Facebook avverte gli investitori: altri casi Cambridge Analytica sono probabili

Dopo lo "scandalo" causato da Cambridge Analytica, Facebook mette le mani avanti dichiarando che potrebbero succederne altri.

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Lo scandalo Cambridge Analytica ha monopolizzato per giorni l'attenzione mediatica globale, costringendo uno degli uomini più influenti del mondo, Mark Zuckerberg, a presentarsi davanti alle commissioni commercio e giustizia del Senato degli Stati Uniti d'America. Le domande poste al CEO di Facebook hanno sin da subito puntato il dito sul modello economico dell'azienda, lasciando però ancora molti dubbi in merito, anche per via dei troppi "non so" di Zuckerberg. Ovviamente gli investitori si sono infuriati, creando non pochi grattacapi alla società californiana. Motivo per cui il CEO ha deciso di avvertirli già da ora, inserendo nel consueto rapporto trimestrale di Facebook una nota dove si fa riferimento al fatto che probabilmente Cambridge Analytica non rimarrà un caso isolato.

Una situazione complessa per Facebook

Non è una situazione semplice quella che si sta creando in casa Facebook. Infatti, le risposte di Zuckerberg al Senato non hanno convinto del tutto gli azionisti e gli addetti ai lavori. Jason Calacanis, uno degli investitori più importanti della Silicon Valley, nonché di società del calibro di Uber, ha dichiarato di sperare addirittura nel fallimento del social network. Ma non è finita qui: per supportare la sua causa, Calacanis ha avviato OpenBook Challenge, con lo scopo di fornire un investimento di 100.000 dollari ai sette team vincitori per creare un social network che rimpiazzi Facebook. "Vogliamo investire in un servizio che non manipoli le persone e che protegga la nostra democrazia da cattivi attori che cercano di diffondere disinformazione", si legge nel sito web ufficiale. Insomma, non è esattamente un buon momento per Zuckerberg & Co, anche se è quasi impossibile prevedere un fallimento di un'azienda di questo rilievo.

Facebook avverte gli investitori

Per prevenire ulteriori problemi con gli investitori, Facebook ha quindi deciso di inserire una nota legata a quanto successo con Cambridge Analytica nel suo rapporto trimestrale. Il tutto è stato "sepolto" a pagina 46, ma è stato recuperato dalla CNBC. Riportiamo di seguito una parte tradotta della nota in questione:

"Prevediamo che i nostri continui investimenti in sicurezza e revisione dei contenuti identificheranno ulteriori casi di utilizzo improprio dei dati dell'utente o di altre attività indesiderate da parte di terzi sulla nostra piattaforma. Oltre ai nostri sforzi per ridurre i rischi legati alla cybersecurity, stiamo facendo notevoli investimenti in iniziative di sicurezza e revisione dei contenuti per combattere l'uso improprio dei nostri servizi e dei dati dell'utente da parte di terzi. [...] Come risultato di questi sforzi, prevediamo di scoprire e annunciare ulteriori casi di abuso dei dati degli utenti o di altre attività indesiderate da parte di terzi. Potremmo anche essere informati di tali problematiche direttamente tramite i media o altre terze parti. Tali incidenti possono includere l'utilizzo di dati dell'utente in modo incoerente con i nostri termini o politiche, l'esistenza di account falsi o indesiderati, interferenze elettorali, acquisti impropri di annunci, attività che minacciano la sicurezza delle persone online e offline o casi di spam e diffusione di informazioni errate. La scoperta di quanto descritto sopra può influenzare negativamente la fiducia e l'impegno degli utenti, danneggiare la nostra reputazione e i nostri marchi e influire negativamente sui nostri risultati commerciali e finanziari. Eventuali scoperte di questo tipo potrebbero anche sottoporci a ulteriori problemi e richieste normative, che potrebbero portare a sanzioni pecuniarie e danni, deviare il tempo e l'attenzione della direzione e portare a un maggiore controllo normativo".

Insomma, secondo Facebook, potrebbero presto generarsi altri casi Cambridge Analytica, che danneggerebbero ulteriormente l'immagine dell'azienda. I possibili usi impropri dei dati degli utenti descritti nella nota sono molto precisi e parlano, tra le altre cose, anche di interferenze elettorali e fake news. Insomma, la situazione legata al modello di business della data economy si fa sempre più inquietante e non smetterà di certo di far discutere.