Il Fediverso vuole rivoluzionare il mondo social: da Mastodon a Lemmy

Un mondo social interconnesso, in cui ogni utente può avere il proprio server e pubblicare su piattaforme interoperabili: ecco il Fediverso.

Il Fediverso vuole rivoluzionare il mondo social: da Mastodon a Lemmy
Articolo a cura di

Di recente si è iniziato a discutere in merito al cross-posting tra Facebook e Threads, ma il concetto di interoperabilità tra i social network in questo periodo è al centro dell'attenzione non solamente per via delle mosse di Meta. Infatti, un termine che si sta diffondendo a macchia d'olio tra gli appassionati del mondo della tecnologia, grazie anche ma non soltanto al lancio di Threads, è Fediverso.
Non tutti, però, sembrano aver compreso davvero a cosa si fa riferimento e perché potrebbe essere proprio questa la prossima grande rivoluzione social, in grado di riportare indietro le lancette di internet fino a un'era in cui ognuno era proprietario del proprio spazio.

Sì, ma che cos'è il Fediverso?

Nella fase di configurazione del più recente social network di Meta, ovvero Threads, potrebbe esservi comparsa a schermo una pagina informativa sul Fediverso. La definizione data da Zuckerberg e soci è quella di "un nuovo tipo di social media network che consente alle persone di seguirsi a vicenda e interagire tra loro su diverse piattaforme, come Mastodon".
Sì, è vero, non si tratta esattamente della più chiara delle spiegazioni. Partiamo da un esempio pratico.
Mastodon rappresenta oggi la migliore piattaforma del Fediverso, in quanto legata al protocollo ActivityPub: chiunque pubblichi un contenuto sull'applicazione social di Mastodon lo sta potenzialmente rendendo accessibile da qualunque "piattaforma" associata, anche quelle create dai singoli utenti. Si tratta, insomma, di una sorta di decentralizzazione della proprietà dei contenuti social, che diventano in questo modo di libero accesso nel Fediverso.

Mastodon, di fatto, non è un social network gestito da una Big Tech, bensì potremmo descriverlo come un software gratuito che "alimenta" i siti Web. In precedenza abbiamo accennato all'era in cui ognuno aveva il suo blog: nel Fediverso, lo scenario è quello in cui ognuno può creare la sua istanza di Mastodon, potendo comunque attingere ai contenuti pubblicati nel Fediverso.

Scendendo nello specifico, ad esempio, ciò che viene pubblicato dal profilo di The Verge su "mastodon.social" (il principale server social della piattaforma) è accessibile anche su altri social più o meno grandi creati su Mastodon (uno potrebbe essere kind.social, un server che a sua volta ha una specifica community con regole di comportamento ben precise, una sorta di social nel social, decentralizzato e alimentato da Mastodon).
Questo è il concetto di interoperabilità: l'utente può pubblicare e gestire i contenuti dove vuole, avendo poi modo comunque di interagire anche con utenti da altre piattaforme.

Un po' come se i commenti dei blog si intrecciassero tra tutti i siti Web. Per intenderci, questo commento dell'utente Roman, identificato dall'username @prvrtl@mastodon.online, non è disponibile solamente dal dominio/istanza mastodon.online, che è il punto d'accesso di quell'utente al Fediverso, ma anche da Vivaldi Social e Ohai Social, giusto per citare alcuni tra i tantissimi server presenti su Mastodon.
Come avrete probabilmente già intuito, quindi, è possibile utilizzare un singolo account per interagire in tutto il Fediverso di Mastodon, pubblicando dal server che si ritiene più valido, per un mondo social non più in mano alle grandi aziende ma decentralizzato e operativo grazie alle community.
Inoltre, non ci sono di mezzo questioni di engagement e visibilità, visto che la gestione dei contenuti è di fatto in mano agli stessi utenti. Questo tipo di soluzione può risultare interessante per i Content Creator visto che, nel caso in cui un social network dovesse essere chiuso o smettesse di essere popolare, è sufficiente cambiare istanza e tutti i follower risulteranno comunque raggiungibili nel Fediverso.

Quindi, Mastodon è un software open source che viene utilizzato per creare server in grado di comunicare tra loro nel Fediverso. Nessuno possiede Mastodon (non c'è la Meta di turno), dunque tutto si basa su donazioni e soldi delle stesse community. Nemmeno lo sviluppatore che ha dato origine a Mastodon nel 2016, ovvero Eugen Rochko, può di fatto avere la proprietà della rete.

Certo, c'è il portale principale mastodon.social, la più grande istanza attualmente esistente, ma il resto sono siti Web di terze parti gestiti autonomamente anche da singole persone. Per fare un parallelismo, basti pensare al modo in cui gestiamo oggi le e-mail: nessuno controlla totalmente quel tipo di messaggi e un indirizzo Gmail può tranquillamente interagire, ad esempio, con uno di Outlook.
Questo tipo di mondo social non può essere controllato da nessuno di specifico per sua natura ed è proprio per questo che si utilizza il termine "federazione", da cui deriva poi, appunto, "Fediverso", che rappresenta tutti i portali connessi tra loro.

Tuttavia, è importante notare che il Fediverso non è costituito solamente da istanze Mastodon, ma ci sono molteplici piattaforme (potreste voler dare un'occhiata al portale Fediverse Party per trovarne un po'). D'altronde, lo standard ActivityPub non è di certo un'esclusiva di Mastodon: un altro nome noto a farne uso è quello di Lemmy, un'altra piattaforma per creare istanze nel Fediverso.

Ecco dunque che i post dell'utente @throws_lemy@lemmy.nz, che come primo accesso al Fediverso ha utilizzato lemmy.nz, risulteranno accessibili anche da coloro che hanno scelto di partire, ad esempio, da lemmy.world, ma anche dalle già citate istanze Mastodon come kind.social.
Allo stesso modo, questo significa che cercando un'utente Lemmy su un'istanza Mastodon è possibile trovarlo, come se Reddit e Twitter/X parlassero tra loro e si potessero trovare gli utenti e i post dell'una sull'altra piattaforma.

Ma perché questo termine viene utilizzato anche da Meta parlando di Threads? Il fatto è che, per quanto questa piattaforma non risulti per ora parte del Fediverso, già da un po' di tempo Mark Zuckerberg e soci hanno promesso di voler fare quantomeno qualche passo in questo senso in futuro.
La volontà è quella di consentire agli utenti di leggere i contenuti di Threads, ad esempio, a partire da istanze Mastodon e viceversa. Per ragioni di numeri e di popolarità, Threads rappresenterebbe in questo modo la prima applicazione mainstream del Fediverso, estendendo questo concetto a un pubblico ben più ampio di quello attuale.
Il 13 dicembre 2023, lo stesso Mark Zuckerberg annunciò l'avvio di test in merito attraverso un post su Threads. Il futuro dei social sarà effettivamente decentralizzato e la proprietà dei contenuti tornerà dunque nelle mani delle community? Difficile dirlo, anche perché per ora i modelli di business sostenibili per i Content Creator in uno scenario del genere risultano ancora tutti da delineare e il fatto che il concetto di Fediverso sia per natura un po' confusionario, di certo, non aiuta.