Google Assistant vs Google Now: cosa cambia con il nuovo assistente personale?

Google Assistant è disponibile solo negli smartphone Pixel e in Google Home, ma cosa cambia rispetto al precedente Google Now?

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In occasione del Google I/O 2016 tenutosi a San Francisco nel mese di maggio, il colosso di Mountain View ha svelato al pubblico Google Assistant, il nuovo assistente vocale in grado di conversare con l'utente e fornire specifiche informazioni riguardanti gli argomenti più disparati. L'inedito sistema è, al momento, presente sull'app di messaggistica istantanea Google Allo ed è perfettamente integrato con gli smartphone Pixel e con Google Home, lo smart speaker da utilizzare nella propria abitazione. Google Assistant rappresenta la naturale evoluzione di Google Now, sistema di ricerca presente su tutti i dispositivi Android e liberamente scaricabile su iOS. Ma quali sono le differenze tra i due assistenti vocali sviluppati da Big G? In questo speciale andremo ad analizzare nel dettaglio le due soluzioni, cercando di offrire un quadro completo ed esaustivo della situazione.

Google Now

Google Now è un assistente vocale sviluppato dal colosso di Mountain View e presentato nel 2012 assieme ad Android 4.1 Jelly Bean. A differenza di Siri, Google Now è compatibile con più sistemi operativi, estendendosi anche su iOS, seppur con funzionalità limitate. Questo assistente vocale non si limita a ricercare i numerosi argomenti richiesti dall'utente, ma presenta un sistema di schede personalizzate che offrono interessanti dettagli riguardanti i luoghi visitati, i risultati sportivi, il meteo, gli appuntamenti programmati e molto altro ancora. Google Now favorisce inoltre l'integrazione di schede provenienti da applicazioni di terze parti, ovvero sviluppate da developer esterni a Google. Queste app devono essere ovviamente presenti sul dispositivo e garantiscono l'accesso a numerose funzionalità aggiuntive. Tra le applicazioni attualmente supportate spiccano senza ombra di dubbio Airbnb, Shazam, eBay, TripAdvisor e Runtastic. Le informazioni riportate da Google Now includono invece dati specifici che circoscrivono l'ambito di ricerca, offrendo all'utente rapporti concisi e, al contempo, dettagliati riguardo all'argomento d'interesse. L'assistente vocale di Google consente inoltre di controllare lo smartphone tramite alcuni semplici comandi che permettono all'utente di avviare le applicazioni presenti sul proprio dispositivo, di impostare la sveglia o, ancora, di registrare un promemoria. Tuttavia, nonostante Google Now sia in grado di accedere ad ogni informazione presente sul più famoso motore di ricerca e riesca ad eseguire i comandi impartiti dall'utente, resta pur sempre un sistema per certi versi limitato rispetto a Siri o a Cortana, che conoscono l'utente e sono in grado di interagire con quest'ultimo. Ed è proprio qui che entra in gioco Google Assistant, pronto ad imporsi con decisione nel panorama mobile.

Google Assistant

Google Assistant è integrato in modo più marcato all'interno del sistema operativo rispetto a Google Now e fa affidamento su avanzate tecniche di machine learning per fornire in ogni situazione la migliore esperienza d'uso possibile. Se Assistant avrà successo, diverrà con ogni probabilità il nuovo standard nei dispositivi Android, e non solo. A differenza di Siri o Cortana, Google Assistant non gode di un nome proprio e questo perché, in tal modo, il sistema potrà rappresentare al meglio tutto ciò che Google è e che Google fa per l'utente. Ovviamente, Assistant è in grado di eseguire le stesse operazioni già viste con Google Now, effettuando quindi ricerche sul Web, pianificando gli impegni giornalieri ed interagendo con le applicazioni presenti sul dispositivo. Tuttavia, il nuovo assistente vocale di Google è sorprendentemente intelligente. Quest'ultimo può infatti rispondere alle domande poste dall'utente leggendo specifiche sezioni presenti all'interno di pagine Web o, ancora, eseguire determinate azioni direttamente in app. Ad esempio, con il comando "mostrarmi il profilo Instagram di Rihanna", Assistant non si limiterà ad aprire Instagram, ma condurrà l'utente sul profilo dell'artista. Assistant si fa ancora più interessante se abbinato a Google Home, accessorio costituito da un piccolo altoparlante che recepisce il comando "OK Google" e risponde di conseguenza alle domande formulate dal proprietario. Si può quindi chiedere di riprodurre una determinata canzone tramite Spotify o, in alternativa, di trasmettere sul televisore un video presente su YouTube grazie a Chromecast. Assistant può inoltre fornire utili informazioni riguardanti gli impegni giornalieri dell'utente, o cercare la ricetta culinaria richiesta in precedenza.

Infine, Google Assistant è perfettamente in grado di intrattenere una conversazione bidirezionale con il proprietario del dispositivo, imparando a conoscerne i dati personali quali la data di nascita o il colore preferito, sfruttando inoltre le informazioni ottenute durante i dialoghi precedenti. In tal modo, l'assistente vocale del colosso di Mountain View potrà soddisfare le richieste dell'utente con una maggiore precisione, proponendo ad esempio i migliori ristoranti nella zona senza dover richiedere di specificare i propri gusti culinari.
Tuttavia, questo è solo l'inizio. Assistant verrà migliorato nel tempo, in modo da offrire agli utenti un'esperienza su misura, perfettamente integrata con il nuovo nuovo ecosistema Google. Le aspettative sono alte e la compagnia statunitense continuerà senza ombra di dubbio a percorrere questa strada, integrando nuove soluzioni atte a facilitare le operazioni quotidiane e a semplificare la vita degli utenti.