile: la straordinaria capacità delle cellule di replicarsi in una coltura di laboratorio.

In condizioni normali, infatti, le cellule cancerose si dividerebbero solo un paio di volte prima di morire. Le cellule di Henrietta Lacks, chiamate HeLa, hanno continuato a dividersi senza limite, ricevendo soltanto il giusto mix di nutrienti per crescere. Le cellule cancerose di Henrietta divennero la prima "linea cellulare" umana a essere stabilita in coltura, divenendo presto anche la più utilizzata nella ricerca biologica e fondamentale per molte scoperte biomediche dell'ultimo secolo.

Le cellule HeLa vennero utilizzate nel 1954 per sviluppare un vaccino contro la poliomielite e negli anni '80 i ricercatori che lavoravano sull'AIDS le utilizzarono per identificare ed isolare il virus dell'HIV. Questa è solo la punta dell'iceberg di tutte le scoperte effettuate con le cellule HeLa e sono quasi 11.000 i brevetti che le coinvolgono.
Tuttavia, tutte queste ricerche sono state effettuate all'insaputa della famiglia di Henrietta, poiché non vi erano leggi che obbligassero il medico ad informare il paziente su eventuali utilizzi di materiale biologico prelevato durante gli interventi. Dopo 70 anni dalla morte di Henrietta, i discendenti Lacks hanno citato in giudizio la Thermo Fisher Scientific con la richiesta di risarcimento dell'intero importo dei profitti netti ottenuti commercializzando la linea cellulare HeLa.

Ovviamente sappiamo che di eroi ne sono esistiti e ne esistono tanti. Parlando in termini generali, possiamo dire che tutti coloro che si alzano la mattina per garantire stabilità alla propria famiglia lo sono; chi salva le persone giorno dopo giorno all'interno degli ospedali, dalle fiamme o tanto altro. La parola "eroe" è a volte abusata, ma alcuni meritano davvero questo titolo.
Adesso, con questo in mente, se vi dicessero di descrivere un eroe, a chi pensereste?