Gli smartphone stanno cambiando forma, il Motorola RAZR lo dimostra

Il ritorno del Motorola RAZR dimostra come gli schermi pieghevoli non sono solo un vezzo estetico, ma un modo per creare nuovi form factor.

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Samsung Galaxy Fold e Huawei Mate X stanno dando il via a un momento molto importante della storia della telefonia. I primi dispositivi con schermo pieghevole ad arrivare sul mercato non saranno mai dimenticati, tuttavia, a prescindere dall'innovazione tecnologica che hanno portato, la vera novità è che possono assumere le sembianze di uno smartphone o di un tablet in base alle necessità, prodotti già conosciuti e che il pubblico è abituato ad utilizzare.
Ora, con l'annuncio del RAZR di Motorola, le carte in gioco cambiano, perché assistiamo a una prima variante del design visto negli smartphone pieghevoli di Samsung e Huawei.
Una linea non certo innovativa, ripresa direttamente dal passato, ma ottenuta attraverso una tecnologia tutta nuova. In un solo anno sono arrivati due form factor differenti, per un trend che è destinato a crescere nel 2020. I segnali ci sono tutti, lo smartphone sta cambiando forma e quello che ne uscirà potrebbe non essere come ci si aspetta.

La rivoluzione del form factor è alle porte

Quello che abbiamo visto finora ha solo scalfito le potenzialità degli schermi pieghevoli. Attualmente gli smartphone pieghevoli sono limitati da diversi fattori, dai materiali ai metodi costruttivi. In un'ottica commerciale inoltre, sarebbe stato complicato iniziare subito a proporre forme differenti da quelle a cui siamo abituati. Proprio l'abitudine, insieme ai limiti tecnologici, ha guidato lo sviluppo del design dei telefoni fino a oggi. Tanto è cambiato dai tempi del primo iPhone, ma non il form factor, che è rimasto di fatto quello di sempre.
L'annuncio del Motorola RAZR però ha dimostrato che oggi si possono creare dispositivi diversi, in questo caso ripresi dal passato, ma impossibili da realizzare fino a poco tempo fa. A essere messo in discussione è anche il concetto stesso di smartphone, perché finora il design si è sempre piegato a un dogma imprescindibile, ovvero quello di favorire l'utilizzo del telefono per quella che un tempo era la sua funzione primaria, ovvero telefonare.
Oggi però si telefona di meno e quando lo si fa si utilizza sempre più spesso un auricolare: perché allora una funzione sempre meno utilizzata deve essere così influente sul form factor di un dispositivo?

Anche per questo, il prossimo anno vedremo nuove tipologie di prodotti che si discostano da questo precetto, Samsung ha sicuramente in sviluppo novità sotto questo fronte, ancora celate, ma nel 2020 le forme degli smartphone potrebbero subire il primo grande scossone da quando sono state pensate.

Un esempio può essere il design arrotolabile, visto già su alcuni televisori LG di fascia alta, ma applicato a un telefono. Un piccolo parallelepipedo alla base, magari con un display di servizio, al cui interno si nasconde un più grande schermo avvolto su sé stesso, da tirare fuori quando serve. Oppure un dispositivo da avvolgere intorno al polso, da srotolare all'occorrenza.

Le possibilità sono infinite, gli unici limiti sono le capacità produttive, le tecnologiche attuali, ancora agli albori in questo ambito, e il prezzo, che almeno all'inizio sarà alto, come sempre quando si tratta di novità assolute.
Stiamo quindi entrando in un periodo di transizione, un po' come quello che c'è stato tra il cellulare e lo smartphone. Ciò che ne verrà fuori è ancora tutto da scoprire.