Evil Dead: The Game è RTX ON, alla prova in 4K e con DLSS

Il DLSS è sbarcato anche su Evil Dead: The Game, raggiungendo e superando la soglia dei 180 titoli supportati. Ecco come se la cava nel titolo di Saber.

Evil Dead: The Game è RTX ON, alla prova in 4K e con DLSS
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  • L'ultimo tassello del franchise nato dalla penna e dalla fantasia di Sam Raimi passa per il nostro medium preferito grazie al recente lancio di Evil Dead: The Game, un eccentrico shooter cooperativo asimmetrico in cui mettersi alla prova con gli amici in un tripudio di orrore, demoni e motoseghe.

    Al netto delle nostre impressioni sul titolo, che trovate nella recensione di Evil Dead: The Game, un altro aspetto da considerare quando si parla della versione PC, è l'ottimizzazione del pacchetto. In questo frangente, i ragazzi di Saber Interactive hanno saputo tirar fuori un ottimo lavoro, la cui componente tecnica è ulteriormente avvalorata dalle tecnologie NVIDIA RTX e, in particolare, dal DLSS che consente di giocare anche in 4K con soluzioni grafiche di fascia media.

    Configurazione e aspettative

    Nella nostra prova abbiamo utilizzato una configurazione composta dal nuovo Intel Core i5-12600K con 32 GB di RAM DDR5-4800 e una NVIDIA GeForce RTX 3060 custom senza overclock. NVIDIA raccomanda almeno una RTX 3060 Ti per il gaming in 4K a 60 FPS con DLSS attivo, ma era giusto andare a scoprire anche il potenziale offerto da una scheda leggermente più accessibile.

    La tecnologia di upsampling sviluppata da NVIDIA è di tipo temporale (similmente alla seconda iterazione dello scaler di AMD, di cui vi abbiamo recentemente parlato anche nella nostra prova di FSR 2.0), ma si avvale dei Core dedicati all'IA per migliorare il framerate su diversi livelli di qualità, producendo immagini che, a massima qualità, riescono talvolta anche a risultare migliori della risoluzione nativa. Al contrario, l'obiettivo dei preset più aggressivi è quello di produrre quanti più fotogrammi al secondo possibili senza deteriorare troppo il risultato finale.
    A oggi, i giochi compatibili con il Deep Learning Super Sampling sono ormai oltre 180, un successo incredibile per una tecnologia sviluppata per accompagnarci per generazioni.

    Il miglioramento, in termini di esperienza ludica, è sostanziale: si parla, per Evil Dead: The Game, di framerate migliorabile fino all'85% in più rispetto alla risoluzione nativa.

    Come se non bastasse, il titolo è disponibile anche sul catalogo GeForce NOW e pronto per il Cloud Gaming. In questo modo, sarà possibile giocare senza PC accedendo direttamente ai supercomputer di NVIDIA e sfruttando anche in quel caso il DLSS per prestazioni migliorate. Inoltre, ricordiamo che con il piano RTX 3080 è possibile giocare accedendo ai nuovi SuperPod per giocare con risoluzione fino a 4K, fino a 120 FPS e con Ray Tracing attivo.

    Evil Dead: The Game e il DLSS

    Passando alla prova sul campo, accompagnare Ash nelle sue orrorifiche avventure in Single Player e in modalità cooperativa non poteva essere più appagante, complice un comparto tecnico già di per sé ben congegnato da risultare godibile con hardware midrange.

    Un lavoro portato a termine in maniera certosina dal team di sviluppo, con texture di buon livello ma non certo pesanti e un impianto di illuminazione credibile al punto giusto. In generale, l'impatto visivo al massimo dettaglio è particolarmente gratificante e con un hardware all'altezza non ci sono limiti alle proprie possibilità. Per condurre la nostra prova, come sempre, abbiamo selezionato un preciso itinerario con un set specifico di interazioni ambientali e con avversari casuali, cercando di ricalcarlo in maniera quanto più fedele possibile a ogni cambio di impostazioni per provare a rasentare una sorta di standardizzazione in assenza di strumenti di benchmark integrati.

    A 1080p è possibile raggiungere e superare tranquillamente la soglia dei 60 FPS con una media di oltre 80 anche a risoluzione nativa, sebbene in framerate nella sua interezza non sia dei più costanti. All'1% basso, infatti, si raggiungono i 42 FPS, praticamente la metà della media.
    Anche a 1440p e in 4K Evil Dead: The Game gira sorprendentemente bene con una RTX 3060 e le differenze sono nei termini di una manciata di fotogrammi, pur non raggiungendo in nessuno dei due casi i fatidici 60 frame al secondo.

    Accendendo il DLSS la storia cambia decisamente, con un FullHD che fa un salto di 20 FPS di media in uno schiocco di dita anche alla massima qualità, fino a raggiungere un boost del +42% con preset Performance.

    Data la vicinanza alla soglia minima, anche a 1440p il supersampling di NVIDIA consente di sfondare il muro dei 60 FPS e ci riesce in tutte le modalità, persino con preset Quality. A stupire, però, è proprio la prova a 2160p, dove il miglioramento si mantiene sostanzialmente identico e, soprattutto, stabile in tutto il percorso di gioco, con minime e 1% che si alzano drasticamente rispetto alla risoluzione nativa.

    Una cosa è certa: anche con una GPU di fascia media non è da escludere che si possa giocare in 4K/60 con i giusti accorgimenti sui parametri, pur ricordando che con la nostra RTX 3060 siamo riusciti a raggiungerli e superarli con settaggi di gioco impostati su Estremo.
    Quanto all'impatto sulla qualità visiva, senza troppe sorprese il DLSS si comporta in maniera impeccabile. cercando di ricostruire le informazioni mancanti in maniera quanto più fedele possibile. Non si tratta forse del miglior gioco sul mercato per saggiarne il potenziale di scaling a livello qualitativo, dato lo stesso stile artistico scelto per la creazione del titolo. Arduo stabilire se a preset massimo si riesca a ottenere un miglioramento oggettivo dell'immagine, dal momento che il DLSS va a ricostruire un'immagine con bordi generalmente più nitidi (di proposito non abbiamo messo mano allo slider relativo alla nitidezza, lasciandolo su valori stock) rispetto alla risoluzione nativa e rientrando, per questo motivo, perlopiù in una scala di preferenze personali. Sicuramente, però, non possiamo parlare di evidenti deterioramenti, dato che i dettagli anche in lontananza vengono in larga parte preservati a tutti i preset di gioco.

    Ottimo anche in modalità Performance, ma troviamo che la combinazione migliore si riesca a raggiungere con Bilanciato, dove si ottiene un equilibrio pressoché perfetto tra qualità e boost prestazionale sia a immagine statica che in movimento e in cui non si notano artefatti o lampeggiamenti di alcun tipo. Persino con le impostazioni più aggressive, è difficile notare soluzioni di continuità nell'integrità degli elementi a schermo, esitando al più in una minore precisione negli stacchi tra un oggetto e l'altro.

    Proprio in Ultra Performance, però, è dove si inizia a notare la presenza di artefatti a schermo, soprattutto nei contorni degli elementi in movimento, quindi del giocatore e degli NPC. All'aperto e in condizioni atmosferiche particolari, quindi con vento e pioggia, la schermata si fa anzitutto più sfocata per poi mostrare dei veri e propri difetti da movimento ai bordi dei personaggi. Questo difetto si fa progressivamente più visibile se si riduce la risoluzione, risultando appena accettabile in FullHD e, al contrario, solo leggermente percettibile in 4K.