Gene Cernan, l'ultimo uomo sulla Luna e il perduto interesse nello Spazio

La storia di Eugene Cernan è di fondamentale importanza per capire cosa ha causato la perdita di interesse nella ricerca spaziale.

speciale Gene Cernan, l'ultimo uomo sulla Luna e il perduto interesse nello Spazio
Articolo a cura di

Lo spazio ha sempre attirato l'attenzione dell'opinione pubblica. C'è stato un periodo in cui tutto sembrava procedere a gonfie vele e in molti pensavano che di lì a poco l'uomo sarebbe andato su Marte. Era l'aprile del 1970: il programma di missioni Apollo sulla Luna era al suo apice e negli Stati Uniti d'America era finito da relativamente pochi anni il mandato di John Fitzgerald Kennedy. Le persone erano molto interessate alla scoperta dello Spazio e in pochi avevano messo seriamente in dubbio l'utilità di questo tipo di ricerca. D'altronde, quattro astronauti avevano già camminato sulla Luna nel contesto delle missioni Apollo 11 e Apollo 12. Quest'ultima, del novembre del 1969, fu un successo, tutto andaò secondo i piani.
Apollo 13 fu però una missione fallimentare, di lì in poi iniziò un inesorabile declino dell'interesse nell'esplorazione spaziale, che nel 1971 portò alla decisione, sia per motivi politici che economici, che Apollo 17 sarebbe stata l'ultima missione di quel programma. Qui entra in gioco la storia di Eugene Cernan, l'ultimo uomo ad aver camminato sulla Luna, che rappresenta un'importante testimonianza per capire cosa ha portato alla generale perdita di interesse nell'esplorazione spaziale, che sembra essersi "risolta" solamente nel corso degli ultimi anni.

Da 12 uomini sulla Luna in 3 anni a zero in 47 anni

Eugene Cernan è stato al centro di molte importanti missioni spaziali. La sua carriera da astronauta iniziò nel 1966 con Gemini 9. Si tratta di una delle missioni più difficili che la NASA ha dovuto affrontare. Infatti, per la prima volta nella storia americana, l'equipaggio che avrebbe dovuto prendere parte alla missione morì nel corso della fase di addestramento, quando, a causa di scarsa visibilità, il jet su cui gli astronauti Elliot See e Charles Bassett volavano sfiorò un edificio e precipitò. L'Agenzia Spaziale statunitense dovette quindi scegliere l'equipaggio di riserva, composto da Tom Stafford e appunto Eugene Cernan. Gemini 9 si involò verso lo Spazio il 3 giugno 1966, ma dopo quattro ore emerse un grave problema: durante la manovra rendezvous il team della NASA si rese conto che una parte del rivestimento esterno del satellite non si era staccata completamente.
Il terzo giorno della missione Cernan fu quindi incaricato di uscire dalla capsula per cercare di sistemare la situazione, diventando così il terzo uomo della storia a effettuare un EVA (attività extraveicolare). Tuttavia, la missione non era stata pensata per effettuare questo tipo di operazione e quindi ci furono diversi problemi: le maniglie e i nastri d'attacco della capsula non erano sufficienti per far avere le mani libere a Cernan e in seguito il casco dell'astronauta iniziò ad appannarsi.

Questo fece temere il peggio, tanto che dopo due ore Cernan venne invitato a rientrare nella capsula senza aver svolto tutte le operazioni previste. Dopo tre giorni di missione, Gemini 9 accese i retrorazzi di frenatura e rientrò nell'atmosfera terrestre, Cernan e il suo compagno atterrarono nell'Oceano Atlantico e vennero recuperati dalla USS Wasp. Insomma, la carriera di Eugene non iniziò nel migliore dei modi.

La seconda missione a cui prese parte fu Apollo 10, che servì da preparazione per il primo vero sbarco dell'uomo sulla Luna effettuato dal team di Neil Armstrong nella missione successiva. Ebbene, questa volta tutto andò secondo i piani e Cernan riuscì a vedere con i propri occhi la superficie lunare, pur senza metterci piede. La NASA dimostrò al mondo di saper effettuare voli dell'Apollo in brevi intervalli e l'uomo poteva finalmente andare sulla Luna. Da lì in poi ci fu una serie continua di successi, dalla storica missione Apollo 11 ad Apollo 12.
Il 1970 portò il primo vero problema nelle missioni lunari: Apollo 13. Le persone erano molto interessate allo Spazio e Neil Armstrong aveva messo piede sulla Luna solamente poco più di 6 mesi prima. Tutti erano esaltati dal terzo ritorno sulla Luna in così poco tempo e la NASA non ci pensò due volte prima di mettere in piedi il team composto da Jim Lowell, Jack Swigert e Fred Haise. Già durante il funzionamento del secondo stadio uno dei cinque motori ebbe problemi a causa delle oscillazioni pogo. Il computer riuscì però a spegnere il motore prima che ci fossero danni irreparabili. Il vero problema arrivò però dopo circa 50 ore dal lancio.

