Gli smartphone pieghevoli arriveranno nel 2019, ma come innovare nel frattempo?

Da Samsung ad Apple sono diversi i produttori che stanno sviluppando smartphone pieghevoli, uno dei pochi cambiamenti all'orizzonte nel settore.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Innovare è sempre più difficile. Il Samsung Galaxy S9 è arrivato sul mercato portando miglioramenti marginali rispetto al modello precedente, domani invece sarà la volta del nuovo Huawei P20, con la sua tripla fotocamera di cui si conosce ancora molto poco per capirne le funzionalità. Nei prossimi mesi arriverà anche Asus e il suo Zenfone 5 e tanti altri ne arriveranno ancora nel corso dell'anno, insieme ai nuovi iPhone, che dovrebbero passare tutti al design borderless questa volta. Gli smartphone in arrivo sono tanti, ma nessuno sembra dotato di tecnologie che possano dare un reale spinta al settore, se si escludono i soliti update di processore, RAM e fotocamera.
In questo contesto, Samsung dovrebbe lanciare il suo primo smartphone pieghevole nel 2019, mentre il 2020 sembra l'anno buono per Apple. Ma siamo sicuro che questi dispositivi possano davvero portare innovazione in un settore che sembra ormai troppo maturo per sorprendere ancora gli utenti?

Questione di necessità

Da un paio d'anni ormai si sta assistendo a un livellamento sempre più marcato della fascia media verso quella alta. Guardando ai prezzi di listino, oggi abbiamo dei top di gamma sempre più spostati verso i 1000€, mentre la fascia media si è alzata intorno ai 500€, ma la differenza tra questi prodotti vale davvero il costo del biglietto? Per un appassionato di tecnologia o per chi ha esigenze particolari la risposta è certamente si, ma per il mercato di massa, quello che poi genera davvero i grandi volumi di vendita, meno informato e attento, le differenze diventano pressoché nulle. L'avanzamento tecnologico permette oggi di avere smartphone di fascia media veloci, che scattano buone fotografie, all'occhio inesperto spesso indistinguibili dai modelli superiori, e soprattutto in grado di svolgere al meglio i compiti più comuni: dalla navigazione internet all'ascolto musicale, passando per il gaming, lo stacco non è così marcato da giustificare questa differenza di prezzo, sempre tenendo come riferimento le esigenze dell'utente medio.
Ecco perché il 2018 sembra essere un anno di consolidamento per il settore smartphone, in cui caratteristiche come gli schermi borderless o il Face ID inizieranno a diffondersi, ma dove le vere novità latitano. Cosa aspettarsi dunque per il prossimo futuro? Al netto delle informazioni oggi disponibili, ben poco. In campo Android i produttori hanno giocato le loro carte durante il Mobile World Congress, senza impressionare particolarmente, anche se la tripla fotocamera di Huawei P20 potrebbe dare qualche piccola sorpresa. Passando ad Apple, questo sarà l'anno della conversione totale agli schermi borderless della gamma iPhone e dell'arrivo del Face ID su tutti i modelli.

Probabilmente, una piccola svolta arriverà solo nel 2019, quando Samsung lancerà, almeno secondo i rumor attuali, il suo primo device pieghevole, seguita poi da Apple. A dispetto del nuovo design però, che apre le porte a un'esperienza d'uso diversa da quella attuale, le funzionalità dovrebbero essere comunque le stesse degli attuali device. Con questo non vogliamo dire che il mercato smartphone è destinato alla stagnazione tecnologica perenne, ma un rallentamento, sia nelle evoluzioni che a livello economico, è lecito aspettarselo. Uno smartphone di fascia media acquistato oggi, salvo guasti, può accompagnare la maggior parte dell'utenza per molto tempo senza che questa lo percepisca come obsoleto a livello di funzionalità. Un'affermazione che trova conferma anche dai dati globali sulle vendite di telefoni, ancora con segno positivo ma con un trend di vendite negativo che non può passare inosservato.