Facebook: Gruppi e privacy nel futuro di Zuckerberg

Con i gruppi sempre più al centro delle strategie future, Facebook si prepara a riscrivere la sua immagine e l'intera esperienza dei suoi utenti.

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Privacy, sicurezza, benessere degli utenti: tre mantra che Facebook vuole portare avanti a tutti i costi, nel tentativo di lavare via polemiche e problemi che negli ultimi anni hanno portato Zuckerberg e soci al centro delle cronache di tutto il mondo.
Da qui la scelta di dare un nuovo aspetto all'interfaccia utente e di cambiare radicalmente la filosofia di base dell'intera struttura. I gruppi diventeranno colonna portante del Facebook del futuro, puntando forte su un'opzione sempre più amata dagli iscritti e che, nelle speranze, dovrà rilanciare immagine e popolarità di un social da qualche tempo in crisi. Vediamo più nel dettaglio questi cambiamenti.

Largo ai gruppi

Ribattezzata FB5, la nuova versione dell'app di Facebook è già realtà, presente nei cellulari di molti di noi e pronta a sbarcare molto presto anche in versione desktop. La grafica rinnovata si è fatta subito notare per un quasi totale abbandono del blu in luogo di un bianco che tutto schiarisce e semplifica. A cambiare sono anche le opzioni, con quelle riguardanti i gruppi che si sono prese in maniera preponderante il centro della scena, segno inequivocabile della nuova filosofia alla base dei progetti futuri degli sviluppatori. Questi agglomerati di persone sono infatti diventati il cuore pulsante dell'intero ecosistema.
Cerchie vere e proprie che hanno l'obiettivo di trasformare una numerosa e informe community in una serie di "stanzoni" più piccoli e contenuti capaci di unire chi ha interessi e passioni in comune. Cliccando sulla nuova icona si entra in una pagina che raccoglie tutte le iscrizioni degli utenti e mette in primo piano solo i post dei gruppi cui si è iscritti. Mai prima d'ora questa opzione aveva avuto un'importanza così spiccata.

Un mondo nuovo

All'interno della nuova sezione ci sarà una funzione inedita che permetterà all'utente di cercare nuove iscrizioni e gruppi in cui entrare. Selezionando le categorie di proprio interesse si potranno visualizzare suggerimenti e opzioni più dettagliate sulle notifiche da ricevere una volta che si entrerà in una nuova community. L'obiettivo della nuova sezione è quello di rendere più ordinata e pertinente la gestione dei gruppi, aiutando a filtrare i vari contenuti in base al tipo di iscrizione effettuata e di gruppo. Non solo, tutta l'app sarà infarcita di riferimenti e rimandi alla nuova sezione, con alcuni di loro che avranno opzioni particolari a seconda della tipologia.
I gruppi riguardanti malattie e problemi di salute avranno maggiore attenzione per la privacy e l'anonimato dei post, mentre in quelli dedicati al lavoro saranno implementate nuove funzioni per pubblicare annunci, candidature o per inviare direttamente il proprio curriculum.

Nuove ambizioni

"Ci sono decine di milioni di gruppi attivi su Facebook. Quando le persone trovano quello giusto lo rendono spesso la parte più significativa del loro utilizzo di Facebook. E oggi più di 400 milioni di persone sul social appartengono a un gruppo per loro importante. Per questo stiamo mettendo a punto un nuovo design più semplice e che mette al centro le community. Stiamo anche introducendo nuovi strumenti aiuteranno gli utenti a scoprire e interagire con gruppi di persone che condividono gli stessi interessi".
Queste le parole con cui Zuckerberg ha presentato la novità nella recente conferenza dedicata agli sviluppatori. I numeri mossi da queste community in un periodo di flessione di tutto il mondo Facebook sono certamente da non sottovalutare, con quasi 1,4 miliardi di utenti al mese che ogni giorno interagiscono all'interno di un gruppo.
Un modello di comportamento diventato centrale nell'esperienza utente e che l'azienda non farà altro che mettere ancora più al centro della scena, con l'obiettivo conclamato di raddoppiare le cifre portando gli utenti attivi ad oltre 2 miliardi.

Cerchie chiuse

Nell'idea di Facebook, ogni gruppo dovrà essere qualcosa di significativo per l'utente, un modo per fidelizzarlo e tenerlo sempre più incollato allo schermo, stimolandolo a confrontarsi su argomenti o settori che conosce e con persone della sua stessa "cerchia". Da qui la possibilità di pubblicare sui gruppi ai quali si è iscritti direttamente dal proprio profilo o la presenza di suggerimenti a nuove iscrizioni che presto saranno disseminati un po' in ogni sezione: abbiamo visto una serie specifica su Watch? Facebook ci inviterà a iscriverci a un gruppo a essa dedicato; abbiamo dato il nostro mi piace alla pagina di un artista? Facebook ci inviterà a iscriverci ai gruppi in cui se ne discute.

In un momento storico in cui la percentuale di chi usa attivamente Facebook diventa sempre più bassa (-32% negli Stati Uniti) si vuole stimolare il pubblico a intervenire e postare in contesti "protetti" con utenti selezionati, tra persone che hanno gli stessi interessi e la pensano più o meno allo stesso modo.
Dei piccoli snodi, delle vere e proprie bolle dorate in cui risvegliare la voglia del pubblico di usare un'app che da troppo tempo aveva perso ogni tipo di attrattiva e che così spera di riguadagnare interesse e credibilità.

Un social perfetto?

Il futuro è privato. Le persone usano Facebook confrontandosi pacificamente all'interno dei propri gruppi preferiti, capaci di rispondere in maniera netta e precisa ai bisogni dell'utente, assecondando le sue passioni e venendo incontro alle sue esigenze.
Questo il mondo perfetto che Zuckerberg vuole costruire intorno alla sua creatura, un mondo che cancellerebbe in un sol colpo tutti gli scandali e le polemiche degli ultimi tempi. Un obiettivo a oggi irraggiungibile ma che è parte integrante della nuova filosofia dell'azienda e del suo creatore, convinto che il futuro metterà sempre più in disparte le piattaforme aperte per privilegiare quelle che invece regaleranno agli utenti contesti chiusi, controllati e attenti alla sicurezza.
Da qui un focus che sarà sempre più orientato ai servizi crittografati di messaggistica privata (Messenger e Whatsapp pronti a diventare una cosa sola) e quello sui gruppi ristretti di Facebook, nuovo fulcro su cui basare lo sviluppo futuro.

Una cambiamento importante in un'app diventata nel tempo un colosso sempre più grande e aperto a tutti, una sorta di informe agglomerato capace di raccogliere tutto in un'unica pagina. Un modello oggi superato che ha stancato il pubblico, soprattutto il più giovane, e che ora vuole essere rimpiazzato con un qualcosa di diverso, che stimoli la discussione e che riporti interesse in chi lo aveva perduto.
Il rischio è quello di standardizzare le discussioni, chiudere gli utenti in piccole bolle dorate che non faranno altro che confermare passioni e opinioni, senza alcuno stimolo verso nuove idee o passioni.
D'altro canto sappiamo molto bene quanto l'intento di Facebook non sia mai stato pedagogico e quanto questa nuova filosofia possa portare a nuove frontiere nella diffusione di pubblicità ben mirate da parte degli inserzionisti.
Uno scotto piuttosto pesante da pagare ma probabilmente necessario a Zuckerberg per venire a capo di una matassa informe sempre più isolata e ingarbugliata, che aveva bisogno di una nuova sterzata per controllare il grande caos nella quale si era infilata. Basterà questo per salvare la baracca? Come al solito sarà il tempo a darci tutte le risposte.