Il messaggio radiofonico che giunse a Terra fu "Okay, Houston, abbiamo avuto un problema qui". Era esploso uno dei quattro serbatoi dell'ossigeno del CSM e per questo motivo l'equipaggio fu costretto ad annullare l'allunaggio. Il modulo di servizio era danneggiato gravemente e gli astronauti dovettero passare al modulo lunare Aquaris, sfruttandolo come navicella per tornare sulla Terra anziché come mezzo per atterrare sulla Luna.
Le persone che seguivano da casa la vicenda consideravano i membri degli equipaggi delle missioni come degli eroi, reagendo con empatia a quanto accadeva loro. Apollo 13 spaventò molto sia i comuni cittadini che l'amministrazione Nixon, che decise tuttavia di provare a far tornare l'interesse delle persone con la missione successiva.

Apollo 14 era quindi di fondamentale importanza per la NASA, che si "giocava" tutto il programma. La tensione che si respirava nell'aria era molto alta e l'Agenzia spaziale statunitense non poteva permettersi un altro fallimento. La missione ebbe luogo nel 1971, ma purtroppo non tutto andò come sperato. Il modulo di comando e servizio non riuscivano ad agganciarsi al LEM e molti tentativi andarono a vuoto. Eugene Cernan, che aveva il ruolo di comandante di riserva della missione, suggerì da Terra di provare a effettuare un aggancio escludendo i ganci principali e tentando solo con i 12 secondari. Per fortuna questa tecnica funzionò.
Successivamente, però, ci furono altri problemi: un falso allarme delle batterie del LEM (che spaventò gli astronauti) e un grave difetto al radar-altimetro che doveva essere utilizzato per la fase finale di allunaggio. Inoltre, il radar di discesa non si trovava nella posizione corretta e sembrava essersi bloccato. La tensione era molto alta, ma tutti i problemi vennero risolti e il 5 febbraio 1971 gli astronauti atterrarono correttamente sul suolo lunare. Tutto andò come previsto e anche il ritorno non ebbe particolari problemi.

Tuttavia, i costi del programma (che prevedeva inizialmente di arrivare alla missione Apollo 20) si stavano facendo molto alti e le persone erano spaventate per i numerosi problemi accaduti anche durante questa missione. Il dibattito pubblico iniziò a discutere se avesse senso far rischiare o meno la vita a delle persone per portare avanti l'esplorazione spaziale.
Oltre a questo, gli Stati Uniti d'America avevano già ampiamente dimostrato la loro supremazia in ambito spaziale. Venne quindi deciso, poco prima della partenza di Apollo 15, che la missione Apollo 17 sarebbe stata l'ultima del programma. Apollo 18 e Apollo 19 vennero cancellate, mentre Apollo 20 era già stata annullata in precedenza per altri motivi.

Eugene Cernan venne scelto insieme a Ron Evans e Harrison Schmitt per andare, per l'ultima volta nella storia del programma Apollo, sulla Luna. La missione fu un successo e le foto scattate durante quell'occasione hanno fatto la storia. Inoltre, Apollo 17 ha anche stabilito dei record, tra cui la più lunga permanenza sul suolo lunare, la più alta quantità di campioni raccolti, il più lungo soggiorno in orbita lunare e il maggior tempo totale di attività extraveicolare lunare. Il 14 dicembre del 1972 Eugene Cernan sollevò il piede sinistro e lo appoggiò sullo scalino inferiore del modulo lunare Challenger.

Fu l'ultimo uomo ad aver messo piede sulla Luna. Queste le ultime parole di Cernan dal satellite naturale della Terra: "Mentre compio questi ultimi passi, vorrei solo rilevare che la sfida americana di oggi ha forgiato il destino dell'uomo di domani. Mentre stiamo per lasciare la Luna, ce ne andiamo così come siamo venuti e, se Dio vuole, ci ritorneremo in pace e speranza per tutta l'umanità. Buona fortuna all'equipaggio dell'Apollo 17". Per chi volesse approfondire, l'autobiografia di Eugene Cernan, "L'ultimo uomo sulla Luna", è stata recentemente tradotta in italiano dalla casa editrice Cartabianca Publishing. Cernan è morto il 16 gennaio 2017, all'età di 82 anni.
Ma perché non siamo più tornati sulla Luna? Nel corso degli anni, diversi astronauti hanno dichiarato che questo è avvenuto soprattutto per motivi economici. Infatti, il Governo statunitense decise di non fornire più lo stesso budget annuale alla NASA. Pensate che nel 1966 quest'ultimo ammontava a circa 43 miliardi di dollari, mentre nel 2019 siamo a circa 21 miliardi. Tuttavia, l'interesse in ambito spaziale delle persone sembra essere tornato negli ultimi anni e pare che Donald Trump sia interessato a questo settore. Chissà, magari le speranze di Cernan si concretizzeranno nei prossimi anni.