Forse ora conosciamo la stella che ha generato Oumuamua, l'oggetto interstellare

Un gruppo di astronomi ha effettuato nuovi calcoli per rintracciare il sistema planetario madre di Oumuamua, il primo oggetto interstellare identificato.

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L'interesse della comunità scientifica verso l'oggetto interstellare Oumuamua continua ad essere alto. D'altronde parliamo del primo corpo interstellare mai avvistato, il primo oggetto identificato che proviene dall'esterno del sistema solare, caratterizzato da una peculiare forma allungata simile ad un sigaro. Fu scoperto lo scorso anno nel mese di ottobre 2017 e qui su Everyeye non abbiamo mai smesso di raccontarvi tutte le novità riguardanti Oumuamua: dal suo primo avvistamento alla sua composizione fino alla possibile provenienza, si è parlato a lungo di questo misterioso visitatore. Eppure c'è ancora molta strada da percorrere prima di formalizzare le spiegazioni più plausibili dietro ai misteri che lo riguardano.

Che oggetto è Oumuamua?

Stavolta siamo di fronte ad una smentita delle precedenti notizie che parlavano della possibile provenienza di Oumuamua, viziate dalla mancanza di un dato fondamentale: inizialmente si pensava che Oumuamua fosse un asteroide, ma solo lo scorso giugno è stata avanzata l'ipotesi che potesse avere le caratteristiche di una cometa.
La differenza può sembrare piccola ma è determinate per il tracciamento dell'orbita di un oggetto nello spazio. Infatti, Oumuamua potrebbe non essere un oggetto che viaggia grazie alla sola attrazione gravitazionale di corpi massivi sparsi per la Via Lattea, ma sarebbe soggetto anche ad una piccola forza che si innesca quando si avvicina ad una stella, dovuta al ghiaccio che si scioglie per il calore. Questo fenomeno, che costituisce la coda di una cometa, produce gas che accelera la sua sorgente come un debole propulsore accelererebbe un razzo. L'effetto può sembrare piccolo, ma per la ricostruzione di un'orbita è necessario tenerne conto.
Praticamente, quello che prima sembrava essere lo spostamento causato dall'attrazione gravitazionale di una stella, adesso sembrerebbe che possa essere spiegato con la presenza di una coda che spinge il corpo.

La nuova ricostruzione della traiettoria di Oumuamua

Grazie alla scoperta della piccola scia di gas, Coryn Bailer-Jones del Max Planck Institute for Astronomy ha tracciato la possibile traiettoria di Oumuamua all'indietro per capire da dove sia provenuto l'oggetto interstellare. La ricostruzione ci aiuta a capire come gli oggetti vengono espulsi da un sistema planetario. Per ora gli astronomi credono che sia stato espulso da un sistema in fase di formazione, dando abbastanza spinta ad Oumuamua per allontanarsi dal tiro della stella presso cui è nato. La spinta gli sarebbe stata conferita da un gigantesco pianeta durante la sua formazione e la velocità della cometa sarebbe paragonabile a quella con cui la stella che lo ospitava si muove nella galassia.

Prima della ricostruzione del percorso, è necessario conoscere la disposizione di tutte le stelle nei nostri dintorni, nonché dei loro movimenti relativi, in quanto è la forza gravitazionale che hanno esercitato su Oumuamua a cambiare la traiettoria della cometa stessa. Stavolta, però, è stato tenuto in conto che il contributo della scia non è dovuto alla massa delle stelle. Conoscendo queste informazioni è possibile avviare delle simulazioni che indicano con sufficiente precisione quale sia la strada percorsa dalla cometa interstellare, così da risalire al suo sistema madre.

Grazie ai dati del satellite Gaia (Global Astrometric Interferometer for Astrophysics) disponiamo delle informazioni sulla posizione e lo spostamento di più di 1 miliardo di stelle nella nostra galassia. Di 7 milioni di queste conosciamo la velocità radiale rispetto alla terra, che indica quanto veloce si stanno muovendo verso di noi o lontano da noi. Combinando questo dataset con alcuni dati noti nella letteratura astronomica, è stato possibile tracciare uno scenario di simulazione per identificare la traiettoria di Oumuamua, quindi la sua possibile provenienza.

Le possibili quattro stelle dalle quali proviene Oumuamua

Le quattro stelle candidate sono tutte nane rosse e quella che più si è avvicinata ad Oumuamua, circa 1 milione di anni fa, è HIP 3757. Tuttavia, la velocità dei due sistemi non è paragonabile, quindi è possibile che non sia questa la stella responsabile della nascita della cometa. Difatti esiste un margine di errore nella ricostruzione della traiettoria che non ci permette di stabilire con certezza il percorso stesso.
HD 292249 è un'altra candidata, vicina alla traiettoria di Oumuamua circa 3,8 milioni di anni fa e con una velocità più simile alla cometa rispetto alla prima stella. Esistono infine altre due stelle che potrebbero essere le madri di Oumuamua, che lo avrebbero generato rispettivamente 1,1 milioni di anni fa o 6,3 milioni di anni fa. Purtroppo, non conosciamo bene questi due corpi, se non la loro catalogazione in precedenti ispezioni del cielo.

Questi sistemi devono disporre necessariamente di un pianeta gigantesco che avrebbe lanciato Oumuamua nello spazio della Via Lattea tramite il fenomeno della fionda gravitazionale. Nessuna delle stelle che vi abbiamo nominato è stata esaminata nel dettaglio per identificare possibili pianeti, dunque non è ancora possibile avanzare preferenza per l'una o per l'altra.
Inoltre, il rilascio di nuovi dati da parte del satellite Gaia potrebbe cambiare la carte in tavola, aiutandoci a identificare nuovi possibili sistemi planetari dai quali è nato Oumuamua, o semplicemente scartare quelli che sono stati identificati con la nuova ricerca. Per ora è quindi necessario attendere nuovi studi per avere maggiori certezze.