FIST Forged in Shadow Torch è RTX ON nella nostra prova con RTX 3060 in 4K

Il rabbioso coniglio Rayton alle prese con Ray Tracing e DLSS tra neon e baraccopoli nella nostra analisi tecnica.

FIST Forged in Shadow Torch è RTX ON nella nostra prova con RTX 3060 in 4K
Articolo a cura di

Poco prima dell'estate decantavamo la desolante e inquietante bellezza delle wastelands al di fuori della metropolitana di Mosca nella nostra analisi tecnica di Metro Exodus Enhanced Edition, titolo che, seppur impropriamente, può essere definito come il primo vero gioco esclusivamente in Ray Tracing. Come sicuramente gran parte degli appassionati del genere saprà, in questo titolo è stato spremuto quasi del tutto il potenziale delle tecnologie RTX di NVIDIA, tra cui anche il DLSS.

A distanza di qualche mese, abbiamo l'occasione di guardare con occhio critico un altro titolo che si fa portavoce delle tecnologie messe a punto dal team green sulla versione PC. Stiamo parlando di F.I.S.T.: Forged in Shadow Torch, action metroidvania ambientato in una metropoli dieselpunk ricca di interessanti soluzioni di design e soprattutto piena zeppa di appaganti giochi di luce e di ombre.

Cosa rende F.I.S.T. tanto particolare?

Il nuovo titolo di TiGames rappresenta solo l'ultimo, ottimo esempio di quanto possano fare la differenza le innovative tecniche di calcolo dell'illuminazione in tempo reale e di quanto possa essere drammatico il miglioramento apportato dalle metodiche di ottimizzazione basate sul Deep Learning in termini di performance e responsività.

L'avventura del coniglio Rayton racchiude nella versione PC, disponibile su Steam, tutto lo scibile di NVIDIA già arrivato in forma stabile sul mercato. Su F.I.S.T. trovano spazio l'illuminazione globale, i riflessi e persino le caustiche in Ray Tracing in tempo reale, oltre al DLSS, che arriva anche a triplicare il framerate intaccando solo marginalmente la qualità visiva. Con le tecnologie RTX arriva anche NVIDIA Reflex, per la riduzione della latenza di sistema che opera abbattendo la Backpressure sulla CPU nella pipeline di rendering.
Senza esitare ulteriormente, vediamo cosa è uscito fuori dal confronto tra il gioco in rasterizzazione tradizionale e la versione RTX ON. Spoiler: non c'è paragone.

Performance a confronto

Il nostro minaccioso coniglio da guerra si aggira nella metropoli di Torch City noncurante del pericolo, accompagnato da un PC in configurazione da medio gamma di attuale generazione.

Specifiche HardwareAbbiamo provato FIST: Forged in Shadow Torch su una macchina mid-range alimentata da un processore AMD Ryzen 7 5800X affiancato da 32GB di RAM DDR4 a 3200MHz e un comparto grafico coperto dalla NVIDIA GeForce RTX 3060 in versione personalizzata Zotac (qui la nostra recensione della Zotac RTX 3060 Twin Edge OC, con analisi tecnica e relativi benchmark, per avere un quadro generale).

Parzialmente merito dell'ottimo Unreal Engine 4, qui in grandissimo spolvero, sfruttando il potenziale della RTX 3060, proposta entry level di NVIDIA per il settore desktop, siamo riusciti a ottenere un framerate stabile sopra la soglia di giocabilità in quasi tutte le condizioni e con qualsivoglia impostazione aggiuntiva, arrivando anche a intense sessioni in 4K.
Abbiamo cercato di standardizzare l'esperienza per quanto possibile, con un percorso ben studiato che andasse a coinvolgere più ambienti e diversi approcci di illuminazione.

Mantenendo disattivato il pacchetto di migliorie grafiche e prestazionali di NVIDIA, a 2160p il titolo di TiGames riesce a mantenersi stabile a 58 FPS medi, con un 1% low di ben 43.8 FPS e uno 0.1 low di 24.8 FPS. Un ottimo risultato, indice della buona ottimizzazione di partenza ma, come penseranno in molti, anche delle caratteristiche strutturali del titolo. In realtà non è propriamente così, perchè si tratta di un prodotto progettato minuziosamente sia nell'estetica che nella tecnica e infatti, se si accendono le luci inizia lo spettacolo ma scendiamo drasticamente di framerate. Con Ray Tracing attivo, sempre in 4K, si arriva a una media di 22.9 FPS. Per un titolo dal gameplay così frenetico siamo decisamente sotto la soglia della giocabilità.
Per nostra fortuna, il DLSS è disponibile, senza impostazioni sulla risoluzione di upsampling ma configurabile con uno slider per regolare l'intensità della nitidezza dell'immagine.

Senza Ray Tracing

Ray Tracing + DLSS

Impostandolo in maniera tale da ottenere la resa grafica più morbida possibile, le prestazioni tornano sui 59.9 FPS di media. Il dato più incredibile in questo caso è rappresentato dall'aumento dell'1% low sino a 47.7 FPS, mentre lo 0.1% low si mantiene sui livelli della prova iniziale. Indice non solo di una migliore giocabilità rispetto alla modalità Ray Tracing, ma anche di un incremento intorno all'8% in termini di stabilità media rispetto alla modalità tradizionale.

Impatto visivo

L'ottima prova fornita in ambito prettamente prestazionale si riflette anche da un punto di vista meramente estetico. I riflessi e l'illuminazione in tempo reale donano ancora più vita a un artwork di elevata caratura già in partenza. La resa complessiva sfocia, lasciando poco margine all'interpretazione personale, in una delle migliori implementazioni delle tecnologie RTX mai viste finora. Unica più che rara analizzando il panorama di titoli più o meno recenti sviluppati in 2.5D.

Com'è possibile osservare nelle schermate precedenti, l'integrazione delle caustiche negli ambienti che presentano specchi d'acqua comportano degli effetti molto interessanti sulle superfici immediatamente circostanti, non sempre di pari intensità ma commisurate alla situazione, alla quantità di luce e alla superficie su cui viene impresso il gioco di luce.

I rimbalzi di luce sulle superfici e i riflessi nelle abbondanti pozzanghere rendono sensibili le differenze rispetto alla rasterizzazione tradizionale, un impatto incredibile anche sulle superfici piastrellate, con giochi di luce indipendenti tra una superficie e l'altra. Drastica la differenza in alcuni specifici ambienti, come nelle tubature. Tanto, tantissimo metallo in giro, che si diverte a giocare coi Neon di cui i tetti di Torch City sono letteralmente intrisi.

Senza Ray Tracing

Ray Tracing + DLSS

A dire il vero alcuni scenari potrebbero risultare addirittura accecanti per via di un eccesso di fonti luminose che danno vita a effetti sinergici non sempre amichevoli. Spesso i personaggi non risultano ben contornati e le pellicce degli animali non sempre rendono al meglio. Allo stesso tempo il mondo di gioco nella sua ricca eterogeneità si perde in una ridondanza quasi ossessiva in termini di atmosfere. Caratteristiche, queste, della direzione artistica e certamente non attribuibili alla presenza del Ray Tracing oppure all'intervento dell'upsampling di NVIDIA.
Nel complesso il titolo risulta godibile sia da un punto di vista grafico che ludico, offre un solido gameplay e cede sicuramente il fianco a qualche critica, più che altro marginale. Di questo e di tanto altro ancora abbiamo parlato nella nostra recensione di FIST Forged in Shadow Torch per PS5.