Google, Apple e Amazon insieme per la smart home del futuro

Il progetto dei tre grandi del settore smart home, chiamato Home Over IP, promette un'unione di intenti che cambierà il mondo dell'internet of things.

speciale Google, Apple e Amazon insieme per la smart home del futuro
Articolo a cura di

Che la smart home sarebbe presto diventata la tecnologia del futuro lo sapevamo da tempo. Che però questa avrebbe gettato le basi per una proficua collaborazione tra Google, Apple e Amazon non ce lo aspettavamo proprio. Nelle ultime settimane si sono infatti gettate le basi per il progetto Connected Home over IP, un'unione di intenti in cui queste grandi aziende e altri colossi del settore metteranno insieme le loro tecnologie per creare uno standard comune che permetterà a tutti i dispositivi delle case del futuro di dialogare tra loro tramite protocolli di comunicazione uguali per tutti.
Un sogno che potrebbe diventare realtà già alla fine del 2020 e che coinvolgerà, in maniera retroattiva, tutti i dispositivi delle tre aziende fino ad ora commercializzati.

Il progetto

Amazon, Apple e Google sono i principali promotori di questo progetto che ha già creato un ampio e folto gruppo di lavoro. Nel corso dei prossimi mesi, questo svilupperà un protocollo unico di comunicazione per tutti i dispositivi smart senza fili presenti nelle nostre case. Questo sistema si baserà sui protocolli open source, sarà liberamente accessibile a chiunque vorrà entrarvi in futuro e servirà per migliorare la compatibilità e il dialogo tra tutti i dispositivi digitali che popoleranno le nostre case. Il tutto con la sicurezza come prima priorità nella creazione di questo nuovo protocollo: le comunicazioni dovranno essere il più sicure possibile, con tecnologie di rete comune che dovranno essere supportate dai dispositivi per ottenere l'entrata nel progetto e la successiva certificazione di farne parte.

Compatibilità ai massimi livelli

A livello pratico, tutte le aziende potranno facilmente introdurre nei loro prodotti il supporto totale agli assistenti vocali di Amazon, Apple e Google. Gli utenti potranno così installare a casa un numero enorme di dispositivi senza preoccuparsi più di tanto della compatibilità con tutti gli altri, consapevoli che quelli certificati saranno costruiti apposta per poter dialogare tra loro senza problemi. Alle prime fasi di studio e adesione, tutt'ora in corso, seguirà un vero e proprio sviluppo del protocollo unificato, basato sulle connessioni senza fili, bluetooth e wireless in primis.

Il secondo passo sarà quello di promuovere il tutto e dargli massima visibilità, certificando i prodotti che ne fanno parte con una sorta di bollino che permetta al pubblico di andare sul sicuro con i suoi acquisti. Uno sforzo non da poco, che non minerà l'indipendenza delle aziende coinvolte ma in un certo senso allargherà a dismisura il mercato di ogni prodotto, dove tutto sarà in qualche modo compatibile, più o meno senza limiti, con il resto.

Grandi nomi

Se le tre grandi aziende tech sono quelle più in vista all'interno dell'alleanza non è da sottovalutare l'importanza degli altri nomi coinvolti, tutti facenti parte di una già ben formata alleanza di prodotti smart, la Zigbee Alliance. Questa, in sostanza, comprende aziende di un certo peso come Ikea, Bticino, Samsung, Schneider, Philips, Somfy, Wulian, Silicon Labs, una buona fetta di tutti i prodotti che oggi popolano le nostre case saranno compresi all'interno di una lista che potrebbe diventare quasi infinita, con l'addio a tutti quei circoli chiusi che fino ad ora avevano contraddistinto la domotica, tra oggetti compatibili con un prodotto e non con un altro.
Tutto dovrebbe diventare più aperto e semplice, sia per chi progetta i prodotti, sia per chi li compra, con l'utente che non dovrà più arrovellarsi tra compatibilità differenti che gli inibivano l'acquisto di determinati oggetti piuttosto che altri.

Facilità d'uso

Chi invece avrà già una casa ben equipaggiata con assistenti vocali e oggetti tecnologici non vedrà nessun cambiamento di sorta. Altro obiettivo principale del progetto è quello di garantire pieno supporto anche a tutti i dispositivi attualmente presenti sul mercato. Gli standard di dialogo e i progetti attualmente in essere di ogni azienda non verranno minimamente intaccati, bensì integrati non appena il tutto diverrà una realtà dei fatti, indicativamente entro la fine del 2020. Per tutti sarà insomma più facile creare dispositivi che siano compatibili in egual misura con Alexa, Siri o Google Assistant.
Ogni dispositivo funzionerà facilmente, sarà installabile in pochi passi e potrà essere controllato da uno dei sistemi principali ad oggi presente sul mercato, con pochissime differenze di sorta. L'utente avrà quindi massima libertà per scegliere ciò che più desidera, per la prima volta senza preoccuparsi più di tanto di annosi problemi di incompatibilità e interferenze. La tecnologia che si sceglie per "controllare" la propria casa non sarà più una discriminante che influenzerà gli acquisti, visto che nelle case intelligenti del futuro tutto potrà essere controllato nel miglior modo possibile.

Standard tecnologico

A livello tecnico il tutto si baserà, come dice il nome, sull'Internet Protocol, già da qualche anno adottato da Google per molti dei suoi prodotti compatibili con Assistant. Questo sistema permette in sostanza comunicazioni private e sicure tra dispositivi smart, app mobili e servizi cloud, il tutto con il massimo della velocità e senza intaccare la privacy degli utenti. Proprio l'azienda di Mountain View sta già contribuendo al tutto con due sue tecnologie open source per la smart home, Weave e Thread, già costruite sull'internet protocol e ormai presenti in tantissime case. Occorrerà capire se questi verranno utilizzati anche dagli altri o se si deciderà di unire le forze e studiare altre forme di dialogo. Non appena il tavolo di incontro sarà attivo si capirà anche a livello puramente tecnico in che modo funzionerà il tutto e quali contributi daranno le aziende coinvolte.

Dalla parte dell'utente

Ciò che abbiamo davanti è, senza mezzi termini, il futuro della smart home, un futuro dove finalmente ogni azienda principale di questo mercato viaggerà su binari paralleli ma pienamente complementari e dove la compatibilità non sarà più discriminante per le scelte degli utenti. In sostanza il pubblico potrà scegliere il sistema che preferisce e che maggiormente si adatta si suoi gusti, senza più preoccuparsi se questo è compatibile con gli oggetti che già possiede a casa o che intende acquistare in futuro.
Un passo avanti notevole, che renderà ancora più facile la diffusione di questi assistenti casalinghi e di tutte le tecnologie ad essi collegati. Questo, potenzialmente, permetterà al mercato di allargarsi ancora di più, diventare più libero e maggiormente interconnesso, aumentando la diffusione di questi prodotti e dimostrando, per l'ennesima volta, quanto l'internet of things non sia per nulla un gioco, ma una cosa tremendamente seria, una di quelle che segnerà il nostro futuro e quello dei nostri figli.