Facebook e l'impatto dei bot sul mondo del lavoro

Facebook sta testando i bot sulla sua applicazione Messenger, che diventerà un vero e proprio ecosistema. Alcune azioni verranno semplificate e i vantaggi ci sono, ma non è tutto oro quel che luccica.

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Facebook è sempre più interessata ai sistemi di risposta automatica, i cosiddetti bot, intelligenze artificiali in grado di relazionarsi con gli utenti attraverso messaggi testuali. Nonostante l'impegno di Mark Zuckerberg nel sostentamento delle economie emergenti, i bot potrebbero un giorno rimpiazzare i lavoratori di alcuni di questi paesi, che diventerebbero economicamente meno vantaggiosi e di certo meno efficienti, in confronto alle IA. L'idea di Facebook è quella di puntare in modo massiccio su Messenger. L'anno scorso, proprio Messenger è risultata essere l'applicazione che è cresciuta di più negli Stati Uniti, e attualmente i suoi utenti sono quasi un miliardo. Gli utenti del social network sono invece 1,59 miliardi, e questo significa che più del 60% utilizza l'app di messaggistica del famoso social. Questi dati convincono ancora di più dell'ascesa di Messenger, che in futuro sarà ben più di un'applicazione standalone. Facebook vuole trasformarla in una piattaforma, progettando dalle API specificatamente per essa. La società di Zuckerberg non ha ancora specificato bene il tutto ed ha solo invitato i developer a stare sull'attenti."I bot possono fornire qualsiasi servizio vada dalle sottoscrizioni automatiche ad informazioni quali il traffico e il meteo". Ma quale sarà l'impatto di tutto questo sulle economie emergenti?

I bot sono poco in linea con la politica di Facebook?

Per prima cosa, i bot consentiranno agli utenti di accedere a determinati servizi e agli store senza cliccare nulla, ma semplicemente chattando. Se si è curiosi di conoscere le ultime news in merito ad un determinato argomento, basta interrogare l'intelligenza artificiale e questa risponderà con una lista di notizie che parlano di ciò che stiamo cercando. Se invece volete un hotel, il bot vi può mostrare quelli nelle vicinanze o di una specifica città di interesse. Qualche volta i bot stessi possono indirizzarvi verso un operatore umano, in carne ed ossa, che risponde a richieste particolari. In altri casi, invece, essi fungeranno da browser web. Saranno infatti in grado di mostrarvi un determinato sito, e a testimonianza di ciò sappiamo che Facebook sta rendendo semplice l'integrazione dei bot di Messenger sui siti web. I bot potrebbero rendere gli acquisti online più semplici: si potrà per esempio ordinare un nuovo vestito da un sito X senza avere la sua applicazione.
Il problema di questo sistema è però che le intelligenze artificiali rischiano seriamente di rimpiazzare gli umani in certi ambiti. Certo, per adesso è qualcosa che vediamo solo nei film di fantascienza, ma si tratta di un problema da non sottovalutare e discusso più volte, anche da scienziati del calibro di Stephen Hawking, di certo non l'ultimo arrivato. Ciò vuol dire che i bot di Facebook potrebbero un giorno contribuire al taglio di numerosi posti di lavoro, sia nel campo tech che non.

Per l'utente finale sarà più semplice ottenere informazioni dalla propria banca o dal proprio operatore telefonico, invece che affidarsi a un operatore umano. Questo porta alla luce un fatto ancor più rilevante nell'etica di Facebook: i bot potrebbero rendere difficoltosa la crescita dei mercati emergenti, che la società ha più volte dichiarato di voler aiutare. Sappiamo infatti che nei suddetti paesi la forza lavoro umana è più elevata del livello di automatizzazione, proprio perché sono zone a minor tasso di industrializzazione. Di conseguenza, le economie più deboli potrebbero essere quelle a subire il colpo più duro. Pensiamo ad esempio ai call center, spesso situati in paesi emergenti, che potrebbero subire un ridimensionamento in futuro, sostituiti da bot totalmente automatizzati.

Facebook Attualmente la situazione di Facebook in merito alle IA è un po’ ambigua. I primi esperimenti non sono andati bene, con le intelligenze artificiali che non hanno dato risposte adeguate alle richieste degli utenti che li hanno testati, ma si tratta in fondo delle prime versioni, che saranno certamente migliorate. Se i bot di Facebook contribuiranno o meno a togliere posti lavoro, non si può ancora dire. Si tratta comunque di una visione probabilmente troppo logica, poiché alcuni economisti come Brad DeLong hanno esaminato la questione e affermato addirittura che i bot favoriranno la diminuzione del tasso di disoccupazione. Probabilmente, ci vorrà ancora molto tempo prima che l'impatto delle IA abbia un peso sul mondo del lavoro, sperando che questo non abbia risvolti troppo negativi.